giovedì 17 febbraio 2022

Get a Life! n. 62: "La cameriera che giunse dalla Terra Cava"

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère,
presenta l'episodio n. 62,
(altrimenti conosciuto come Martin Mystère n. 115 quinquies)

Get a Life n. 62 è anche sul nostro Giornale di DeviantArt

Copertina, pagine 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 , 7 , 8 , 9 , 10 , 11 , 12.

Torna la tradizione della double feature (cioè due storie in una sola uscita), affiancata dalla tradizione di presentare il nostro fumetto del Corriere del Mystero dell'anno precedente.

Algernon Mabus si reca nella Terra Cava, per servirsi delle macchine alchemiche del Voynich lì custodite... ma gli occupanti nazisti potrebbero avere qualcosa da ridire.
Sulla Terra, Elena Webster indaga sui misteri del Databank Universale, raccontandoci come Jaspar, gli Uomini in Nero e altri esseri potenti si relazionino con questa biblioteca infinita.
Ma qualunque sia il percorso, per entrambi i personaggi si giunge alla stessa meta: il mistero di Xenia, la sosia di Diana Lombard.




Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei.

Indice della serie Get A Life

In queste storie si parla di:Al centro della Terra (Martin Mystère n. 115 bis), Il giardino del diavolo (Martin Mystère nn. 165-166), La vita segreta di Diana Lombard (Martin Mystère nn. 164-165), Obiettivo Apocalisse (Martin Mystère n. 167), Ultima fermata: l'incubo! (Dylan Dog & Martin Mystère n.1), Terra Cava, Databank Universale, Jaspar, Nazisti, Meister, Algernon Mabus, Xenia, Hron, Jorge Luis Borges, Ley Lines, Agarthi.

mercoledì 16 febbraio 2022

[Recensione] Martin Mystère n. 384: "Riscatto a quattro dimensioni"

Martin Mystère n. 384 (mensile)
"Riscatto a quattro dimensioni"

Storia: Giovanni Eccher
Disegni: Fabio Piacentini
 
A fare da contraltare all'appagante capitolo della corsa finale de Il potere del falco, dove così tanti tasselli della narrazione vanno ora a combaciare in un logico e meditato disegno che rivela più della somma delle parti, c'è la delusione del fumetto di questo albo, che purtroppo conferma tutti i i difetti rilevati e i sospetti sorti durante la lettura della prima parte, in cui si poteva ancora essere possibilisti: se in coda all'albo ci sono pagine di testo che brillano per un impianto narrativo solido, articolato, approfondito e mysteriano, qui ci troviamo invece davanti a un totale di centosessanta pagine impiegate per una quantità di dimenticabili scene d'azione, riservando un risicato spazio a spiegazioni assai stereotipate, che spingono a parlare di "storia alla Topolino", ma erroneamente, dato che invece nei fumetti Disney simili storie  si fermano a trenta pagine, e autori storici come Romano Scarpa oppure moderni come Casty o Roberto Gagnor le arricchiscono con vari livelli di lettura per un pubblico di diverse fasce d'età.
La spiegazione del "mistero" dei falsi defunti onniscienti, infatti, è simpatica nella sua intuizione, per via del parallelo col classico della letteratura Flatland, ma è deludente nell'esecuzione e nella scarna, lacunosa esposizione: si tratta di stereotipati "invasori" di una dimensione "superiore", in teoria meramente spaziale (e non la "quarta", essendo la quarta dimensione il tempo); il loro scopo, forse, è una "invasione", sebbene essi ci deridano perché abbiamo la pretesa di comprendere il loro modo di pensare "superiore" e onnisciente (un modo che davvero ci sfugge, visti i banali eventi che determinano la loro sconfitta). Viene il sospetto che quest'ultima sia un modo per non legare la trama alle vincolanti premesse sulla potenza degli alieni, dato che costoro affermano di sapere tutto, vedere tutto, sentire tutto, ma alla fine si fanno sempre sfuggire dettagli molto scontati, che causano la loro ripetuta sconfitta. L'approccio è povero di originalità, dato che l'idea dell'invasione da parte di esseri di dimensioni superiori risale alla fantascienza popolare statunitense dell'età dell'oro, e i fumetti l'hanno cannibalizzata e riutilizzata fino alla nausea per molti decenni. Scarseggia anche l'approfondimento, ed è lo stesso paragone con Flatland a compromettere la credibilità narrativa, afflitta da una costante superficialità nell'affrontare il tema di esseri che hanno una dimensione in più rispetto alle nostre in cui agire.
Come già osservato, la scelta (redazionale?) di privilegiare l'azione e la spettacolarità (meglio se in inglese) va a discapito della credibilità e della consistenza di una vicenda molto esile, che non ha la capacità di reggere due interi albi di situazioni "avventurose" in cui si punta parecchio sui dei ex machina (non solo la perenne distrazione degli alieni nei momenti cruciali, ma anche il "cattivo" che aspettava solo l'arrivo dell'ottuagenario Martin per redimersi e passare al contrattacco), con un apice di imbarazzo durante lo scontro tra Martin e gli anziani al cantiere (che sa pure di già visto, in quanto ci ricorda il finale del farraginoso Il giocatore di scacchi). La vaghezza dell'impianto narrativo, che nega credibilità agli alieni, è rimarcata dalla facilità della non-soluzione finale, con la straniante scena della distruzione di dischi fissi esterni che sembrano fatti di wafer (quelli di silicio?).
L'utilizzo della Mytologia (o Storia Mysteriana), come già si temeva il mese scorso, suona posticcio nella sua ininfluenza, come se gli elementi fossero stati inseriti allo scopo di adattare la trama a un requisito editoriale: di Slumberland e della Contessa si perde rapidamente ogni traccia, e non ne viene spiegato il coinvolgimento, ne è fornito alcun motivo per cui "Flip" debba essere in possesso di un indizio grafico capace di guidare Martin sulla strada della compagnia farmaceutica. A posteriori, gli eventi di Slumberland del mese scorso stridono ulteriormente con gli sviluppi della storia, quando il lettore si chiede perché gli alieni della dimensione "superiore" si manifestino nel mondo dei sogni alla sola Contessa e perché gli alieni abbiano quel goffo aspetto di "mostri" da film di serie B, o anche solo perché sentano il bisogno di rivelarlo. Tra le domande senza risposta, c'è il legame tra il Mondo del Sogno e le visioni indotte dalla droga Ritus: valeva per tutti i consumatori, o solo per la Contessa? Perchè Martin, nella sua condizione di Cumbo, resta cieco come tutti agli alieni che sfruttano la dimensione del Sogno per manifestarsi? Ovviamente la risposta più prosaica è quella data poche righe fa sulle modalità e ragioni dell'utilizzo della Storia Mysteriana.
Il più solido dei dubbi narrativi, nella lista dei dei ex machina, sembra quello della follia con cui il protagonista si getta nella tana del leone, senza alcuna difesa, quasi già sappia di andare incontro allo stereotipo del cattivone pronto a redimersi senza particolari motivazioni e solamente perché gli arriva qualcuno in casa. Abbiamo detto "protagonista" perché, a ben guardare, la vicenda potrebbe essere facilmente riadattata per la serie di Dampyr o per quella di Dylan Dog: una volta rimpiazzati i manierismi mysteriani con quelli di un'altra serie, ciò che resta è infatti una storia in cui il protagonista "non sembra lui", proprio come Martin Mystère qui non sembra Martin Mystère, se si grattano via le allusioni all'età. 
 
Curiosamente, la copertina sembra ribadire i nostri stessi dubbi, mettendo in scena numerose copie di "Flip" (assente nel fumetto), e dando la falsa impressione che la storia debba vertere su qualche aspetto di Slumberland (argomento invece abbandonato sbrigativamente). La situazione di Martin Mystère a bordo di una moto, mentre compie uno spericolato balzo acrobatico, nel fumetto è associata ai numeri del celebre stuntman Evel Knievel, ma agli occhi di noi lettori richiama invece la famigerata scena in cui Arthur Fonzarelli salta lo squalo, con il suo significato simbolico.
 
La signora Kennedy e la parata
In appendice, come era stato dichiarato all'inizio del nuovo corso, nel caso di storie in due puntate la rubrica Fantasmagoria tratta del mystero in questione solo nella prima parte, e si concede di divagare nella seconda parte. Ecco quindi che questa volta propone (e ripropone, attingendo agli articoli di Martin Mystère Gigante n. 13) una riflessione sull'ipocrisia del linguaggio politicamente corretto, in questo caso per quanto riguarda la sostituzione sistematica del termine vecchio con il termine anziano, proponendo la ben nota ironia di Plinio l'Anziano.
Curiosamente, però, le riflessioni della rubrica costituiscono l'unica componente mysteriana del fumetto in questione (abbiamo detto fumetto, perchè il romanzo Il potere del falco è tutta un'altra storia, letteralmente): se è vero che Martin Mystère non deve essere automaticamente enciclopedico e logorroico per essere Martin Mystère, se è vero che in passato ha vissuto più di una avventura di azione e tecnologia, è anche vero che Martin Mystère è caratterizzato da una certa originalità dell'approccio (il cosiddetto pensiero laterale), da una capacità di approfondire gli argomenti con una visione personale e critica, da un razionale senso di meraviglia capace di stimolare la curiosità per ciò che non si conosce (sia esso nuovo o vecchio), da una voglia di apprendere e di interrogarsi sulle possibilità offerte dalle nuove idee, e soprattutto dalla volontà di esporre le proprie riflessioni durante la narrazione.
La resistenza di Java all'inquinamento
Tutto ciò, nel fumetto, manca, sostituito da corse frenetiche, conversazioni dozzinali e funzionali esclusivamente a risolvere la vicenda in modo sbrigativo, battutine scontate sui finti problemi di età di Martin (come le ginocchia che scricchiolano): in poche parole, da una parodia mancata dei soli elementi superficiali che caratterizzano Martin e che si recepiscono a una lettura veloce di qualche suo albo.

Analogamente a Fantasmagoria, anche Zio Boris mette alla berlina una certa categoria di idiozia moderna (e persino Bonelli Kids lo ha fatto, il mese scorso), risvegliandoci un certo rimpianto per il fumetto di Martin Mystère "di una volta", quello che, con un'arte curata e di qualità, mescolava l'umorismo nero alla critica aperta del degrado insito nelle dinamiche della società moderna e del "progresso", e lo faceva divertendoci e divertendosi.  Eh, già, perchè in questo abborracciato doppio episodio, in definitiva, è proprio questo che manca.

martedì 15 febbraio 2022

[Recensione] Martin Mystère n. 384: "Il potere del falco" (10)

 Martin Mystère n. 384 (mensile)

"Il potere del falco" (10)
Pubblicato nel febbraio 2022 da Sergio Bonelli Editore 

Storia: Carlo Andrea Cappi
 
Con un tocco di ironia che sembra portare la firma di Alfredo Castelli, il breve riassunto in apertura del capitolo rinuncia a riepilogare gli eventi, perchè sono ormai divenuti troppi, e cede poi il passo a una puntata che si occupa proprio di tirare le fila della narrazione. Il controllo dello scrittore sull'intreccio e sulla materia è totale, e la sua esperienza e competenza risaltano mentre ricostruisce l'operato di tutti gli Uomini In Nero (e non solo) visti finora nelle varie sequenze, svelando ogni volta nuovi dettagli che inquadrano tutta la vicenda e fanno combaciare tutti i tasselli del mystero, dagli antichi Faraoni a Mark Mystère, dall'Africa a New York.  

Di questo delizioso rompicapo temporale, che premia mysterianamente la nostra attenzione nella lettura di questi dieci mesi, vi proponiamo qui un riepilogo con i link alle puntate che vengono citate direttamente. 
In una lunga sequenza ambientata nel febbraio del 2019, a casa di Martin si presenta l'Uomo In Nero Erickson, che si impegna nel riannodare le fila di tutti i  momenti in cui uno o più Uomini In Nero hanno avuto a che fare direttamente con le Statuette, oppure con Martin a causa di questo argomento.
Anthony Cox, l'archivista degli UiN nella parte 6Leonardo Borghetti, l'agente di poco conto che spia Martin a Roma nella parte 1Walter Jackson, il giornalista che scrive articoli su false cospirazioni per distrarre l'opinione pubblica da quelle vere (Cappi sta citando Congiura nei cieli?) nella parte 3Brett Hartley, lo studioso che negli anni 1990 cercava tracce di Bastet in Africa (ma questo ci sfugge: era un UiN?) e le trovò nel Congo, in riferimento alla parte 4Albert Graham, l'archeologo ucciso nel finale della parte 9 (nella lunga sequenza del furto che, scopriamo adesso, si svolge nel 2006). Nella ricostruzione non mancano gli onnipresenti Cercatori del Paradiso e i più oscuri Guardiani del Deserto (comparsi solo nella parte 8).
Scambiandosi reciprocamente le informazioni mancanti, ma con parsimonia, Martin ed Erickson giungono al nome di Deirdre Tucker, la donna dalle molteplici identità che da tempo sta tramando (e uccidendo) per impossessarsi di tutte e quattro le Statuette.
La scena passa poi proprio a Deirde (ora Danielle Dannay), che è colta da una serie di intuizioni sul funzionamento delle Statuette e sulla visione del futuro in cui Martin Mystère sembra sparare per ucciderla (usando l'Arma a Raggi?). Deirde sta pianificando l'assalto alla sua prossima vittima: si tratta quindi di un preludio all'evento della morte di Norman Harris, avvenuta nel 2021 e vista nella parte 7.
 
Nello stesso albo, Riscatto a quattro dimensioni.

venerdì 11 febbraio 2022

Lazarus Ledd n. 99 - Martin Mystère Gigante n. 7

 IL CROSS-OVER STRISCIANTE

Lazarus Ledd n. 99

Sono più o meno universalmente noti gli omaggi della serie Lazarus Ledd all'universo narrativo di Martin Mystère. Meno noto e ricordato è quello che sembrerebbe configurarsi come un intreccio tra due uscite quasi concomitanti (in gergo, un cross-over).
Gli albi in questione sono Lazarus Ledd n.99, Il ricatto, e Martin Mystère Gigante n.7, Il Numero della Bestia, pubblicati rispettivamente ad Agosto e Dicembre 2001.
 

Il primo fumetto, scritto da Ade Capone (autore dell'episodio mysteriano Orrore tra i Sumeri, MM 126-127), e disegnato dal futuro mysteriano Alfredo Orlandi, fa parte di un ciclo più ampio, pesantemente connesso alla continuità della serie edita dalla Star Comics e alla di lei mitologia.
Alla base di tale mitologia troviamo le Linee di Leys e una rete di cristalli ancestrali di origine extraterrestre, una sorta di via di mezzo tra i Doni dei Tuatha De Danaan e il Vril. Il ciclo in questione ruota attorno alla Cerca dei due Libri di Boda Hassap: in questo albo ne vengono esposte le origini: si tratta di due manuali tecnici redatti a uso di tre "alti sacerdoti" di una civiltà risalente all'alba dei tempi.

Martin Mystère Gigante n. 7

Curiosamente, si tratta della medesima definizione riportata nel suddetto Martin Mystère Gigante n.7: tre misteriosi (e innominati) personaggi, appartenenti ad una cività ancestrale, passati alla Leggenda come "saggi", ma in realtà semplici scienziati; i tre sono i progenitori della stirpe di visionari cui apparterranno anche Simon Mago e Giovanni Evangelista; li troviamo in una (purtroppo rara) vicenda "bibliofila".
Date le tempistiche di pubblicazione ristrette, e considerando i numerosi precedenti mysteriani presenti nella serie di Ade Capone, l'analogia appare sospetta. Ricordiamo anche come Il Numero della Bestia appartenga ad un breve filone esoterico iniziato con Strano ma vero! e apparentemente abortito dopo solo due storie.
A differenza di quasi tutti gli omaggi a Martin Mystère pubblicati in precedenza su Lazarus Ledd, questo non è esplicitato da didascalie o annotazioni. Tuttavia l'analogia è palese.  

venerdì 4 febbraio 2022

[Anteprima] Martin Mystère nn. 385-386 - "L'ombra di Michelangelo" e "I suoi primi quarant'anni"

Martin Mystère n. 385 - "L'ombra di Michelangelo"

Marzo 2022: per i testi di Francesco Matteuzzi e i disegni di Michela Da Sacco, Martin Mystère si mette sulle tracce di alcuni documenti autografi di Michelangelo, una nuova versione del progetto della tomba di Giulio II e un diario. Gli indizi lasciati nella Cappella Sistina e un'antica mappa potrebbero condurre al vero Albero della Conoscenza. La risposta forse è in una sperduta grotta dell'Anatolia.

Martin Mystère n. 386 - "I suoi primi quarant'anni"

Aprile 2022: ancora in Turchia, Martin Mystère fa sosta a Istanbul, e si ritrova a fronteggiare nuovamente il Fantasma del Topkapi, lo stesso di un caso che aveva apparentemente risolto nel 1982. In questi quarant'anni, però, qualcosa è cambiato: il fantasma ora getta la maschera, e svela il suo legame con l'antica Troia. Alfredo Castelli ai testi e Giancarlo Alessandrini ai disegni iniziano la celebrazione del quarantennale del BVZM. Otto tavole di anteprima qui.
 
Chissà se la ricerca dell'Albero della Conoscenza porterà Martin fino al vero sito del leggendario Eden? Chissà se Martin visiterà proprio i famosi scavi archeologici turchi con rovine risalenti a diecimila anni fa e probabilmente all'origine del mito del paradiso terrestre? Chissà se Alfredo Castelli si riallaccerà a Gli eroi di Troia?
Ma, soprattutto, che ne sarà de Il ritorno del fantasma del Topkapi, uno dei primi episodi che la serie Get a Life! ci propose quasi dieci anni fa? Riusciremo anche questa volta, come accaduto col Teschio di Cristallo, a mantenere la consistenza narrativa?



mercoledì 2 febbraio 2022

Cos'è AMys

 

1.     Chi siamo?

Siamo i fan di Martin Mystère, del personaggio, del suo mondo, della serie, dei mysteri che affronta o ci piacerebbe affrontasse, delle tematiche mysteriose, delle proprie collezioni e di ogni altra notizia riguardante il suo mondo e i suoi autori.

AMys (Associazione Nipoti di Martin Mystère o più brevemente Associazione Mystère) non è nient’altro che la concretizzazione ufficiale di questa passione, un modo per unire materialmente tutti i fan in un gruppo affiatato e motivato.

Ufficialmente è l’Associazione Culturale senza fini di lucro che dal 2003 si propone come luogo di incontro e di aggregazione fisica per i fan di Martin, ma in pratica è quella che Alfredo Castelli ama chiamare “la Benemerita” in quanto gestisce da anni e da dietro le quinte praticamente tutto il mondo mysteriano, collaborando con autori e lettori, mettendo in rapporto le varie realtà, tenendo accesi i riflettori su Martin e su quello che lo circonda, partecipando alle fiere con il proprio stand e organizzando incontri, conferenze, pranzi, mostre e eventi a tema mysterioso dando così modo agli autori di conoscere i propri lettori.

 

2.        Dove trovarci?

Ci trovate praticamente su ogni piattaforma e social dato che possiamo offrire:

- un gruppo su FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/martinmystere;

- un FORUM: https://agarthi.forumfree.it; 

- una MAILING LIST: https://groups.google.com/g/bvzm;

- un BLOG: https://fandommartinmystere.blogspot.com;

- INSTAGRAM: https://www.instagram.com/associazione_culturale_mystere/

E naturalmente per qualsiasi esigenza abbiamo una E-MAIL ufficiale: ass.cult.amys@gmail.com.

 

3.     Cosa offriamo?

Quello che offriamo è davvero così tanto che non riusciamo a farcelo stare neppure in questo post, quindi lo riassumeremo in poche righe che andremo poi a sviluppare nel primo commento qui sotto.

AMys offre: 

  • gli spazi telematici dove scambiare le proprie opinioni (vedi sopra);
  •  le occasioni di incontro fisico presso le fiere organizzate da altri enti o durante le mostre, le conferenze e le cene organizzate da noi. Per esempio, quest’anno (covid permettendo) a primavera parteciperemo a Lucca Collezionando; successivamente a giugno terremo il nostro annuale MARTIN MYSTERE MYSTERY FEST, un raduno conviviale con conferenza degli autori e visita mysteriosa alla città che ci ospiterà; e sicuramente in autunno terremo uno dei nostri DoMiNe Die, un raduno in veste minore ma non per questo meno importante;
  •  un’ampia scelta di libri e fumetti di propria produzione della quale ecco un elenco veloce e parziale ma ben rappresentativo:
    • volumi saggistici: Immagini Raccontate, un libro che propone la sceneggiatura originale di un racconto di Sergio Badino, accompagnato dagli schizzi di Fabio Piacentini e I Dizionario dei Misteri Perduti, una guida agli allegati dei primi ventuno speciali scritta in collaborazione con Alex Dante

    • portfolio di disegni, stampe e litografie: Le Copertine, che raccoglie la versione originale e in bianco e nero delle copertine delle Nuove Avventure a Colori disegnate da Lucio Filippucci e Nuove Visioni del Passato, che propone 12 copertine di Martin Mystère riviste e ridisegnate da Alfredo Orlandi;
    • cataloghi di mostre: Professor Mystère, dedicato alla mostra che vide Martin nella veste di testimonial di eventi e iniziative socioculturali e Attenti a quei… Robot, l’esposizione di tavole e gadget con protagonisti automi e robot negli albi Bonelli;
    • albi monografici dedicati agli autori: Castelli di Carta, un volume di aneddoti e ricordi su Alfredo Castelli e I Mondi Immaginari di Giancarlo Alessandrini, un albetto dedicato al creatore grafico del nostro Detective dell’Impossibile;
    • albi specialistici dedicati ai personaggi: Ritratti di Famiglia, un volume che raccoglie la scheda di 34 personaggi mysteriani con relative interpretazioni grafiche inedite; il Raccogli Card, un album di figurine particolari (non sono adesive ma si tratta di cartoncini) per presentare tutti i personaggi del mondo di Martin Mystère corredate da tre brevi storie; Incredibili Incontri, un albetto che presenta vari team-up tra Martin e gli altri personaggi della Sergio Bonelli con disegni originali e inediti presentati da un breve racconto introduttivo; e MartEros, una raccolta di storie e disegni delle fiamme che hanno acceso di passione il nostro “algido” biondo detective;
    • storie a fumetti: Le Uova Quadre, un albetto con una storia inedita di Carlo Chendi e Nicola Rubin; Docteur Mystère e il segreto del corvo, una storia dedicata al famoso antenato di Martin Mystère; e Operazione Arca, la stampa della prima versione dell’avventura di Martin Mystère come avrebbe potuto uscire nell’82 se fosse rimasto l’inglese Doc Robinson;
    •  “prosecuzioni della tradizione mysteriana”: Get a Life!, i nostri fumetti leggibili sia on line che in albetti cartacei che portano aventi la tradizione dei Giganti, quella di raccontare storie inedite di avvenimenti solo accennate o che raccogliessero tutti i fili di vicende irrisolte; e i Buone, Belle e Cattive, il XXII numero dei dizionari dei mysteri dedicato alle donne; e il Corriere del Mystero che con la formula dell’avventura dell'Almanacco del Mystero (ma con la "nuova formula potenziata") propone fumetti, rubriche, approfondimenti e tutto quello che trovavate sul vecchio Almanacco, e anche di più.

  • la possibilità di recuperare produzioni di altri editori;
  • due importanti premi uno dedicato ai professionisti e uno ai lettori: il Premio Atlantide che valuta gli albi e gli autori mysteriani e ne riconosce i meriti con la consegna di targhe e onorificenze e il Concorso Letterario e Artistico "Un salto nel mystero" che è riservato a aspiranti scrittori e disegnatori i cui lavori, selezionati da una giuria composta da membri di AMys e di autori della Sergio Bonelli Editore, sono premiati con la pubblicazione e premi monetari;
  • momenti di gioco, di divertimento e di incontro come lo sono stati negli anni passati la Caccia al Tesoro del Mystero, con ricchi premi e cotillon e il MAC - Martin A Casa attraverso il quale in pieno lock-down portavamo virtualmente a casa dei fan gli autori di Martin per non lasciarli soli;
  • E infine produciamo gadget di natura mysteriana come cartoline, spille, la “China di Ferro” di Angie, adesivi e segnalibri.

Inoltre, per essere sempre aggiornati, potete scaricare il nostro Bollettino bimestrale gratuito e il nostro Catalogo dei prodotti. E se non li trovate on-line non disperate: basterà scriverci alla solita mail e chiederci di riceverli via mail.

 

4.     Perché iscriversi all'Associazione Culturale?

Certo, non è sicuramente obbligatorio iscriversi ad AMys: si può comunque continuare a seguire le nostre piattaforme senza nessun obbligo. Però iscriversi ad AMys è comunque più vantaggioso. Sicuramente perché permette ai lettori di avere aggiornamenti immediati e continui; poi perché permette a noi di continuare a portare avanti le suindicate iniziative e la gestione di queste piattaforme; infine perché permette a chi si iscrive, oltre che di creare un bel legame sia dal punto di vista umano che da quello fumettistico, di ottenere molti vantaggi convenienti anche dal punto di vista dei costi/ricavi.

 

5.     Come iscriversi?

Iscriversi ad AMys è molto semplice; basta seguire la facile procedura disponibile nelle pagine finale di ogni bollettino (scegli il più recente). Per ogni dubbio, scrivi a: ass.cult.amys@gmail.com


6.     Quando iscriversi?

L’iscrizione è annuale e dura dal 1° gennaio al 31 dicembre, indipendentemente dal momento in cui si diventa socio effettivo. Infatti, i vantaggi e i gadget riservati ai soci sono comunque garantiti a tutti gli iscritti.

I gadget possono essere ritirati a mano ad una delle manifestazioni a cui AMys parteciperà nel corso dell’anno oppure via posta se è impossibile incontrarsi. Normalmente AMys spedisce i gadget in un unico invio a fine anno ad un costo di 6,50€ di spese postali, ma è possibile una ulteriore spedizione ad aprile, al costo aggiuntivo di altri 6,50 euro.

 

7.     Per ogni informazione suppletiva?

Scrivete senza remore alla nostra mail: ass.cult.amys@gmail.com