mercoledì 30 giugno 2021

I RISULTATI DELLA XIV PROVA

 


I RISULTATI DELLA XIV PROVA


Come forse ricorderete domani verranno pubblicati tutti i vostri testi nei quali ci sottoponevate nuovi e fantastici mysteri mai affrontati da Martin.

Oggi invece, come giusto che sia, rilasciamo la classifica parziale alla fine della XIV prova.

Ancora una volta complimenti a tutti voi: siete stati tanti, entusiasti, bravissimi ed enigmatici. Purtroppo qualcuno si è fatto anche prendere la mano e ci ha mandato dei veri e propri soggetti. Dico purtroppo perché, pure se la storia era bella e meritava qualche bonus, la prova era precisa: il testo doveva essere al massimo di 150 parole.

Per quanto riguarda la classifica, le cose cambiano al vertice e mentre Ivano e Daniele continuano la loro fuga in solitaria, Alberto e Giovanni si giocano la terza posizione sul fil di lana. Tra l'altro neppure troppo tranquilli in quanto vedono insidiato il loro posto anche da Salvo che fa un ottimo balzo avanti, portandosi a loro ridosso.

Anche Andrea fa una veloce scalata che lo porta a scalzare Fabio dal suo posto, per sua fortuna ancora nella Top Ten anche se per un soffio.

Ma nulla è ancora detto: vi è un'ultima prova e non scordiamo che manca ancora il mio voto che potrebbe confermare o ribaltare completamente la situazione. 😆

Ivano Rezzonico                 86,5
Daniele Marcheselli         81,8
Alberto Simionato         71,2
Giavanni Gaddoni         68,2
Salvo di Bella                 55,7
Andrea Brambillasca         53,1
Marianna Fanti                 51,5
Alessandro Giacobazzi 47,3
Fabio Franzini                 46,6
Gianfranco de Michele         39,4
Pier Luigi Aicardi         39,3
Andrea Tognozzi                 38,9
Massimo Medina                 34,4
Cesare Milella                 32
Roberto d'Urso                 28,6
Claudio Bonci                 27,5
Stefano Liguori                 26,1
Alex Resta                         24,7
Sara Selmi                         24,6
Rocco Sartori                 23,2
Marco Campagnari         21,8
Sergio Noferi                 20,5
Daniele Baldino                 19
Paolo Bontempi                 17,5
Francesco Argento         15,8
GB Baiardo                 15
Davide Fornasiero         11,2
Agostino Morosi                 10
Marco Cioni                  8,9
Stefano Della Puppa           8,9
Marco Marcantonini          8,5
Matteo de Battisti          8,5
Tommaso Menchini Fabris   8,5
Corrado Smaila                  3
Ivano Visioli                  2

martedì 29 giugno 2021

I luoghi Mysteriosi secondo i lettori di MM



IL LUOGO MYSTERIOSO CHE VORRESTE VISITARE

Nella XIII prova del MyTH vi avevamo chiesto quali erano i luoghi che più vi affascinavano e che avete visitato o avreste voluto visitare.

Avete risposto in molti e come vedrete il nostro background mysteriano ci rende molto simili, seppure spesso diversi. Siamo curiosi, intraprendenti, con gli stessi sogni, ma anche capaci di sorprenderci e di trovare scorci di mystero dove gli altri non guardano.

Certo, il Messico e l'Egitto fanno la parte dei leoni, ma è Rapa-Nui che scuote ancora i nostri sogni. E che dire della nostra piccola Italia? Sempre in prima linea nei nostri cuori!

Quindi non esito ad affermare che troverete davvero pane per i nostri denti mysteriani nella seguente carrellata di foto del mystero.

Cominciamo con Agostino Morosi che in Irlanda cercava i folletti:


Alberto Simionato invece sogna i Moai:



Alessandro Giacobazzi ci allieta con un collage di foto della crociera in Egitto:


Per Alex Resta, invece, il fulcro del mystero è la residenza del nostro Martin a NYC:




Andrea Brambillasca ci ricorda l'Abbazia di San Galgano in Toscana in provincia di Siena:


Andrea Tognozzi invece non ha remore a mostrarci la foto del suo rapporto peccaminoso con una statua dell'Isola di Pasqua:




Cesare Milella prima ci ricorda la Porta della Pescheria sul Duomo di Modena:

ma poi ammette che a Venezia ha cercato il Ghetto Ebraico e la Casa dalle Finestre Cieche grazie all'albo di Martin:



Claudio Bonci ci segnala l'inesistente Anfiteatro di Volterra che esiste pur senza che nessuno ne abbia mai parlato in 2.000 anni:



Corrado Smaila è affascinato dai Moai:



mentre Daniele Baldino dai disegni di Nazca in Perù: 



Daniele Marcheselli vorrebbe visitare il Santo Sepolcro a Gerusalemme:



Francesco Argento ci manda una foto dell'enigmatico Moai Italiano di Vitorchiano (in provincia di Viterbo, nel Lazio):



GB Baiardo ci fa conoscere la Foresta Ancestrale della riserva naturale integrale di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle "Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna" in Emilia Romagna:



Gianfranco De Michele ci porta in un luogo mysterioso e sconosciuto ai più: la tomba di Scipione l'Africano, a Giugliano in Campania:



Giovanni Gaddoni, in Cina, si fa immortalare assieme al mysteriano Esercito di Terracotta: 



Per poi portarci nell'altrettanto mysteriano Messico:



Ivano Rezzonico sorvola la "classica" Renné-Le-Chateaux:



Marco Campagnari ci porta invece a Saliceto in provincia di Cuneo dove si trova la Parrocchiale di San Lorenzo, chiesa mysteriosa e massonica:



Marco Marcantonini lega due posti molto vicini e carichi di significato in un viaggio prima a Bomarzo:


e poi nei sotterranei di Narni:



Marianna Fanti si spinge fino ai Cenotes Messicani:



mentre Massimo Medina rimane a due passi da casa, per la precisione a Santa Cristina (Borgomanero, Novara) dove una porta da anni sigillata si dice che sia l'ingresso a non si sa che sotterranei e/o tesori:



Pier Luigi Aicardi torna a Rapa-Nui:



Mentre Roberto D'Urso si sbizzarrisce in un ipotetico viaggio: dalle Piramidi d'Egitto:


ad Hayers Rock in Australia:


dal Labirinto di Cnosso a Creta:


alla Casa di Sherlock Holmes a Londra:


passando per Macchu Picchu in Perù:


dalle Meteore in Grecia:


a Petra in Giordania:


fino alla Sagrada Famiglia in Spagna:


e alla Stele di Rosetta ancora in Inghilterra:



Salvo di Bella ci riporta nuovamente dai nostri Moai sull'Isola di Pasqua:



Mentre Sara Selmi spazia dall'Egitto:


a Stonehenge in Inghilterra:



Stefano Liguori infine, torna all'enigmatica Macchu Picchu:



Abbiamo volutamente lasciato per ultimi i deliri messianici di Fabio Semtex Franzini che in un delirio di onnipotenza scambia la sfida tra lui e Gaddoni per il primo posto nel MyTH alla lotta tra San Giovanni e la Bestia dell'apocalisse:

Buondì.
Confesso che venuto a conoscenza della XIIIa prova, la mia prima reazione (e presumo la stessa dell’intero gruppo partecipante) è stata quella di ripescare una vecchia foto che mi vedeva protagonista in una delle location iconiche della serie. Sicché, rassegnato a recuperare il “soggiorno britannico”, con Stonehenge, Loch Ness e il camelottiano Tintagel Castle come sfondo…una nauseante sensazione di resa, di tradimento, di capitolazione verso la strada facile: l’atto di abiura nei confronti del mio vero obbiettivo, la cui ricerca (che non dispero di chiudere entro questo decennio) mi ha portato ad accumulare e leggere avidamente oltre 400 albi dell’archeologo dell’impossibile, allo scopo di trovare l’indizio risolutore.
Ebbene, fedele alla mia legittima ambizione, affermo che non cerco un singolo specifico luogo, ma una “Chiave” universale per il viaggiatore “definitivo”: una sorta di “telepass totale” in grado di sbloccare il tornello al primo “nodo” utile e, attraverso le Ley Lines, accedere in tempi ragionevoli ad ogni angolo del pianeta e in ogni piega temporale e dimensionale strategica al mio scopo.
Nell’allegato la mappa del mio itinerario, diviso in 8 tappe tassative: Agarthi, Atlantide, Ayers Rock, R'lyeh, Eldorado, Lemuria, Faerie, Terra dei Venerabili.


Ognuna di quelle tappe, attraverso trattative diplomatiche, sottomissione in qualità di Araldo, prostituzione intellettuale e non, inganno e saccheggio, dovrà produrre in me un “upgrade” fisico e mistico, nonché l’acquisizione di una inimmaginabile tecnologia concretizzata grazie ai tesori accumulati.
Terminato il mio (diciamo) “apprendistato”, il ritorno sul nostro “piano di esistenza”, seguito da un primo programmatico messaggio al popolo,” a reti unificate”…
<< Annuncio l’alba di una nuova Era! Non escludo qualche leggero disagio iniziale e qualche fisiologico “caduto” durante l’imminente fase riformatrice: basta con questo permissivismo pernicioso; basta con questa rilassatezza dei costumi; abolizione immediata di questo costoso e farraginoso strumento denominato “elezioni popolari”. Concluderei il nostro costruttivo dialogo con un “state sereni” >>
Eh, sì…mio buon Giovanni. La grandezza della tua santità è stata seconda solo a quella della tua ingenuità. Troppo generico e confuso si è rivelato il “grido d’allarme” lanciato per mezzo del tuo simpatico libercolo millenni fa. Non una data precisa, non un nome preciso… Ed è in quel maldestro solco che oggi << Tu inciampi e cadi, mentre IO SORGO! >>.
Luogo Firma
Luzzara 20/06/2021 La Bestia SEMTEX 666

lunedì 28 giugno 2021

I RISULTATI DELLA XIII PROVA

 


I RISULTATI DELLA XIII PROVA


Mentre domani pubblicheremo tutte le vostre foto, oggi, come promessovi, rilasciamo la classifica alla fine della XIII prova, quella appunto fotografica.

Stiamo intanto leggendo tutti i vostri testi pervenutici entro mezzanotte di oggi e dopodomani rilasceremo anche la classifica per la XIV prova, quella letteraria.

Nel frattempo vi facciamo i nostri più vivissimi complimenti: state partecipando in tanti e in modi davvero professionali e/o divertenti. Ma soprattutto da quel che pare, vi state divertendo. Non possiamo che esserne davvero felici a nostra volta!

Per quanto riguarda la classifica vedrete che il vertice rimane praticamente inalterato con i nostri 4 super-campioni stretti in un serrato testa a testa. Ma hanno poca tranquillità perché alle loro spalle il gruppo dei campioni sta rimontando velocemente terreno. Lo dimostra il grande balzo avanti fatto da Marianna. Alle sue spalle invece vi è un nuovo sorpasso tra Salvo e Franz. Ma i giochi sono ancora aperti e due prove ci dividono ancora dalla proclamazione dei sette vincitori. 

Ricordate che fino a sabato avete tempo per rispondere all'ultima prova.

Ivano Rezzonico                 80,5
Daniele Marcheselli                 78,8
Giavanni Gaddoni                 68,2
Alberto Simionato                 66,2
Marianna Fanti                 50,5
Fabio Franzini                         46,6
Salvo di Bella                         45,7
Andrea Brambillasca         45,1
Alessandro Giacobazzi         44,3
Pier Luigi Aicardi                 39,3
Gianfranco de Michele         38,4
Andrea Tognozzi                 37,9
Massimo Medina                 34,4
Cesare Milella                         31
Roberto d'Urso                 28,6
Stefano Liguori                 26,1
Alex Resta                         24,7
Sara Selmi                         24,6
Rocco Sartori                         23,2
Claudio Bonci                         22,5
Marco Campagnari                 21,8
Sergio Noferi                         20,5
Daniele Baldino                 19
Paolo Bontempi                 17,5
Francesco Argento                 15,8
GB Baiardo                         14
Davide Fornasiero                 11,2
Agostino Morosi                  9
Marco Cioni                          8,9
Stefano Della Puppa          8,9
Marco Marcantonini          8,5
Matteo de Battisti                   8,5
Tommaso Menchini Fabris   6,5
Corrado Smaila                  2

venerdì 25 giugno 2021

La fine del MyTH: conoscete il Mahatma?

 


SABATO 26 GIUGNO

XV e ultima prova: il compleanno di Alfredo e Martin

LA QUIDICESIMA PROVA

Dopo settimane di sfide, tra enigmi da risolvere, selfie mysteriosi e quiz sulla continuity, il MYTH (purtroppo… o per fortuna 😊 ) giunge al termine.

Per chiudere in bellezza la nostra caccia al tesoro, non poteva esserci un giorno migliore di questo: oggi infatti festeggiamo il doppio compleanno del Buon Vecchio Zio Marty e del Buon Vecchio Zio Alfie!

QUINDI INNANZI TUTTO AUGURI!!!



Dal canto nostro, abbiamo pensato che non potevamo esimerci dal concludere questa avvincente gara con una domanda incentrata sul grande Alfredo Castelli: in un appuntamento con la rubrica I mysteri di Mystère, il BVZA confessò di aver provato un metodo che avrebbe dovuto aiutarlo a sperimentare una facoltà paranormale… quale?

Per concludere in bellezza vi diamo persino cinque alternative tra cui scegliete la risposta corretta, quindi riflettete bene perché gli ultimi punti a disposizione verranno attribuiti ai primi cinque concorrenti che risponderanno esattamente.

Alfredo Castelli ammise di aver seriamente provato a:

a)    Muovere un oggetto con la telecinesi;

b)    Lasciare il suo corpo affrontando un viaggio astrale;

c)     Captare i pensieri di un amico grazie alla telepatia;

d)    Scoprire cosa gli avrebbe riservato il futuro tramite la chiaroveggenza;

e)    Scoprire la storia di un oggetto attraverso la psicometria.

Convinti che neppure lui lo ricordi (ma “carta canta”) vi rimandiamo a lunedì con la classifica della XIII tappa, martedì con la pubblicazione delle vostre foto di luoghi mysteriosi, mercoledì con la classifica dopo la XIV prova, giovedì con la stampa dei vostri elaborati sui mysteri ancora da affrontare, venerdì con il lancio di una nuova fantastica iniziativa e finalmente sabato prossimo con la classifica finale e la dichiarazione dei vincitori!


lunedì 21 giugno 2021

XIV TAPPA: quiz per gli aspiranti scrittori


LUNEDI' 21 GIUGNO 

SOLSTIZIO D'ESTATE

Quattordicesima prova: siate Castelli!

LA QUATTORDICESIMA PROVA 

Come tutti sapete questa è una prova speciale, e quindi non svolta nel solito giorno del sabato. Avremmo potuto tenerla il 22 in onore delle olimpiadi classiche che iniziarono il 22 giugno del 776 a.C. Oppure il 23 per ricordare il primo volo dei fratelli Wright nel 1905. Oppure ancora il 24 che, come ci ricorda il bravissimo Daniele, è la data in cui Amerigo Vespucci sbarcò in America nel 1497 e si rese conto che non si trattava di Cipango ma proprio un “nuovo mondo”, che in seguito da lui prese il nome.

Noi per non essere troppo cavillosi ma anzi per essere estremamente buoni con voi, invece, abbiamo deciso di proporvela il 21, giorno famosissimo in quanto è il solstizio d'estateLitha per il monaco Beda il Venerabile.

Però, essendo il "giorno più lungo dell'anno" e quindi avendo voi più tempo del solito per risolverla, abbiamo pensato di darvi una prova un po' più complicata del solito (che sarà comunque bilanciata da quella che posteremo sabato mattina). Del resto sennò, il mio soprannome di Jinx non sarebbe meritato, no?

Quindi eccoci a noi: nel corso della sua carriera il Detective dell’Impossibile ha affrontato moltissimi enigmi: ciò significa che non esiste più alcun mystero su cui indagare? Noi di AMys siamo convinti di no e, pertanto, vi lanciamo questa sfida: scovate un mystero che non sia ancora stato trattato sulle pagine di Martin Mystère! 

Attenzione: non stiamo parlando di mysteri inventati di sana pianta, ma di mysteri “concretamente” esistenti. Ad esempio, se l’enigma del Triangolo delle Bermude non fosse mai comparso nella serie, allora potrebbe essere una risposta valida al nostro quiz. Grandi, piccoli, storici, letterari, di tutti i giorni. Il mystero è sempre con noi! Descrivete la vostra idea usando al massimo 150 parole: che la caccia al mystero inedito abbia inizio e ricordate che, come sempre, premieremo le prime cinque risposte che soddisferanno la nostra richiesta.


domenica 20 giugno 2021

[Recensione] Martin Mystère n. 376 - "Come ai vecchi tempi" + "Il potere del Falco (2)"

Martin Mystère n. 376 (mensile)
Pubblicato nel giugno 2021 da Sergio Bonelli Editore
"Come ai vecchi tempi"
Storia: Carlo Recagno
Disegni: Fabio Grimaldi
"Il potere del falco" (2)
Di Carlo Andrea Cappi

La macchina per commentare.

Con un titolo che più programmatico di così non si può, tocca a Carlo Recagno inagurare davvero il nuovo corso della testata di Martin Mystère, dopo l'albo d'esordio n. 375 che è stato dedicato agli ottant'anni della casa editrice e alla figura di G.L. Bonelli (e che comunque già contiene quelle che si ritiene siano le caratteristiche del nuovo corso). Con la recuperata mensilità delle uscite e il numero di pagine che torna alle classiche 96 (in opposizione alle 160 dell'uscita bimestrale), la redazione auspica di attirare nuovi lettori e di richiamare i vecchi che si erano allontanati, promettendo a questi ultimi un ritorno alle atmosfere e tematiche che erano state abbandonate più di dieci anni fa (ne abbiamo parlato nella recensione di Martin Mystère n. 373, "Incubi").

Di conseguenza, è quindi necessario non solo ripresentare il personaggio ai lettori nuovi o di ritorno, riepilogandone la storia nonchè le caratteristiche del suo universo narrativo, ma è necessario anche confezionare una vicenda che riporti alle origini della serie, e infine portare avanti le trame esistenti, con nuovi sviluppi che accontentino la fetta di lettori che da molto tempo attende la risoluzione di certi punti in sospeso. Carlo Recagno, che da più di un decennio è il biografo ufficiale di Sergej Orloff, utilizza proprio questa occasione per riportare nemesi mysteriana originale al suo modus operandi dei vecchi tempi, imprimendo una netta svolta alla vicenda delle "Sette Spade", di cui si attendevano sviluppi sin dal n. 330, e dando a Martin Mystère un ruolo da protagonista, non tanto perchè deve indagare su un ennesimo caso bizzarro, quanto per ciò che lui stesso è e incarna, per ciò che ha imparato/scoperto negli anni, per le caratteristiche della sua dinastia, e per i rapporti interpersonali che ha costruito durante la propria esistenza (ed ecco quindi coinvolti anche Diana e Java, mentre mancano Travis e Altrove). Oltre all'indagine fantarcheologica mysteriosa con rivisitazione del passato (arricchita da rivelazioni inedite e dettagli già rivelati, ma solo in sordina e in rarissime occasioni, tanto che nessuno più se ne ricorda), la narrazione presenta anche la caratteristica costruzione a incastro in cui si alternano eventi di diverse epoche, spaziando quindi dal presente all'amato periodo delle civiltà di Atlantide e Mu (ancora una volta, per introdurre il nuovo lettore nel contesto più importante della serie, ma capovolgendo la situazione abituale: è Mu a fare la parte del leone, grazie all'ampio spazio dedicato all'Imperatrice Amaterasu), e in quest'ultima parte compare anche l'abituale porzione di azione, combattimento e spettacolarità di tipo fantastico/mistico.

In appendice, prosegue la serie di racconti de Il potere del falco, con protagonisti completamente diversi da quelli dell'episodio precedente, a loro volta impegnati a indagare sul mistero della statuetta del Falcone Maltese del romanzo di Dashiel Hammet: sorprendentemente, il finale dell'episodio sfodera un colpo di scena simmetrico a quello del fumetto Come ai vecchi tempi, e coinvolge proprio un personaggio comparso (a sorpresa) nei ricordi di Martin durante questa vicenda. Recagno ha dichiarato sulla pagina Facebook di AMys che si è trattato di una combinazione fortunata, che contribuisce comunque a dare una consistenza tematica e stilistica all'intero albo, dando quindi un senso aggiuntivo alla formula che combina fumetto e testi.

Come nel caso de Le ombre di Camelot (Speciale Martin Mystère n. 35), la sceneggiatura si svolge in modo molto piatto e lineare (nonostante le diverse epoche), con dialoghi essenziali che poco concedono alla retorica fumettistica: è necessario fare attenzione ai minimi particolari per coglierne i contenuti inediti (o quasi), di cui parliamo in seguito. L'arte è analogamente piatta, nel ricorrere sempre alle stesse soluzioni visive, e smorza notevolmente il potenziale della storia, nonostante offra ambientazioni curate (come le architetture di Mu) e un piacevole diosegno tecnologico futuribile. Il suo problema principale sono le forti incertezze nelle figure umane dei protagonisti, soprattutto nei volti degli stessi: il numero di espressioni di base minime che viene riciclato per tutto l'albo è veramente scarso (il "broncio" di Martin Mystère dopo essere stato derubato della spada è quasi comico); inspiegabilmente la combinazione occhi/naso/bocca è sproporzionatamente piccola rispetto al volto colossale in cui è inserita, come se si trattasse di un lavoro digitale aggiunto a posteriori da qualcun altro, e la sproporzione conferisce ai personaggi un aspetto Lovecraftiano, da popolazione di un borgo afflitta da tare genetiche che si manifestano con deformità somatiche e scarsa intelligenza. La scena del mero lazo con cui si strappa la spada dalle mani di Martin, frutto di una sceneggiatura svogliata (o disperata?) è anche responsabilità dell'artista, se l'ha disegnata esattamente come era descritta, senza tentare di migliorarla con un briciolo di iniziativa (oppure in Bonelli è vietato? Non lo so). Se poi si va rileggere Martin Mystère n. 330, illustrato dagli Esposito Bros, il divario artistico tra questi due episodi così strettamente collegati diventa ancora più vistoso, anche perchè ci si accorge che, a pagina 59 del n. 376, la vignetta che raffigura i vari nemici storici di Martin Mystère include anche Morgana, ma agghindata proprio con l'abito sfoggiato nel solo n. 330 per il matrimonio, quando per raffigurare Morgana in modo riconoscibile e iconico sarebbe stato necessario attingere a storie precedenti (e invece si è fatta la scelta peggiore, ma di certo la più facile). 

A completare il variegato formato "rivista", la sezione Fantasmagoria ospita una striscia dei Bonelli Kids (il cui unico pregio è il formato a striscia, se si esclude il divertimento di chiedersi quale orrenda battuta arriverà questa volta) e una tavola di Zio Boris, impegnato in una satira che a una prima occhiata sembra solo cronaca tratta da un quotidiano nazionale.

Universo mysteriano (da leggere dopo il fumetto e il romanzo).

Nel finale di Martin Mystère n. 330, Morgana e Loki Junior si ripromettevano di invadere Yonaguni per impossessarsi della Spada ivi custodita. Stiamo parlando di un fumetto del 2013: cosa è successo quindi a Morgana, Loki jr, Sergej Orloff e Christine, durante questi anni in cui Martin si ricordava occasionalmente di voler salvare il buon Sergej (che comunque era già quasi tornato a essere il suo vecchio se stesso malvagio)?

Dopo averci spiegato che Martin ha tentato, fuori scena, di capire come ritrovare l'amico-nemico, Recagno sceglie di non rivelarci subito la risposta per due motivi: il primo è che è passato troppo tempo, e quindi la narrazione non avrebbe potuto riprendere da quel punto (nemmeno in forma di flashback, in quanto avrebbero sottratto troppo spazio a un albo di 80 pagine che ha già l'arduo compito di presentare il protagonista ai nuovi lettori e raccontare un nuovo inizio, pur proseguendo una vicenda in corso da anni); il secondo è che il summenzionato "nuovo inizio con ritorno alle origini" richiedeva necessariamente la presenza del primo Orloff, lo spietato e avido cacciatore di rari reperti archeologici, senza tutti i preamboli che la vicenda di Yonaguni avrebbe richiesto. Paradossalmente, questa tecnica di omissione non è una novità, nè per la testata nè per Orloff, e i lettori storici dovrebbero saperlo bene: quanto tempo trascorse dalla vicenda della Città delle Ombre Diafane, e quanti albi furono pubblicati, prima  che  Martin Mystère n. 330 svelasse finalmente in che modo Orloff, orrendamente sfigurato, era riuscito a sopravvivere, e quale relazione c'era col nipponico e misterioso gruppo denominato Centro? E quanto c'è voluto per sapere che Martin Mystère e Diana Lombard si erano sposati subito dopo il rientro dall'Italia? Prepariamoci a un'attesa altrettanto lunga, prima di conosce il destino di Morgana, di Loki e della Spada di Yonaguni (che magari neanche c'era, dato che la Kusanagi era in un altro posto), sebbene i lettori più arguti abbiano già iniziato a sospettare che Orloff possa non essere semplicemente Orloff, o addirittura sia stato sostituito: per la prima ipotesi, tutti ricordiamo come Merlino e Morgana coesistessero nello stesso corpo, in Roncisvalle (Martin Mystère nn. 94-96); per la seconda, va invece considerata l'attitudine di trickster di Loki, capace anche di mutare forma.

Tra le righe, emergono le abituali rivelazioni inedite, o comunque passate inosservate negli anni, che caratterizzano la gestione di Carlo Recagno quale biografo di Sergej Orloff (e anche di Martin). Martin Mystère si rende vagamente conto che Sergej Orloff sapeva di Agarthi ancor prima di arrivarvi (indizio già presente in Martin Mystère n. 330), ma al momento non menziona che anche in Martin Mystère Gigante n. 2 il giovane Orloff si era lasciato quasi sfuggire di avere una qualche prova dell'esistenza di Atlantide. Martin Mystère ammette inoltre qualcosa che non ha mai confessato apertamente: il viscerale e naturale fastidio all'idea di doversi portare dietro Java dalla Città delle Ombre Diafane, dettaglio solo suggerito ne Il passato di Java (Martin Mystere nn. 111-113), dove Martin aveva sì opposto obiezioni a questa idea, ma di natura eminentemente pratica. Scavando più a fondo nel passato e nella famiglia di Martin, Recagno rivela che Mark Mystère sapeva del Docteur Mystère, e che l'opposizione di Mark al "mystero", tanto caro al figlio Martin, aveva lo scopo di proteggere la famiglia da un'eredità di bizzarrie e pericoli. In Voci dal passato (Martin Mystère n. 325), il complesso passato di Mark è stato ulteriormente analizzato, per via della sua mutevolezza di opinione (nonchè di date dell'affiliazione agli Uomini in Nero), e adesso bisogna quindi prestare attenzione alla frase sarcastica di Orloff sulla possibilità che Martin si metta ricostruire la storia del padre e del nonno eccetera: infatti, in Affari di famiglia (Martin Mystère nn. 174-175), citato nella vignetta incui il bambino Martin osserva gli oggetti indiani a casa del nonno, si apprende che Martin sa assai poco dei suoi antenati e del suo stesso padre. A cosa allude quindi Orloff? E' possibile che sia in preparazione una storia in cui Martin viene finalmente a conoscenza dei dettagli mysteriosi che caratterizzano il suo albero genealogico, risalendo fino a Jacques "Cigale" Mystere e a Remi D'Aix (Almanacco del Mistero 2012)?   

Delle mysteriose conoscenze impossibili del giovane Orloff si è occupato Luca Salvadei, sceneggiando il fumetto Il Triangolo del Diavolo (Corriere del Mystero n. 1), in cui i giovanissimi Sergej Orloff e Martin Mystère incapano nel segreto del mare delle Bermuda. Di una possibile (ma non univoca) fonte della conoscenza impossibile di Sergej Orloff si è parlato nell'albo cartaceo I misteri dei tempi d'oro (Get a Life! n. 1) . Entrambi gli albi qui citati sono stati pubblicati dall'AMys, e i due fumetti sono disponibili anche in formato PDF scaricabile gratuitamente.

Per quella che è forse solo la seconda volta, dato che la prima sarebbe La città dei cinque anelli (Martin Mystère nn. 196-197), uno dei Quattro Oggetti Archetipi viene associato all'epoca e alla cultura di Atlantide e Mu: sin da Martin Mystère Gigante n. 2 sappiamo che la loro creazione avvenne infatti in epoca assai più remota, ma ciò nonostante la storia antidiluviana (resa nota finora) sembra ignorarne in gran parte l'esistenza. Ma se, nel precedente appena citato, il Graal veniva a malapena menzionato, questa volta la Spada è ben presente nella vicenda, e ci viene persino detto che i Tecnomaghi di Atlantide hanno una tale familiarità con questi oggetti da usarli per animare le loro macchine; si tratta di una tecnica a noi già nota sin da quando abbiamo appreso la natura dell'Arca dell'Alleanza ne Un uomo chiamato Mhosis (Martin Mystère nn. 14-106).

Nella panoramica sulla mitologia antidiluviana c'è persino spazio per una menzione di Atlantide e Lemuria, cioè le nazioni che precedettero Atlantide e Mu.

Seppure brevemente, compare anche Kut Humi, il maestro spirituale di Martin Mystère, il cui classico discorso misticheggiante riguardo al destino e al relativo libro dell'Akaschi è, inevitabilmente, una metafora dei cambiamenti in corso nella serie a fumetti.    

Il "numero 425 del giugno 2011" citato ne La macchina per leggere non esiste: si tratta invece del n. 315. La storia di Re Artù è associata ai numeri sbagliati della serie (si tratta invece dei nn. 15-16), e la spada Joyeuse di Carlo Magno (Speciale Martin Mystère & Nathan Never n. 1), pur essendo giustamente leggendaria, non fa però davvero parte della saga delle Sette Spade, avendo una natura più prosaica.

L'Amaterasu "storica", imperatrice di Mu, ha ora un fratello di nome Susano, e le loro vicende hanno dato origine a una fetta di mitologia nipponica della nostra epoca. In altre parole, la dea Amaterasu del mito era in realtà una donna in carne e ossa, "evemerizzata" in seguito. Va però notato che, ne L'isola di ghiaccio e di fuoco (Martin Mystère Gigante n. 6) Recagno ha inscenato un consesso di divinità in cui appare anche la dea Amaterasu.

Proseguendo la rettifica iniziata ne Le ombre di Camelot (Speciale Martin Mystère n. 35), Recagno presenta gli alieni Kundingas e Tuatha De Danann come un'unica specie aliena: va notato che il nome Kudingas in merito ai Doni dei Tuatha è stato sinora usato solo dagli dei celtici visti nel suddetto Speciale (giustamente, perchè loro sono i Tuatha del mito) e dalle genti di Mu, cioè due culture avulse da quelle del nostro mondo "moderno".

Dopo il personaggio di Matthew visto ne La vendetta di Loki (Martin Mystere nn. 244-246), Recagno introduce un altro compagno di studi di Martin e Sergej ai tempi di Firenze, Andrew Robinson (e non basta, ovviamente; per quanto poco rilevanti sinora, devono essercene stati molti altri: o forse erano solo in quattro a frequentare quella facoltà?). 

Quando è ambientata la seconda puntata de Il potere del falco? I genitori di Martin Mystère muoiono nel 1965, quindi necessariamente prima. Però si parla della sconfitta di Nixon alle Presidenziali, avvenuta nel 1960. Sapendo che nel 1962 Mark Mystère, che già lavorava ai vertici degli Uomini in Nero, venne da loro ri-arruolato dopo un evidente lavaggio del cervello, e sapendo che prima del lavaggio era uno degli uomini di spicco della setta, l’avventura è molto probabilmente datata 1961. Durante il racconto, Lew cita il 1922 come data in cui il culto di Westmoreland acquistò il Falco e commenta "ce l'hanno da quarant'anni!", ma potrebbe aver voluto usare la cifra tonda per comodità.

C. A. Cappi prosegue la tradizione mysteriana dell'Universo di Wold Newton (quello in cui tutti gli eroi della letteratura popolare esistono veramente e sono spesso imparentati), affermando non solo che la coppia di investigatori (Sam Spade e Miles Archer) del romanzo Il Falcone Maltese di Dashiel Hammet è realmene esistita, ma anche che l'investigatore Lew Archer creato dallo scrittore Ross MacDonald è una persona reale, e figlio del suddetto Miles Archer. In realtà, MacDonald battezzò "Lew Archer" il proprio personaggio con lo scopo di rendere omaggio a Il Falcone Maltese.

La presena contemporanea di Mark Mystère nel fumetto e nel racconto sarà anche frutto di una coincidenza, ma in entrambi i casi gli autori hanno lavorato per conciliare la figura del padre che ama il proprio figlio con quella dell'Uomo In Nero che invece agisce per distruggere la conoscenza della storia.

Il secondo capitolo de Il potere del falco sembra implicare che il potere della statuetta sia quello del controllo mentale, attuato con una fusione tale che la mente del controllore entra in quella del controllato: è esattamente ciò che accade nel primo capitolo, quando una presenza estranea invade la mente di un Uomo in Nero per spiare Martin Mystère (ai tempi degli eventi di Martin Mystère n. 1): tale presenza, di cui non ci viene rivelata l'identità, non riesce infatti a capire se ha viaggiato indietro nel tempo o se sta solo rivivendo i ricordi dell'Uomo In Nero.   

L'angolo delle polemiche

La signorina Tischmacher è appena rientrata e viene subito convocata alla presenza del suo capo, ma costui (Sergej Orloff) ha già la spada sulla scrivania. Recagno ha saltato i passaggi relativi e non ha dato spiegazioni perchè si tratta di aspetti banali e noiosi: è infatti ben noto che i cani di Pavlov critici della rete non aspettano altro che un suo passo falso per cominciare a ululare l'epiteto "spiegone". Eppure accade che ci sia anche chi protesta perchè, senza una dettagliata spiegazione, non capisce (e quindi come si fa sapere chi bisogna accontentare?), per cui ci tocca sottolineare che Tischmacher non stava pilotando l'elicottero nè ha lanciato il (demenziale) lazo per catturare la spada, in quanto sull'elicottero era palesemente presente altro personale, specializzato nelle operazioni descritte; tutti loro avevano chiaramente l'ordine di non toccare mai il manufatto (specialmente Tischmacher, soprattutto se in realtà lei è una Morgana amnesiaca) e quindi, al rientro dell'elicottero alla base, la Spada è stata immediatamente fatta pervenire a Orloff tramite una catena di passaggi di massima sicurezza e velocità, mentre Tischmacher se la prendeva comoda a tornare in ufficio (ricordiamoci anche della sua indolenza mostrata in precedenza).

Lo sventurato Andrew Robinson, che in gioventù è stato infelicemente disegnato con l'aspetto di Groucho Marx, non sapeva che il manufatto antidiluviano fosse un contenitore, eppure ne parlava come di qualcosa capace di cambiare i destini del mondo. Anche qui, Recagno ha omesso una spiegazione tanto ovvia quanto inutile all'economia del racconto, e anche qui si sono innescati i cani di Pavlov dell'incongruenza che, secondo loro, inficia tutto il resto del fumetto, per cui bisogna osservare che Robinson è solo una mera pedina di Orloff, il quale gli ha naturalmente raccontato una serie di bufale riguardo all'oggetto, con l'ovvio scopo di manovrarlo a piacere, e ha evitato accuratamente ogni riferimento alla verità, che sarebbe potuta filtrare anche solo menzionando un contenitore per un oggetto di grande potere (specialmente se tali parole fossero giunte all'orecchio di Martin, che finalmente ha recuperato la memoria storica che aveva perso nell'ultimo decennio). Lo sceneggiatore non ha sentito la necessità di esibirsi in uno "spiegone" per sottolineare l'ovvio, e cioè che a Robinson erano state date informazioni deliberatamente sbagliate, visto che lo stupore di quest'ultimo nello scoprire che si tratta di un contenitore è sufficiente per far trarre le scontate conclusioni.