lunedì 8 marzo 2021

 UN SALTO NEL MYSTERO

CONCORSO LETTERARIO ED ARTISTICO

Come forse ricorderete l'anno scorso AMys ha lanciato il primo concorso nazionale dedicato a Martin Mystère. Il concorso (che sarà rinnovato quest anno, perciò preparatevi) era dedicato alle donne (e quale occasione migliore della Festa della Donna per riportarne i lavori) ed era riservato sia agli scrittori che ai disegnatori. I primi classificati nelle due categorie sono stati già pubblicati nel nostro Corriere del Mystero, ma trovavamo corretto presentarveli di nuovo, assieme ai secondi e terzi classificati, come da bando del resto.

Quindi di seguito potrete gustarvi le opere di Ivan Visioli (primo classificato nella sezione letteraria), Alberto Simionato (secondo classificato) e Giovanni Gaddoni (terzo classificato con menzione d'onore per il suo lavoro di ricerca); inoltre potrete ammirare i disegni di Steve de Brevi (primo classificato nella sezione artistica) e Claudio Umana (secondo classificato).

LE DONNE OLTRE L'IMMAGINAZIONE di Ivan Visioli

Da quando lavorava al ricovero per senza tetto, Diana Lombard aveva visto arrivare gente di ogni tipo e di ogni provenienza; ma niente avrebbe potuto prepararla alle quattro donne trovate quella mattina a vagare spaesate lungo le vie della città. Erano tutte giovani e decisamente belle, non parlavano inglese ma non sembravano affatto delle immigrate clandestine, anzi avevano l'aspetto curato e vestivano abiti ricercati anche se di foggia piuttosto antiquata.

Tre di loro parlavano francese, sebbene solo una di esse dichiarasse di venire dalla Francia, mentre le altre due dichiararono di essere russe. Per comunicare con la quarta, fu invece necessario rivolgersi ad un classicista, visto che si esprimeva solo in greco antico.

“Emma Rouault, sposata Bovary, Yelena Vasilyevna Kuragina Bezuchova, detta Hélène, Anna Arkadyevna Karenina e Elena principessa di Sparta, sposata con Menelao e successivamente con Paride... così si sono presentate.”, raccontò Diana a suo marito, ancora incredula di quanto aveva visto.

“Bah, non mi pare poi così strano”, bofonchiò Martin Mystère, “in fondo è un classico: molte persone con problemi psichiatrici credono di essere Napoleone o qualche altro personaggio famoso. Saranno delle appassionate di letteratura uscite di senno.”

“Sì, l'ho pensato anch'io; ma ci sono troppe cose strane: i vestiti, la lingua che parlano, il fatto che non sappiano assolutamente nulla del mondo moderno. E tutte hanno fornito la stessa versione: erano in casa di quello che hanno definito “un bifolco” il quale voleva convincerle ad accettare le sue avances. Nessuna di loro però ricorda come è arrivata a New York ed Elena si è molto stupita di apprendere che esistono delle terre aldilà delle colonne d'Ercole. Sembrano veramente uscite dalle pagine di un libro anche se loro non lo sanno: Emma, Hélène e Anna sanno chi è Omero; ma non hanno mai sentito parlare di Tolstoj o di Flaubert. Persino i loro tratti somatici corrispondono alle descrizioni di quei personaggi!”

“Anche questo potrebbe avere una spiegazione razionale: magari il fatto di ritrovare fattezze simili alle proprie nel personaggio di un libro le ha spinte ad identificarsi con esso, tanto da volerlo imitare anche nel modo di vestire e di parlare. Tra l'altro, mi sembra di ricordare che si tratti di personaggi di donne piuttosto...ehm, libertine; forse erano in una clinica per malattie mentali e qualcuno le ha rapite per approfittare di loro...”

“Ho pensato anch’io ad un rapimento ed ho avvisato la polizia.”

La telefonata di Travis li interruppe. La polizia, dopo aver raccolto le testimonianze delle donne, era stata incredibilmente in grado di identificare l'abitazione del presunto rapitore. Con grande sorpresa di Martin, si trattava di un suo conoscente, il professor Morel, un collega dell'Università che teneva la cattedra di letteratura, un uomo solitario e un po' eccentrico ma che non sarebbe di certo stato capace di far del male ad una mosca.

Considerato che si trattava di un conoscente di Martin, Travis volle che l'archeologo e sua moglie lo accompagnassero durante il sopralluogo all'appartamento di Morel.

L'ispettore suonò il campanello senza ottenere risposta, bussò più volte con energia ma senza risultato. Dall'interno, sembrava giungere solo un flebile lamento. Rotti gli indugi, Travis ordinò a due robusti agenti di abbattere la porta.

Lo spettacolo che si presentò ai loro occhi era impressionante: il povero Morel giaceva insanguinato sul pavimento. L'uomo respirava ancora; ma presentava una ferita da arma da taglio che Travis, grazie alla sua esperienza, riuscì fortunatamente a tamponare. Chiamata immediatamente un'ambulanza, Morel fu trasportato al New York Hospital dove i medici riscontrarono che la ferita non era profonda e che, sebbene avesse subito un forte shock, l’uomo non era in pericolo di vita.

La perquisizione dell'appartamento non diede grandi risultati: si trattava della tipica abitazione di uno studioso, stracolma di libri come quella di Martin. Su di un tavolino, vennero trovati alcuni volumi evidentemente presi di recente dagli scaffali della biblioteca: L' Iliade e l’Odissea, Guerra e Pace, Anna Karenina, Madame Bovary e i Tre Moschettieri. Fu rinvenuto anche un curioso apparecchio elettronico di cui, nonostante le analisi della scientifica, non fu possibile comprendere la natura o la funzione. Con successive indagini, si scoprì inoltre che Morel, pur conducendo una vita parca e ritirata, poteva contare su una notevole disponibilità di denaro, avendo ricevuto di recente una grossa eredità. Il professore aveva inoltre effettuato pochi giorni prima un bonifico per una grossa somma su un conto cifrato svizzero di cui fu naturalmente impossibile risalire all'intestatario.

Neppure l'interrogatorio di Morel riuscì a fornire elementi utili: l'uomo non seppe identificare il suo aggressore e dichiarò che si trattava di uno sconosciuto che si era presentato alla porta; del resto, non vi erano segni di scasso né risultava rubato qualcosa per cui la faccenda venne presto archiviata come l'opera di un pazzo. Anche l'indagine a suo carico venne rapidamente archiviata in quanto, sebbene le donne riconobbero in Morel il “bifolco” che aveva tentato degli approcci nei loro confronti, tutte confermarono che l'uomo non aveva in realtà compiuto violenze né le aveva forzate a fare alcunché. La polizia concluse quindi che si trattasse semplicemente di un gruppo di squinternate provenienti da chissà dove che Morel doveva aver ospitato a casa sua senza tuttavia ottenere ciò che evidentemente lui sperava.

Dal canto loro, le quattro donne si adattarono in fretta alla vita del ventunesimo secolo: Hélène e la sua omonima greca riuscirono facilmente ad essere ammesse nei circoli più esclusivi del Jet set dove si accompagnavano ai personaggi più ricchi ed influenti; mentre Anna ed Emma trovarono un’occupazione come insegnati di lingue. Si mantennero in contatto e spesso si incontravano per fare lunghe chiacchierate il cui argomento principale era la gioia inesprimibile che provavano all’idea che i rispettivi mariti non potessero raggiungerle in alcun modo.

Fu solo più di un mese dopo che Morel, dimesso dall'ospedale, si decise a far visita a Martin per raccontargli come erano realmente andate le cose.

“Non potevo certo dire la verità”, ammise il professore, “sarei certo finito in una clinica psichiatrica e avrei perso il posto all'Università.”

Morel raccontò che, poco dopo aver ereditato quella grossa somma, aveva ricevuto la visita di un tipo bizzarro con un sorriso inquietante che portava un pizzetto che gli dava una vaga aria mefistofelica. L'uomo, accendendosi un grosso sigaro con un semplice schiocco delle dita, gli aveva spiegato come in un luogo del multiverso non percepibile dai sensi umani, calibrati solo per tre dimensioni, esistesse una sorta di databank universale, che alcune tradizioni chiamano Akasha o dimensione eterica, in cui era contenuto non solo tutto lo scibile di coloro che avevano vissuto in quello che comunemente veniva definito il mondo reale; ma anche l’essenza di tutti gli universi immaginabili che, seppure presenti su altri piani di realtà, erano tuttavia altrettanto reali. Alcuni individui dotati di particolare sensibilità, come artisti e scrittori, avevano potuto rappresentarli nelle loro opere grazie ad un parziale accesso spontaneo al databank. Quel tizio gli aveva quindi proposto, in cambio di una cifra ragguardevole ma che lui aveva dichiarato essere assolutamente irrisoria al confronto al valore della sua invenzione, di fornirgli un apparecchio che gli avrebbe consentito di portare in questa dimensione personaggi provenienti dalla dimensione immaginaria. Ovviamente, Morel aveva dapprima pensato ad un buontempone e ad uno scherzo elaborato; ma quando l'uomo gli aveva fornito una dimostrazione pratica del funzionamento della macchina, aveva dovuto abbandonare ogni scetticismo. Il professore non era certo un uomo di bell'aspetto e non aveva mai riscosso alcun successo con il gentil sesso, dedicando tutta la sua vita solitaria agli studi letterari; aveva quindi ceduto alla tentazione di realizzare il sogno proibito di ogni appassionato lettore: quello di poter incontrare realmente i personaggi conosciuti sulle pagine dei libri. Morel aveva dato quindi a quell'individuo la somma richiesta; ma, come ogni patto faustiano che si rispetti, anche quello non era andato a buon fine e le donne evocate si erano dimostrate molto meno disponibili di quanto accadesse nei suoi sogni. Con una di esse era anche accaduto un “incidente” che il docente si rifiutò assolutamente di precisare che lo aveva convinto a sbarazzarsi dell'apparecchio, consegnandolo al detective dell'impossibile. Nel ricevere l'ordigno, Martin ebbe un brivido al pensiero degli orrori che esso avrebbe potuto materializzare in mano ad un folle e, quando Morel se ne fu andato, avvisò immediatamente “Altrove” perché venissero a ritirare quella che senza alcun dubbio era l'ennesima diabolica trovata di Mister Jinx. All'udire quella storia, Chris Tower non fu troppo sorpreso, ricordando che già il loro fondatore, Thomas Jefferson, si era trovato a dover affrontare una creatura che pareva partorita dalla fantasia di Lovecraft.

Chris si presentò accompagnato dalla sua nuova assistente, una splendida giovane sui 25 anni, i cui lunghi riccioli biondi, la pelle chiarissima e gli occhi di un azzurro intenso facevano un indefinibile contrasto con le ciglia e sopracciglia di un nero corvino.

Martin non poté trattenersi dal rivolgerle un'occhiata compiaciuta e Chris, notato il suo interessamento, gli confidò all'orecchio che nessuno sapeva chi fosse in realtà e da dove venisse; ma si trattava di un'agente di eccezionale capacità che gli era stata raccomandata da un pezzo grosso dei servizi segreti.

Martin le fece un galante baciamano. “Lieto di fare la sua conoscenza, signorina...”

La giovane increspò le labbra in un sorriso indefinibile: “Anne de Beuil, ma potete chiamarmi Milady”.


IO SONO LEGGENDA di Steve de Brevi



LA NOTTE DELLE SIRENE di Alberto Simionato

Gli adepti del Circolo Mefisto calpestavano il sacro suolo del cimitero indiano come se fosse lo zerbino di casa.
Erano nervosi come non mai.
La vittima sacrificale, invece, era serena.
Vestita solo con un paio di occhiali, per esigenze "di copione", si sdraiava sull’altare fiduciosa che il film in presa diretta, a cui credeva di partecipare, sarebbe stato un successo.
“I canti salmodianti degli astanti avevano fatto levare uno strano vento.”
O almeno così diceva il copione che Angie aveva riletto per tutta la notte, in attesa della sua unica battuta.
“AAAARGH!” urlò, quando il sacerdote cadde sopra di lei.
Morto.
Un preciso colpo di pistola aveva ucciso il noto predicatore televisivo mentre stava per violare il suo procace seno.
Subito le guardie del corpo dei negromanti si precipitarono a proteggere i loro padroni con armi rubate agli Uomini in Nero.
Ma fu inutile.
Il Ranger evitava i laser radioattivi, mentre le sue due Colt, mai scariche, facevano “ricongiungere a Satanasso” i suoi adoratori.
Un oncia di secondi dopo era tutto finito.
"Martin-Caro ..." sussurrò la bionda, svenendo.
Il Ranger la prese in braccio e con lei si allontanò come un aquila della notte.
-
Martin Mystère aveva preparato la cena riparatrice alla perfezione.
Doveva, visto che si era dimenticato il compleanno di Diana, neanche fosse una scadenza per il suo Editore!
Le ricette sumere erano le preferite da Miss Lombard e l'iPhone diffondeva nell’aria una melodia celtica che Martin aveva trovato gironzolando sul web.
Mentre si dedicava alla “cosa” che cresceva nel forno con la stessa attenzione che dedicò al primo Teschio di Cristallo sentì arrivare la pioggia. Ma fù il rumore di zoccoli che battevano sulla strada a spingerlo ad aprire la porta d'ingresso dove si trovò di fronte il Ranger che lo guardava tetro in sella a Dinamite.
Tuoni, fulmini, e la musica old age in crescendo.
Angie continuava a fare il suo nome in una sorta di trance.
“Diavoli dell’Inferno, Angie!” disse Martin.
-
“Diavoli dell’Inferno, Diana!” disse Martin.
E ricevette per tutta risposta un sonoro schiaffone!
Era disteso per terra vicino alla porta d'ingresso.
La schiena appoggiata al divano.
Diana, furiosa, in piedi davanti a lui, lo guardava più minacciosa di Orloff quando aveva provato ad ucciderlo in Belize.
“Ma perché mi hai ...” tentò di dire Martin, ma si fermò quando vide il vestito preferito di Diana irreparabilmente strappato!
Le musiche degli antichi drudi, in sottofondo, aiutavano il reboot della sua memoria.
Diana gli disse che non credeva ad una sola parola di quello che Angie le aveva raccontato.
Giunta di fronte alla casa del suo fidanzato, lo aveva trovato disteso per terra con la sua ‘amica attrice’ che, completamente nuda, gli stava facendo la respirazione artificiale perché il pistolero, che l'aveva salvata da dei satanisti l'aveva portata a casa di Martin-Caro ma lei aveva i piedi bagnati e ...
“...e cadendoti addosso lei ti avrebbe fatto scivolare all'indietro e tu avresti battuto la testa! Ma io te la spacco la testa!”
Fu in quel momento che Angie, puntando una forchetta, disse candidamente “Diana-Cara, scusa se mi sono aggrappata anche al tuo vestito quando ti ho aperto ma avevo i piedi bagnati e stavo per scivolare di nuovo sopra Martin-Caro.”
Al sentire ciò, Diana si voltò verso quella che doveva essere la sua cena e maledisse il giorno in cui aveva deciso di lasciare uno dei suoi accappatoi a casa di Martin.
Per Angie, invece, fu una cosa positiva trovarlo così poté coprirsi, anche se non aveva ancora imparato a chiuderlo, come notò Diana, ormai alle soglie del DEFCON 4.
Miss Lombard se ne andò sbattendo la porta mentre l’antica versione della Cavalcata delle Valchirie era al massimo dei tamburi.
"Ora sto sognando vero?" disse Martin rivolto ad Angie.
Ma la bionda si era versata del vino sull'accappatoio e si guardava indecisa.
Martin si fece forza e si alzò per dire ad Angie dov'era lo smacchiatore.
Ma davanti a sé quasi vedeva una taverna con antichi scudi vichinghi.
E fu così che, su sua imprecisa indicazione, Angie si spruzzò addosso della panna montata spray mentre Diana rientrava a recuperare la borsetta dimenticata.
Solo la porta sbattuta da una Diana inferocita ebbe l’effetto di liberare Martin dallo stato di confusione che lo aveva preso.
L’iPhone aveva terminato la canzone celtica e si stava apprestando a ricominciarla in loop.
L'apparizione fra la pioggia di poco prima aveva ora, finalmente,  l’attenzione del Detective dell’Impossibile.
La cosa più ovvia ora sarebbe contattare Chris Tower ad Altrove.
Ma Martin si girò a guardare Angie ancora alle prese con la panna spray nel sottofondo delle trombe scozzesi sussurrate e tornò ad imbambolarsi.
Ad un certo punto questa passò accanto a lui per raggiungere il bagno dove una doccia, a suo dire, l'avrebbe rimessa in sesto. Martin, non vedeva nulla da ‘rimettere in sesto’ e stava per dirle qualcosa ma decise che prima di tutto doveva chiarirsi con Diana.
Di nuovo, qualcosa (!) aveva fatto passare in secondo piano il Ranger e Mefisto.
Stava per cercare il numero di Diana ma il suo cellulare squillò prima che potesse chiamarla.
Era Travis e proprio in quel momento Diana rientrò in casa per la seconda volta.
Consapevole di non poter girare per NY, di notte, con un vestito in quelle condizioni, si diresse verso il bagno, dove aveva lasciato qualcosa per ripararlo, incenerendo con lo sguardo Martin che le spiegava a gesti che c’era già Angie!
L’esplosione di bolle di sapone all’apertura della porta convinse Martin a dire a Travis un “Arrivo subito!” fiondandosi fuori dalla porta.
In salvo!
-
Travis informò Martin che, stando alle informazioni raccolte, Java, all'uscita dalla partita di Basket era stato aggredito da ‘numerose persone armate’.
Martin prese meccanicamente il cellulare per chiamare Java ma vide che la batteria era scarica.
“Tutta colpa di quella musica celtica, Diavoli dell’Inferno!”
Vide poi le auto bruciate, la dozzina di cadaveri con abiti paramilitari e quello che probabilmente era il taxi preso da Java che era parcheggiato dentro un bar in fiamme.
Rimase con Travis una buona mezz’ora e poi se ne tornò verso casa, pensieroso.
Stavano succedendo troppe cose tutte assieme.
Prima Angie portata da un ranger leggendario.
Salvata da un sabba dove doveva ritornare in vita un mitico satanista.
E ora Java che viene rapito.
E lui che si sentiva stanco.
-
Rientrato in casa vide la dama che sedeva sul suo divano.
“Olimpia...”
Un sorriso appare sul viso della bionda ginoide.
Lei lo osservava attentamente mentre lui, quasi a fatica, andava a sedersi sulla poltrona di fronte.
La sua famosa parlantina oramai azzerata.
“Ha chiamato Diana sul telefono di casa. Sembra che tu abbia il cellulare... scarico?”
Martin guardò sconsolato il segnale di batteria a zero.
Olimpia sorrise ancora e proseguì.
“Quando sono arrivata lei ed Angie stavano uscendo ma Diana mi ha detto che avrebbe cercato di contattarti perché avevate una questione da chiarire al più presto e...”
Olimpia si fermò perché non vide Martin imprecare in aramaico come logica dettava. Cambiò discorso e tono.
“Stasera si sono messe in moto diverse forze intorno a te, Martin. E sono molto più pericolose di una fidanzata gelosa.”
La ascoltava senza interrompere, raro per lui.
“Credo che a rapire Java siano stati gli stessi che hanno architettato quel diversivo al Circolo Mefisto. Dimenticavo di dirti che Angie, prima di andarsene, mi ha raccontato tutto.”
“Diversivo?”
Chiese finalmente Martin, ma la voce era bassissima.
“Si. Ho aggiornato Chris e pensiamo che si sia trattato di un espediente per distrarci mentre Java veniva rapito.”
“Ma com'è possibile che il mio terzo occhio non mi abbia avvertito del pericolo che Java correva?” disse Martin toccandosi la fronte mentre un mal di testa tanto improvviso quanto feroce si faceva avanti come un lupo affamato nelle fredde valli d’Irlanda.
Olimpia esitò un istante e disse:
“Ti senti bene Martin?”
Lui parlò, tremando.
“Certo... che mi sento bene... voglio dire ... sono scosso per quello che mi stai raccontando, ma sono tutte cose che... non è la prima volta che mi accadono...”
“E' proprio questo il punto, da almeno due ore qualcosa ti sta tenendo fermo. Il tuo terzo occhio è stato messo offline. Qualcuno si è dato molto da fare perché tu non reagissi come fai di solito.”
Martin la guardava ammutolito.
Olimpia si alzò in piedi di scatto.
Avrebbe voluto imitarla, ma quella taverna con le valchirie era così invitante.
Olimpia gli prese la testa fra le mani e, avvicinatasi abbastanza da rendere gelosa Diana, gli parlò in un orecchio.
“ZA-GOR-TE-NAY!”
Un fulmine attraversò la mente di Martin!
Nei suoi occhi tornò la luce.
Soprattutto nel terzo!
Si alzò in piedi e preso dall'impeto la baciò!
Mentre la sbalordita agente di Altrove si lasciava cadere sul divano, Martin stava già passando in rassegna tutto quello che era successo fino a quel momento. A ritroso verso l'istante in cui tutto aveva cominciato a farsi lento.
Quando aveva accesso l'iPhone con la musica per Diana!
Un rapido controllo sul MacBook con un software anti hacker che gli aveva passato Tower e...
“Messaggi subliminali quantici!”
Quasi urlò, contento come la prima volta che aveva terminato l’Eneide.
Olimpia, appoggiata alla porta dello studio, guardava l'uomo di fronte a lei che si era svegliato come da un lungo sonno. Tower le aveva suggerito di usare il nome indiano dello Spirito con la Scure per il reboot del terzo occhio perché era l'unico modo conosciuto per riattivare la connessione con Agarthi.
“Solo una persona può aver manipolato quella musica per isolarmi.” disse Martin mentre fissava, scuro in volto, una foto fatta molti anni prima, a Firenze.
“Uno studioso che sa come comunicavano millenni fa.”
“Un imprenditore visionario che domina gli attuali sistemi di comunicazione.”
“Un iniziato in Arya Samaj che ha un terzo occhio.”
“Sergej Orloff!” disse Olimpia guardando il nome sull’iPhone di Martin che mostrava una videochiamata in arrivo.
Anche se era scarico..


RAPA NUI COL COVID di Claudio Umana




IL SEGRETO DI JANE MICHENER di Giovanni Gaddoni

"Non siamo mai preparati a ciò che ci aspettiamo" James A. Michener

Giornata fredda e uggiosa a New York quel giovedì 16 ottobre 1997. Martin Mystère, il famoso Detective dell'Impossibile, l'aveva trascorsa rimettendo in ordine per l'ennesima volta la strabordante biblioteca del suo appartamento di Washington Mews, ed ora si trovava solo, in attesa di vedere alla TV il notiziario della sera. La moglie Diana era uscita per la riunione settimanale dell'Assistenza Sociale, mentre il fedele assistente neanderthaliano  Java si era recato con una nuova amica all'inaugurazione di un ristorantino alla moda a TriBeCa. Stava sfogliando il New York Times del giorno, che per la prima volta aveva una foto a colori in prima pagina, - "La foto di un incontro di baseball ... Avrei trovato più adeguata un'immagine della sonda Cassini-Huygens lanciata ieri da Cape Canaveral verso Saturno ...!" pensò - quando il campanello, inaspettato, squillò ripetutamente.

Una signora di quasi cinquant'anni ben portati, i capelli biondi spettinati, il viso bello e regolare senza trucco, gli occhi azzurri arrossati, un tailleur ed un leggero soprabito di buon taglio, ma sgualciti e spiegazzati, era alla porta: "Jane... Jane Michener !!!" esclamò Martin facendola entrate.

Martin conosceva Jane da più di trent'anni, quando, seppure in diversi corsi, frequentavano, insieme all'amico Chris Tower, l'Università Harvard nel Massachusetts; lei si laureò in Medicina e Chirurgia, specializzandosi successivamente in Neurochirurgia, Psicoanalisi e Biocibernetica; quindi sposò Chris, che già lavorava per imprecisate strutture governative; quando nel 1987 Chris assunse il comando della base segreta di Altrove, lo seguì, andando a dirigerne la sezione medica.

Ora, nonostante l'amicizia di vecchia data, e nonostante i frequenti rapporti di lavoro con il marito Chris, Martin si rese conto che non vedeva Jane da anni, solo qualche telefonata e niente più; addirittura Jane non conosceva di persona ne' Diana, e neppure Java; perciò fu molto sorpreso quando Jane, sconvolta, gli gettò, quasi piangendo, le braccia al collo.

"Martin, è tutto il pomeriggio che viaggio; ho preso l'aereo ad Austin, nel Texas, per raggiungerti qui a New York il prima possibile; Chris è assente per un incarico ultrasegreto e tu sei l'unica persona a cui ora posso confidare quanto è accaduto. Stamattina come saprai è morto a novant'anni di età il mio prozio James..."

In realtà Martin non era a conoscenza del luttuoso evento, ma sapeva vagamente della parentela di Jane col famoso scrittore James Albert Michener, autore di numerosi romanzi e saggi.

"Bene - continuò Jane - mettiti comodo ed ascolta attentamente, perché quello che sto per raccontarti è davvero incredibile !"

Jane si tolse il soprabito, si rassettò alla meglio, sprofondò nella comoda poltrona con la fodera a grosse righe, ed iniziò la sua strabiliante narrazione.

"Nel cuore di ieri notte mi hanno chiamata dall'ospedale di Austin, avvisandomi che lo zio James, ricoverato da qualche giorno, intendeva parlarmi di persona con estrema urgenza; lo zio, o meglio, il prozio, James era il fratello minore del mio nonno paterno Robert; nacque nel 1907, e fu cresciuto da una madre adottiva, Mabel Haddock, da qualche anno vedova di Edwin Michener, e già madre del piccolo Robert. Pur vivendo in  condizioni di povertà, riuscì a conseguire una laurea in Storia Inglese, divenendone infine insegnante presso l'Università Harvard. Viaggiò molto, ed allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si arruolò nella Marina Militare, svolgendo ruoli organizzativi e di intelligence nel Sud Pacifico. Al ritorno dalla guerra scrisse il suo primo romanzo, dando inizio ad una lunga carriera che gli procurò fama, successo e pubblici riconoscimenti. Questo, come tutti, è ciò che più o meno, fino a ieri, sapevo di lui."

"Finora niente di sconvolgente ..." annuì Martin.

" A metà mattina gli ero davanti, dopo che un medico mi aveva informato che lo zio, costretto da anni ad una emodialisi quotidiana per una grave insufficienza renale, stanco di quella vita di sofferenze e sacrifici, aveva deciso pochi giorni prima di rinunciare a quell'unica pratica terapeutica che consentiva di tenerlo in vita, e di affrontare così, con serena e consapevole volontà, l'inevitabile trapasso. Senza preamboli, con un filo di voce iniziò il suo discorso: mi narrò che nei primi giorni del luglio 1947 un suo ex-collega dell'intelligence della Marina Militare gli aveva chiesto un favore che non poteva rifiutare: di prendersi cura di una bambina, una trovatella di pochi giorni di vita , che non avrebbe potuto avere un'altra sistemazione ufficiale; lo zio inizialmente rifiutò, dato che il matrimonio con la moglie Patti era ormai agli sgoccioli, ma poi trovò l'accomodamento di farla accogliere e crescere dalla famiglia del nipote Bob, figlio del fratello maggiore Robert Michener, con l'intesa di non rivelare mai a nessuno la sua origine. E così fu: quella neonata ero io, fui battezzata Jane Annabel e crebbi felice nella famiglia Michener, ignara fino ad oggi di quanto in realtà mi era accaduto."

"Sono fatti che possono talvolta succedere: non ci vedo ancora alcunché di terribile." replicò Martin per consolarla.

"Quindi lo zio, con le ultime forze rimaste, mi ripeté due volte: "... l'altro bambino ... l'altro bambino...", e poi: "... cercalo ... trovalo ..."; vedi Martin, sicuramente voleva fornirmi delle informazioni, degli indizi ... ma  alla fine quello che disse divenne incomprensibile; capivo che lo zio James cercava di comunicarmi qualcosa di importante, anzi di indispensabile, a conclusione del suo inaspettato discorso e della sua lunga vita terrena; ma nulla ho potuto intendere da quelle parole smozzicate, confuse, prive di senso logico. Evocò parenti sconosciuti di nobile ascendenza, vaneggiò  di una piccola e ridicola umanità privata della luce, in lotta con una buffa società di centinaia di minuscoli scheletri, citò l'orrore del colonnello Kurtz, e infine, spossato, invocò un medico, poi il silenzio .... Quindi, su quel letto di morte all'ospedale di Austin, nonostante l'avesse voluto e previsto,  giunse impreparato a concludere la narrazione dei misteriosi eventi che solo in parte riuscì a rivelarmi."

Ciò detto,liberatasi dall'enorme peso che l'opprimeva, Jane si alzò e senza alcun convenevole si fece chiamare un taxi ed uscì.

Martin rimase interdetto da quell'insolito comportamento, ma, sebbene scosso e sorpreso, cadde in un sonno profondo fino al mattino, quando ancora una volta il campanello squillò: era l'amico Chris Tower, che esordì brusco: "Stanotte sono tornato e Jane mi ha raccontato tutto; subito ho contattato Altrove e ho fatto eseguire approfondite ricerche, di cui questo è il risultato: il 2 luglio a Roswell precipitò davvero un pallone sonda, ma di un tipo assai particolare. Al suo interno furono infatti recuperati due neonati, un maschio ed una femmina, protetti da una complessa tuta e da un casco che lasciava esposte solo alcune zone del cranio. Abbiamo appurato che il lancio avvenne dalla neofondata Area 51 del traditore Ben Maxwell, già capo di Altrove; la stessa Altrove, sotto la debole guida di "Milady", e forse già parzialmente infiltrata dagli Uomini in Nero, non riuscì neppure ad aver sentore del progetto. Lo scopo era, in vista di futuri sviluppi sulla manipolazione della personalità e sulla creazione di una sorta di superuomini, di testare l'effetto dei raggi cosmici nella stratosfera, in condizioni di ipotermia ed iperossigenazione, su particolari aree del cervello neonatale, più sensibile e plasmabile di quello di un adulto. In particolare i raggi avrebbe dovuto stimolare nella femminuccia l'area parietale  sinistra dell'encefalo, deputata alla matematica, al calcolo e alle scienze, e l'area temporale destra del maschietto, sede delle capacità creative e narrative, del mistero, dell'immaginazione. Qualcosa però andò storto e il pallone si schiantò al suolo in fase di rientro; uomini di Maxwell accorsero sul luogo e prelevarono i due neonati, fortunosamente ancora in vita, non prima però che qualche persona di passaggio avesse osservato il tutto; e forse furono le particolari tute ed i voluminosi caschi indossati dai due neonati ad ispirare l'immagine degli alieni che circolò in seguito. Comunque Maxwell, dopo averli fatti sommariamente esaminare, in un soprassalto di umanità preferì non sopprimerli ma farli scomparire in altro modo, affidando Jane, che poi, forse proprio grazie ai raggi cosmici, svilupperà effettivamente le qualità previste, a James Michener, ignaro collaboratore di Altrove durante la Seconda Guerra Mondiale. Del maschietto invece si è persa qualsiasi traccia: avrà sviluppato anche lui delle specifiche qualità diventando, ad esempio, un famoso narratore del fantastico o dell'horror ? Avevamo perciò pensato a Stephen King, il famoso scrittore, ma una serie di documenti e di testimonianze inoppugnabili ci hanno fatto scartare questa ipotesi.

Allora ad Altrove abbiamo esaminato con grande attenzione il video e l'audio della telecamera installata nella stanza dell'ospedale di Austin dove  al momento del trapasso era ricoverato James Michener; speravamo di risalire all'identità del misterioso secondo neonato, ma quanto ne è risultato è sorprendente, ma inutile: parole e nomi davvero buttati lì senza senso e logica. Questa ne è l'esatta trascrizione: zio boris, aristocratici, omino bufo, l'ombra, comics club 104, scheletrino, horror, otto kruntz; infine un nome che appare sensato, Doc Robinson, ma abbiamo appurato che nessun medico con quel nome ha mai lavorato ad Austin."

Quindi caro Chris - concluse Martin - i tuoi sforzi sono stati vani e la rivelazione finale di James Michener è rimasta incompleta; l'identità del secondo neonato rimarrà purtroppo per sempre sconosciuta. Questo enigma è troppo anche per me. Non credo proprio che esista una sola persona al mondo in grado di risolverlo !"

FINE ?

alleghiamo qui di seguito l'intero lavoro di Giovanni perché il dossier allegato al racconto merita davvero la pena di essere esaminato e letto.







Alla fine del dossier Giovanni ha anche inserito una serie di immagini Glamour della quale per motivi di spazio inseriamo purtroppo solo la prima




domenica 7 marzo 2021

Studi per "L'Autostrada dei Dati" di Heitor Fraga

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta gli studi per i personaggi de L'Autostrada dei Dati, miniserie in stile Magic Patrol di prossima pubblicazione, che riprende le trame de Nel segno della Zeta e L'altro segreto delle Piramidi, e si riaggancia alla saga de La cospirazione della Terra Cava
Perchè "tutto è connesso".
 
Arte di Heitor Fraga
 
 
 

giovedì 4 marzo 2021

Esclusivo: il diario di Smith, il capo degli Uomini in Nero - dal 1982 a oggi

Il pacchetto era comparso sul tavolo della nostra redazione virtuale, come se si fosse materializzato dal nulla. E tutti noi redattori virtuali eravamo disposti a giurare che, fino a un secondo prima, il tavolo era sgombro. Il pacchetto aveva le dimensioni di una risma di fogli di formato A4, e l'involucro non aveva contrassegni, ma un bigliettino delle dimensioni di quelli dei cioccolatini, dichiarando prima che quello era il dono di "un amico che desiderava restare anonimo" e poi risultando firmato da Tⁿ (dove n=2), garantiva che il contenuto era stato recuperato in modo del tutto accidentale dopo un'involontaria irruzione in una lussuosa villa di una zona non rivelata di New York, nella quale per puro caso era stato rovesciato un cestino delle cartacce in cui la donna delle pulizie aveva gettato svogliatamente le prove di stampa degli appunti minimi del diario segreto del padrone di casa, tale Smyt ma trascritto erroneamente Smith, il quale aveva trascorso una notte insonne per redigerlo, approfittando dell'assenza della moglie, anche se la donna delle pulizie asseriva che il padrone non era sposato, e anzi aveva un amante simile a un cavernicolo. Sul retro del biglietto, oltre ai cortesi saluti formali del caso, il nostro anonimo amico, che si firmava di nuovo, questa volta Tee Tee, affermava di aver pensato a noi non appena quello scritto era fortuitamente entrato in suo possesso, anche perchè la donna delle pulizie aveva respinto il suo invito a cena, colpendolo in faccia con la suddetta risma di carta, e ci invitava a esaminare il testo con attenzione, perchè avrebbe sfidato tutto ciò che credevamo di conoscere riguardo a un nostro comune amico, e perchè altre sorprese attenedevano chi sarebbe stato capace di "leggere tra le righe e oltre le righe".   

 
IL DIARIO DI SMITH

Buongiorno a tutti.
Volevo dire: a me.
Vabbè, è uguale.

1982. Maggio. [Martin Mystère nn. 2-3 .- La vendetta di Râ]
Trovato antico mappamondo egizio.
Non è necessario intervenire. Ci hanno pensato loro.
Nota: Beverly Carter è una compagna ideale.
Nota 2: che tormento quelle diapositive.

1982. Giugno. [Martin Mystère n. 3 - Operazione Arca]
Memento: intervenire per rimozione Arca.
Alla piantina ho provveduto io, nella mia villa farà un figurone.
Tanto se ne accorgerà solo Java: avrà un diavolo per capello!
Anzi no. AHAH.

1982. Luglio. [Martin Mystère n. 4 - La stirpe maledetta]
Martin non ha visto il simbolo di Atlantide di Sazzani.
D'altronde era da tutt'altra parte.
Per fortuna c'ero io.

1982. Settembre. [Martin Mystère nn. 6-7 - Delitto nella preistoria]
Java è impazzito? Ha subodorato qualcosa?
Come fa Martin a subodororarlo tutti i giorni? Io l'avrei già ammazzato.
Nota: Charlier ha intuito qualcosa.

1982. Ottobre. [Martin Mystère nn. 7-8-9 - L'uomo che scoprì l'Europa]
Mi ci voleva proprio una vacanza.
Von Hansen non si è accorto di nulla.

1982. Dicembre. [Martin Mystère nn. 9-10 - Il triangolo delle Bermuda]
Di nuovo il Triangolo. L'altra volta ero buono. Ero?
Quella Coca-Cola va fatta sparire. Burp!

1983. Marzo. [Martin Mystère nn. 11-12 - Il teschio del destino]
Se vedo un'altra diapositiva, mi ammazzo. Ancora un po' e gridavo "socorro Smith".
Per fortuna non è successo nulla. Martin è proprio un babbeo. A che pro sorvegliarlo?
Ah già, sono io.

1983. Aprile. [Martin Mystère nn. 13-14 - Un vampiro a New York]
Stephen Queen è morto? Meglio esserne certi, se non altro per evitare sequels.
Travis è un tipo in gamba, sarebbe bene portarlo dalla nostra parte.

1983. Giugno. [Martin Mystère nn. 15-16 - La spada di Re Artù]
Questo Orloff sbuca da tutte le parti. Manco un treno in pace si può prendere. E' ora di parlarne col suo alter ego.
La mazzetta a Charlier è stata utile.

1983. Settembre. [Martin Mystère nn. 17-18-19 - La città delle ombre diafane]
I giapponesi sono un problema.
Sono razzista? No, lo è Martin. Spero che la domestica non indovini la password.

1983. Dicembre. [Martin Mystère nn. 21-22 - Il libro degli arcani]
Che scherzo del piffero.
Vabbè, "Il ramo d'oro" mi mancava.
Tanto quello mica legge i libri che compra.

1984. Febbraio. [Martin Mystère nn. 22-23-24 - Tunguska!]
Quanto odio i russi. Strokov poi è pure muviano. Bah.
Nota per il futuro: i fiorentini sono pericolosi.

1984. Aprile. [Martin Mystère nn. 24-25-26 - Viaggio nel futuro]
Povero Von Hansen, se sapesse che scherzone sto facendo io, da anni.
'Sto Orloff è peggio dei giapponesi, salta fuori da tutte le parti.

1984. Giugno. [Martin Mystère nn. 26-27 - I figli del sogno]
Il papà di Martin era un Uomo in Nero!!! Pazzesco.
Nota: creare una combinazione di caratteri che comunichi una espressione allibita.
MA... il papà di Martin... era mio padre!!!!!!
Nota: creare un'altra combinazione di caratteri che comunichi una espressione, stavolta contrariata.
Perché prima a lui e poi a me??
Ah già, il mio precedessore l'aveva fatto uccidere, per questo.

1984. Luglio. [Martin Mystère nn. 27-28 - Il delitto di Martin Mystère]
OH NO HO UCCISO UN UOMO!!!! LO AVEVO DIMENTICATO!!!
....
....
....
DE-HE-HI-HO.

1985. Marzo. [Martin Mystère nn. 35-36 - Moha Moha]
Missione Kundingas conclusa. Ma che volevano?
Sullivan doveva morire. I dispetti di Martin mi stanno facendo impazzire.
Non poteva fare un altro lavoro? AAAAARRRGGHHHH.
Comincio a credere di essere sempre stato buono.
Devo fargli un discorsetto definitivo.

1985. Maggio. [Martin Mystère nn. 36-37-38 - Telepatia]
Mister Mind ha letto nella mente di Martin e ci ha trovato solo sciocchezze.
Nota: ringraziare Drusilla.

1985. Agosto. [Martin Mystère nn. 40-41-42 - La reincarnazione di Annabel Lee]
Stavo pensando: se Martin si reincarnasse in qualcun altro, mi reincarnerei pure io?

1985. Dicembre. [Martin Mystère nn. 44-45-46 - La morsa bianca]
Non voglio mai più stare chiuso in casa con quei due.
(p.s.: Che stanchezza, sono spossato.)
(Ci mancavano solo i nazisti.)
(Era questo, che volevo?)

1986. Febbraio. [Martin Mystère nn. 46-47-48 - Il fuoco che uccide]
Vorrei tanto che il Diavolo comparisse e mi dicesse che sono solo un fumetto, un parto della mia immaginazione.
O che lo dicesse di Martin.

1986. Giugno. [Martin Mystère nn. 50-51 - La falce del druido]
Missione più faticosa del previsto.
E' stata davvero dura fingere di non aver visto tutti quegli androidi fare avanti e indietro.
Rimuovere la Grande Madre dalla mente di Martin sarà molto complicato. O molto semplice, a seconda dei punti di vista.

1986. Luglio. [Martin Mystère nn. 51-52 - Sette uomini venuti dal nulla]
A TUTTE LE UNITA': TROVARE ASSOLUTAMENTE QUEL CONGEGNO A FORMA DI SCARABEO D'ORO.
Ma perché lo scrivo qui?
Sto impazzendo anch'io, come il mio doppio (e gli altri sei).
Per fortuna Martin non mi ha riconosciuto.
D'altronde ero sbarbato e a occhi nudi.

1986. Settembre. [Martin Mystère nn. 54-55 - Ritorno a Lilliput]
Anche i cavalli telepati non hanno letto nulla nella mente di Martin.
Forse non sapevano leggere.

1986. Dicembre. [Martin Mystère nn. 56-57-58 - Magia africana]
Avrei dovuto rimanere con Beverly. Già. Che gnoc..
Se solo avessi potuto dirle tutta la verità.
Beh, in effetti avrei potuto.
Ma non sono fatto per la vita di coppia. Ora sarei un dinosauro.

1987. Febbraio. [Martin Mystère nn. 58-59-60 - Il diluvio di fuoco]
Certo che Martin ha una vita davvero interessante. Adesso pure i robottini di Nazca.
Quasi lo invidio.

1987. Data esatta sconosciuta. [Zona X n. 10 - Dieci secondi per morire]
MALEDIZIONE! ANGELI DEL PARADISO!
Reagan è dalla nostra parte, perché ha chiamato Tower a dirigere Altrove?!!
Sempre così: partono di destra, e poi...
Dovrà pagare. Finisca pure il suo mandato. E poi... un bell'alzheimer indotto e via.

1987. Aprile. [Martin Mystère nn. 61-62  - Le macchine impossibili]
Ehi, Gandhi criminale è una mia idea! Plagiatore disonesto!

1987. Giugno. [Martin Mystère nn. 62-63-64 - I giorni dell'incubo]
Bravo, Martin, psicanalizza le tue amiche. Sei proprio il più adatto.
Per fortuna in quel barbone non c'ero. E, se c'ero, dormivo.

1987. Settembre. [Martin Mystère nn. 66-67 - Il presagio]
Ci mancava solo Kut Humi. E perché non è un aborigeno australiano?
Certo, tutto pensavo fuorché fosse stato un nazista. Certa gente sembra essere in un modo e invece ha una doppia vita. Fa riflettere.
Nota: ora mi ritroverò Orloff tra i piedi in chissà quante missioni.

1987. Novembre. [Martin Mystère nn. 67-68-69 - Caccia all'uomo]
NON E' TEDESCO MA AUSTRIACO???? PAZZESCO.
Cioè, già lo sapevo, l'avevo letto nell'Archivio UiN. Però è sempre un bel colpo di scena.

1988. Gennaio. [Martin Mystère nn. 69-70-71 - La vera storia del Capitano Nemo]
Martin ha ricordato tutte le volte in cui ha avuto a che fare con Atlantide e i subbacui. Che memoria!
Davvero troppo lucida. Dovrò intervenire.

1988. Marzo. [Martin Mystère nn. 71-72 - Morte al varietà]
Nota: scoprire cosa diavolo fa il corvo nell'occhio.

1988. Settembre. [Martin Mystère nn. 77-78-79 - Un enigma di nome Jaspar]
Jaspar Hauser SA. Ne sono certo.

1988. Novembre. [Martin Mystère nn. 79-80 - La onna immortale]
Il murchadna è troppo vistoso, andrebbe fatto sparire.
Lo porterò nella mia villa. Non se ne accorgerà nessuno.

1988. Dicembre. [Martin Mystère nn. 80-81 - Il virus elettronico]
Così impari a non comperarmi il mappamondo, papà.

1989. Settembre. [Martin Mystère nn. 88-89-9 ls 0, I Romanzi di Martin Mystère n. 4]
Per la prima volta, Martin è stato ad un passo dall'individuarmi.
Ma questo pure il Bafometto doveva incontrare?? Aveva ragione papà a dire che doveva fare il ragioniere.
Con molta fatica, siamo riusciti a fargli credere di essere buono. Ringraziare l'agente Camerani.

1989. Novembre. [Martin Mystère nn. 90-91-92 - Il cuore di Christopher]
Ricorda ancora l'arma a raggi. Non va bene.
Il Silletca ha fallito.
A TUTTE LE UNITA': AL MIO SEGNALE, SCATENATE L'ITTEROVICHIA.

1989. Dicembre. [Almanacco del Mystero 1990]
Contro ogni aspettativa, il miliardario è stato utile. Rinnovare la collaborazione.
Se i miliardari scendessero in campo anche in politica, forse cambierebbero molte cose.
(Aspetta, ma noi vogliamo il contrario)
(Beh, il capo sono io e decido io cosa vogliamo)
(Giusto)
(Grazie)

1990. Aprile. [Martin Mystère nn. 97-98 - Mutanti]
Decisamente dovremmo smetterla di scrivere MIB sulle giacche.
A momenti ci riconosce.
Dirò al sarto di cambiare le divise.

1990. Giugno. [Martin Mystère nn. 98-99 Orrore a Karnak- ]
E c'è anche la piramide nera che vola sul Polo Sud.
Dovevo farlo io, il detective dell'impossibile, e mettere lui a redigere resoconti su 'sta sedia.

1990. Ottobre. [Dylan Dog & Martin Mystère n. 1 - Ultima fermata: l'incubo]
Dylan Dog non s'è accorto di niente. Sono proprio un bravo attore.
Certo, se si lasciasse un po' andare, con un nuovo look, più dark, saremmo una bella coppia.
Il suo assistente è già un nostro agente, per cui.
Dirò al collega Ghost di agire in proposito.

1990. Dicembre. [Almanacco del Mystero 1991]
Non ho capito se il Documento Lambda è stato trovato per davvero o se Martin si è sognato tutto.
Ogni tanto fa questi sogni strani, che sembrano reali... troppe bistecche, lo dicevo io.

1991. Febbraio. [Martin Mystère nn. 106-107-108 - La maledizione di Kunanjun]
Ecco, a proposito di sogni.
Com'è possibile che Martin sogni di tutto eccetto me? Sono quasi offeso.
Adesso c'ha pure i complessi. Non ho mai sofferto di claustrofobia, io.
Nota: quel prete che picchia i negri va fatto sparire, non dovremo rivederlo mai più.

1991. Luglio. [Martin Mystère nn. 111-112-113 - Il passato di Java]
Ma pensa te. Java ha un sosia malvagio. Cado dalle nuvole.
Nota: Allan Quatermain assomiglia sinistramente al mio precedessore, Lee Jones. Se gli metto barba e occhiali, è uguale.

1991. Ottobre. [Martin Mystère nn. 115 bis - Al centro della Terra]
"Straordinaria avventura di fantasy". Come no. Questa roba del centro della Terra è fondamentale.

1991. Dicembre. [Martin Mystère nn. 116-117- Il dottor Cyclops]
Mosche in inverno? Ci stiamo davvero autodistruggendo. Adam non l'avrebbe voluto. La mia missione deve continuare.

1992. Aprile. [Martin Mystère n. 121 - Dieci anni dopo]
Sono già dieci anni. Accidenti. Sembra ieri che ero sano di mente.
p.s.: Devo ristrutturare la mia seconda casa, approfittando dell'ecobonus.
Mi prenderò quella bella lampada, che mi piace tanto. Tanto a Martin interessano solo i pupazzetti di sé stesso (che poi sono io, povero pirla).
p.p.s.: devo incominciare a fumare.

1992. Maggio. [Martin Mystère n. 122- Ricordo senza fine]
Quella videocassetta è troppo pericolosa, tra sette giorni Martin potrebbe ricordare tutto.
Questo Jinx va eliminato definitivamente.
AVVERTIRE MOLLY.

1992. Luglio. [Martin Mystère nn. 123-124 - L'uomo programmato]
Ho fatto bene a rifiutare il passaggio di quel camionista. Tanto prendo il treno gratis, paga la ditta.

1992. Ottobre. [Martin Mystère n. 127 bis - L'ultimo mistero]
Martin mi è parso sensibilmente a suo agio tra quei vecchi nazi rimbecilliti. Cosa può significare?

1992. Novembre. [Martin Mystère n. 128 - I bambini dagli occhi bianchi]
Agenti La Neve e Morales operativi.

1993. Febbraio. [Martin Mystère n. 131 - La grande illusione]
Caro diario, il mio mese di ferie si è concluso. E' successo qualcosa, nel frattempo? (ma a chi lo chiedo?)

1993. Maggio. [Martin Mystère nn. 133-134 - Nea Heliopolis]
Trasferta italiana operativa. Blackman ha fatto un buon lavoro, la sua discesa in campo sarà ben ricompensata.
Nel Paese della P2 e dei governi delle lobbies sarà facile tenerlo d'occhio, molto più che negli USA.

1993. Giugno. [Martin Mystère nn. 135-136 - Catacombe!]
Ancora questo Orloff. Chi si crede di essere, l'eroe della serie?
Chiamare gli agenti del Vaticano, intervenire subito. Urgono maniere forti.

1993. Luglio. [Speciale Martin Mystère n. 10]
Il Golem mutaforma che abbiamo fatto evadere da Altrove è fuggito. Mostri del purgatorio!
Peccato, mi sarebbe stato molto utile.

1993. Ottobre. [Martin Mystère n. 139 bis - Il ritorno di Jaspar]
Ho perso anche Jaspar. AAAAARRGGHH SPACCO TUTTOOOOOOO E INVECE no, perché sono razionale e lucido.

1994. Gennaio. [Martin Mystère n. 142 - Il tredicesimo segno]
Orloff è confuso. Comincia a capire? Dare istruzioni a Monique.

1994. Maggio. [Speciale Martin Mystère n. 11 - Il Cavaliere Verde]
Cara Viviana, o Valeria, o Valentina, come ti chiami, se vuoi cancellare la memoria a qualcuno, prima accertati che non abbia un alter
ego.

1994. Luglio. [Martin Mystère n. 148 - Decameron!]
Che ci fanno qui i coniugi Jones? Non ho dato ordini in proposito. Iniziativa non autorizzata.

1995. Gennaio. [Martin Mystère nn. 154-155 - Il libro di sabbia]
Rimuovere il Direttore della Biblioteca di Buenos Aires. Basta con le divisioni. Solo uniti si vince.

1995. Maggio. [Martin Mystère n. 158-159 - Gli Uomini Corvo]
Che sta succedendo? Molti agenti cominciano ad agire di propria iniziativa. E' prevista una scissione? Non posso permetterlo.

1995. Giugno. [Speciale Martin Mystère n. 12 - Contrappunto, scherzo e fuga]
Per salvare quell'idiota del mio doppio, che vuole ballare il tip tap a 50 anni, ho dovuto attivare i Rosacroce. La faida intestina nell'organizzazione comincia a preoccuparmi seriamente.

1995. Agosto. [Martin Mystère nn. 160-161 - L'eredità dei Teutoni]
Dannazione! Dopo il Compagnonnage, i Rosacroce, la Cagoule, Martin è andato a disturbare pure il Grande Incognito.
Non posso gestire tutto. O lui, o le fronde UiN.
Mamma, papà, perché siete morti?

1995. Settembre. [Martin Mystère Gigante n. 1 - Il segreto di san Nicola]

Maxwell???
Certo, avevo così pochi pensieri.

1995. Ottobre. [Martin Mystère nn. 162-163]
La situazione mi è sfuggita di mano. Diana frigna sempre. Martin vuole tornare a casa.
Cambiare i piani. Ripeto: cambiare i piani.
(Lo ripeto così me lo ricordo bene)

1995. Dicembre. [Martin Mystère nn. 164-165 - La vita segreta di Diana Lombard]
Non ho avuto altra scelta. Ho dovuto forzare la situazione.
Però, devo dire, che la cerimonia mi ha commosso. Giusto un pochino.
Anche se Beverly era più calorosa.
Ora Martin dovrebbe essere meno inquieto. Almeno spero.
Senza automobile sarà costretto a muoversi di meno. Almeno spero.

1996. Marzo. [Martin Mystère n. 168 - Il ritorno di Jack]
Come non detto. Diana è stata posseduta da un Grande Antico per dodici anni.
Vai a fidarti delle persone care.
Ah ma io non farò nessuna scenata isterica.
Se vuole farsi del male, problemi suoi. Tanto mica è mia moglie (cioè, sì, boh).

1996. Giugno. [Martin Mystère n. 171 - Le macchie di Rorschach]
Ecco fatto. Martin ha già dimenticato di essersi sposato. Forse perché al suo posto c'ero io.

1996. Luglio. [Martin Mystère nn. 172-173 - Il nemico invisibile]
Virus che causano una pandemia mortale. Come no. Proprio un bel film.

1996. Settembre. [Martin Mystère nn. 174-175 - Affari di famiglia]
Lo zio Paul non mi ha riconosciuto. Vecchiaccio.
Certo che 'sto Paul d'Ivoi non aveva proprio di meglio da fare.

1996. Ottobre. [Martin Mystère Gigante n. 2 - Xanadu!]
....
....
E' stato terribile.
....
....
Ora Martin è mio.

1997. Aprile.
[Martin Mystère nn. 180-181-182 - L'ultima caravella]
L'agente Erickson è operativo.

1997. Agosto. [Martin Mystère n. 185 - I sentieri del destino]
Cos'è successo?

1997. Settembre. [Martin Mystère Gigante n. 3 - Gli Uomini in Nero]
L'agente White ha concluso la missione.
Martin è mio.

1997. Novembre. [Martin Mystère nn. 187-188-189 - Il sarcofago di pietra]
E anche Java è sistemato.

1998. Febbraio. [Martin Mystère nn. 191-192 - Il caso Majorana]
Ce n'è sempre una, santiddio.

1998. Luglio.
[Speciale Martin Mystère n. 15]
Tower segue Martin come un'ombra. Perché?

1998. Agosto. [Martin Mystère nn. 196-197 - La città dei cinque anelli]
Ho dovuto dargli il libro.
Tanto è solo la prima puntata.
E poi gli ho ciulato il quadro elegante.

1999. Maggio. [Martin Mystère n. 205-206 - Alla corte del Re Sole]
Curioso. Il caso della maschera di ferro non gli ha suggerito nulla. Imperturbabile.
Si è pure vestito da scemo, senza battere ciglio.
E io lo devo salvare un mese sì e uno no.

1999. Ottobre. [Martin Mystère Gigante n. 5]
Meno male che l'Australia era importante, per lui.

1999. Novembre. [Martin Mystère nn. 211-212 - Il virus di fine millennio - Countdown: mano uno]
Oh no! Non volevo questo.
O sì?
Che c'azzecca Jaspar?
Devo riprendermi.

2000. Aprile. [Martin Mystère nn. 217-218 - D'improvviso una notte]
Diana ha un'altra crisi delle sue. E meno male che è paziente e intelligente. Pensa se era cretina e isterica. E poi dice a noi, che abbiamo di personalità che si alternano a dare spettacolo.

2000. Giugno. [Speciale Martin Mystère n. 17]
Che babbeo, Maxwell. Non lo sa che i fumetti invecchiano di un anno ogni sette?
Nota: Springheeled Jack non assomiglia a un attore famoso.

2000. Luglio. [Martin Mystère nn. 221-222 - "Strano ma vero!"]
Morel ha un fratello gemello.
Uhm...

2000. Agosto. [Martin Mystère nn. 222-223 - Il libro di Kells]
Litiga pure con le fate.

2000. Settembre. 
[Martin Mystère Gigante n. 6 - L'isola di ghiaccio e di fuoco]
Speravo di essermi liberato di Orloff. Ogni volta è un'apocalisse.

2001. Gennaio. [Martin Mystère n. 226 - La grande truffa]
Peter Forman è il sosia di Martin o il mio?

2001. Luglio. [Martin Mystère nn. 231-232 - Incubo ad Haiti]
E' diventato uno zombie, un pesce lesso palla.
Brutto segno.

2001. Agosto. [Martin Mystère nn. 233-234 - Massacro al Rick's Club]
Una società di sosia di vip. Ecco.

2001. Settembre. [Martin Mystère nn. 234-235 - Il mistero dei nani di gesso]
Beato lui che era all'estero. Io qui a NY me la sono vista brutta.

2001. Ottobre. [Martin Mystère Gigante n. 7]
Ma guardalo, fa il santarellino con la moglie.

2001. Novembre. [Martin Mystère nn. 235-236-237 - Minaccia dal passato]
E invece è uno di noi! BWAHAHAHHAHAH.
Io già lo sapevo!

2002. Aprile. [Martin Mystère n. 241 - Vent'anni di mysteri]
Oh, finalmente l'ha detto a tutti.
L'automobile non è un problema, tanto ormai è vecchio dentro.

2002. Agosto. [Martin Mystère nn. 244-245-246 - La vendetta di Loki]
Di nuovo in coma. Lo fa apposta?
Tutta quella gente da tenere d'occhio, come faccio?

2002. Settembre. [Martin Mystère Gigante n. 8]
E anche Java ha un fratello quasi gemello. Mmmm...

2002. Ottobre. [Martin Mystère n. 247 - I tecnomanti]
L'operazione "Repulisti" è avviata.

2003. Agosto. [Martin Mystère n. 257 - Fantasmi a Malta]
Finalmente una missione normale.

2003. Ottobre. [Martin Mystère Gigante n. 9]
Uh-oh! Arriva Erickson! Corro a nascondermi.

2004. Giugno. [Martin Mystère n. 266 - Il ladro di ricordi]
Non ricordo minimamente questa vicenda. Forse era poco interessante.

2004. Agosto. 
[Martin Mystère nn. 269-270 - Vite parallele]
Programma "Multilife". E' solo un'impressione, o...?
Questo Jinx è una spina nel fianco. A volte sogno che muoia.

2004. Ottobre. [Martin Mystère Gigante n. 10]
E PIANO CON QUEL FRIGO, CHE SI ROMPE!!!

2005. Febbraio. 
[Martin Mystère nn. 274-275 - Colpevole di omicidio]
Poveraccio, certo che lo abbiamo rincretinito per bene, io e la Drusi.
Che poi, perché l'ho fatto?
Ah sì, sono quello malvagio.

2005. Giugno. 
[Martin Mystère n. 279 - Il destino di Atlantide]
Ma allora... se non è stato Orloff, e non è stato Martin... Atlantide l'ho distrutta io???
Infatti ora sono il Capo dei discendenti della Compagnia Nera, che non vuole ripetere quell'errore.
Tutto torna.

2005. Ottobre. [Martin Mystère n. 281 - La tredicesima fatica]
Martin discende da Meroveo. E io? Marameo??

2006. Gennaio. [Martin Mystère Gigante n. 11 - Il Re Rosso]
Chi è il Re Rosso? Potrei essere io? E quante cose sarei? No, forse è qualcun altro.

2006. Marzo. [Maxi Martin Mystère n. 3]
"Le faremo sapere". Che avrà voluto dire Adam Erickson? 
Ci tengo al posto fisso.
Spero che si faccia vivo al più presto.

2006. Giugno. [Martin Mystère n. 285 - Il grande Houdini]
Operazione Csicop operativa.

2008. Agosto. [Martin Mystère n. 298 - L'uomo senza memoria]
....
Chi sono io?
....
Non so chi sono.
....
Che vuole, questa? Me la faccio? Ma sì, dai.
....
Diana? E chi è. A me piaceva Beverly.
....
Ora ricordo! Sono Smith.
Che paura mi sono preso.
Pensa se dimenticavo tutto.
Come facevamo poi.
L'organizzazione, le strutture, gli agenti, i collaboratori, gli archivi, eccetera.
Dipende tutto da me.
Grazie a mammeta sono sano e lucido, anche nei momenti di difficoltà.

2010. Ottobre. [Martin Mystère n. 311 - L'orizzonte degli eventi]
SONO MORTO.
Ah no, non ero io.
Fiuuu.

2011. Ottobre. [Martin Mystère n. 317 - Longitudine zero]
Un altro universo parallelo, un altro Martin.
Qualcuno sta cercando di dirmi qualcosa?

2012. Agosto. [Martin Mystère n. 322 - Congiura nei cieli]
Povero Martin. I miei agenti sono stati molto severi con lui, questa volta.
Ma è per il suo bene. Un po' di antagonismo non fa male.

2013. Febbraio. [Martin Mystère n. 325 - Voci dal passato]
Papà!
Sniff.
Se potesse sentirmi...
Sarebbe fiero di me.

2013. Dicembre. [Martin Mystère n. 330 - Il matrimonio di Sergej Orloff]
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
Finalmente Orloff si è volatilizzato.
CE L'HO FATTA.

2014. Aprile. [Martin Mystère n. 332 - Il risveglio di Tiamat]
Ma che vuole 'sto Travis, perché vuole venire in Iran a tutti i costi?
Sparisce uno, ci si mette l'altro?

2014. Luglio. [Speciale Martin Mystère n. 31 - Martin contro Martin]
Ho incontrato me stesso da giovane, quand'ero ancora uno. Ora sono trino.
La dea Tower non ha detto nulla in proposito. Forse non aveva tempo.

2014. Dicembre. [Martin Mystère n. 336 - Tantra oscuro]
Sono morto di nuovo. EBBAST...

2015. Dicembre. [Martin Mystère n. 342 - La caccia selvaggia]
Mister Mind ormai è andato, non percepisce più niente.
Però mi ha insegnato tante belle cose, di cui farò tesoro.

2016. Aprile. [Martin Mystère n. 344 - Il barone di Munchausen]
Martin ha ricordato Orloff. Non va bene. Dovrò distrarlo affidandogli casi sempre più stupidi.

2019. Febbraio. [Martin Mystère n. 361 - L'ombra ritorna]
E' tornato Jinx. Non ci voleva. Stavolta l'ho neutralizzato subito e si è rivelato innocuo. Stavolta.

2019. Agosto. [Martin Mystère n. 364 - Il cervello quantico]
Java vuole andarsene? Chi deve incontrare? Devo scoprirlo (chi deve incontrare, non Java, vabbè che di occasioni ne ho avute tante, gli ho fatto pure la doccia, la prima volta).

2020. Febbraio. [Martin Mystère n. 367 - La frequenza del caos]
Arthur Randall Kane è un mio agente?
No, quello è Jerry.
AHAH.
Sto sottovalutando il problema.

2020. Giugno. [Martin Mystère n. 370 - Il caso della Matilda Briggs]
Oggi Martin ha rivelato la sua vera natura.
E' me.
E' me.
Emme Emme. MM.
E' un Uomo in Nero.
Così è troppo. Non va bene.
Gli scriverò una e-mail.

2021. Febbraio. [Martin Mystère n. 373- Incubi!]
Ah, finalmente ha letto la posta.
 
FINE?

giovedì 25 febbraio 2021

[Recensione] Incubi! (Martin Mystère n. 373)

Martin Mystère n. 373 - Incubi!
Storia di Alfredo Castelli
Disegni di Paolo Ongaro e Antonio Sforza

Vale la pena di leggerlo? E' bello o è basato solo sul sensazionalismo dell'evento epocale? 

Doveva succedere. Dopo aver trascorso anni e anni a revisionare sceneggiature altrui in cui Martin Mystère veniva "interpretato" nei modi più esagerati e personalizzati, Alfredo Castelli si è ritrovato lui stesso a sceneggiare una vicenda il cui vero colpo di scena ha il gusto effettistico, stravolgente e abbastanza pacchiano che era tipico delle trovate "a perdere" degli autori ospiti dell'età dell'oro, come Francesco Prosperi: il motivo è che Castelli sta "grattando il fondo del barile", come dice in questa ricca e divertente videointervista in cui discetta lungamente di Martin Mystère sotto molte angolazioni, dall'evoluzione della serie al rapporto con l'attualità, ripercorrendone la storia e citandone i punti salienti.
E, nonostante questa premessa, la storia di cui stiamo parlando è una storia che vale la pena di leggere, proprio perchè è scritta completamente da Castelli: non è solo un soggetto azzeccato e dal grande potenziale (destinato a essere vanificato comunque?) che poi è stato messo nelle mani di qualche altro autore tragicamente non portato per scrivere Martin Mystère, come purtroppo si è ripetutamente verificato per molti anni fino alla colossale delusione del n. 350. No, questa volta al timone c'è solo Alfredo Castelli, e il risultato si vede: la trama va in crescendo e ci va sul serio, invece che tergiversare con pagine e pagine dedicate ai dati di vendita delle meredine; la storia personale di Martin (come quella della serie a fumetti) non viene ignorata/dimenticata/alterata/banalizzata, ma esplorata, ricordata e rielaborata con piglio meticoloso, narrata con l'inimitabile  stile a metà tra il diario e la cronaca, declinata nei dialoghi eleganti e signorili, inscenata con personaggi caratterizzati da una maturità e intelligenza che solo Castelli e due suoi emuli sanno conferire (come sottolineato dal comportamento esemplare di Diana, che di fronte alla trasformazione caratteriale del marito si mostra salda come una roccia, capace non solo di analizzare il mutamento con spietata chiarezza ma anche di affrontarlo con logica e pacatezza, senza mai ridursi allo stereotipo di piagnucolare, o strillare, o dare in escandescenze come una donnetta da imitazione di soap opera scadente).
La venatura sensazionalistica dell'evento cardine verso cui la narrazione si dirige a rotta di collo ha il netto sapore di un'altra epoca (quella degli albi che Castelli ha cura di citare e rievocare nella storia), forse solo perchè non si riesce a fare di meglio, o forse per un preciso ritorno programmatico alle origini (ovviamente sentirete sostenere entrambe le opinioni su internet), ma quel che conta è che l'operazione funziona adeguatamente e la lettura trasporta il lettore nel surreale mondo castelliano della Zona X, dove la realtà si mescola con l'impossibile e l'allucinazione diventa indistinguibile dai fatti, tanto che per la terza volta (dopo I giorni dell'incubo o Xanadu) ci si ritrova davanti a un Martin che agisce in modo impensabile (tanto da gettare Diana contro un mobile, lasciandoci tutti esterrefatti), ma che, nello stesso tempo, risulta comunque "sempre lui": certo, ci sono gli indizi che fungono da chiave per la lettura "vera" di questa narrazione surreale, ma l'esatto modo di combinarli per ottenere la soluzione resta ignoto (è una storia in due parti), il che dà al lettore la certezza che "tutto sarà spiegato", ma anche l'incertezza di "come sarà spiegato", e quindi di cosa cambierà e cosa resterà immutato.
Che lo si ricordi o no, Martin Mystère non è un personaggio monolitico da icona immutabile del fumetto: nel corso degli anni, anche se senza clamore pubblicitario e strombazzamenti mediatici incentrati su momenti creati ad arte per ottenere visibilità, ha attraversato fasi di drastica maturazione (come ne I giorni dell'incubo o Xanadu) che lo hanno cambiato per sempre, anche se più o meno sottilmente: chi ci dice che anche questa avventura in due parti non abbia uno scopo analogo? Ma, qualunque sia l'esito, è sicuramente bello poter godere di una lettura che, nonostante sia afflitta anche da certi difetti ormai congeniti, sia capace di spingerci nuovamente a interrogarci su cosa accadrà a Martin e su quali segreti si annidino davvero nel suo passato.

E' tutto finto, ma è finto bene
Il mystero del sosia di Orloff
 
La prima cosa che salta all'occhio di questo albo è che si tratta di una vecchia storia, rimaneggiata per inserirla in un arco narrativo più ampio.
Che sia vecchia (come sfugge allo stesso Castelli nell'intervista già citata), lo si vede da quanto è tecnologicamente datata, e lo stesso Travis lo fa osservare, parlando dell'assurdità di usare un internet cafè in tempi moderni per spedire una email senza farsi rintracciare (narrativamente ciò farebbe parte di un piano per irretire un Martin tecnologicamente arretrato; eppure si tratta dello stesso Martin che, fino a due mesi prima, glorificava internet e l'iperconnettività garantita dai congegni portatili, dai quali non si staccava mai). Di certo, non è una storia così vecchia da risalire ai tempi dell'Orloff dal volto deturpato, sebbene una persona con questo aspetto compaia al funerale del presunto Java (ma questo ve lo spieghiamo noi nell'immagine qui inclusa).
Che sia una storia riciclata è evidente pincipalmente dalle tavole disegnate da Sforza, artista che in parte corregge le tavole dell'ormai usuratissimo Ongaro (specialmente ridisegnando i volti di Martin) e che soprattutto aggiunge materiale che sembra estraneo alla narrazione portante originale (la sequenza sudamericana, che rimanda al seguito della storia, ma no solo).
Ma l'evidenza del riadattamento è notevole anche nell'impianto narrativo di una vicenda che, in origine, sembra essere stata pensata come storia autoconclusiva in cui un nemico di Martin, particolarmente versato in tecnologie impossibili e avveniristiche, decide di vendicarsi di lui facendogli credere di essere diventato il capo di tutto ciò che dovrebbe detestare (diciamo "dovrebbe" perchè da anni Martin adotta la stessa logica degli Uomini In Nero): il sospetto che la psicosi di Martin sia un'elaborata finzione deriva dall'assurdità (ribadita più volte) dell'indagine con cui Martin risale fino alla casa di mister Smith, ma anche dal fatto che tutti i disturbi di Martin (caratteraccio, vuoti di memoria, incubi) avvengono in parallelo all'arrivo dei nuovi vicini (che passano una settimana o giù di lì a "ristrutturare" l'appartamento, per andarsene come sono arrivati, quando Martin viene condannato all'ergastolo, cioè finisce permanentemente lontano dall'appartamento dove è stato allestito il macchinario che lo ha fatto sprofondare nella psicosi). Una colossale incongruenza caratterizza la ricostruzione in questione, facendoci pensare appunto che sia una falsa ricoostruzione, e che quindi Martin debba renderse prima o poi conto, proprio notando questo errore: si afferma infatti che Martin è un Uomo In Nero a causa degli eventi di Moha Moha (Martin Mystère nn. 35-36), ma  nelle note personali di Smith si afferma anche che questo Smith esisteva già ai tempi de Gli Uomini in Nero (Martin Mystère n. 1), cioè due anni prima della sua presunta nascita nella mente schizofrenica di Martin.
Se volete un precedente autorevole di storia rimaneggiata fino a stravolgerla per integrarla in un discorso più ampio, citiamo Il caso Majorana (Martin Mystere nn.191-192), dove però c'erano due artisti di calibro stellare come Pino Rinaldi e Lucio Filippucci: fu l'inizio del Ciclo del Countdown, che si protrasse per due anni e che Castelli ci riepiloga proprio in Incubi!.
Tornando al mystero del fumetto in esame, è indubbio che, se Smith fosse davvero un alter ego di Martin, ciò spiegherebbe anche i vaneggiamenti, i comportamenti balordi e le dimenticanze che Martin manifesta ormai da anni nella serie regolare, insieme al suo comportamento sempre più smaccatamente scettico nonostante le sue esperienze passate (ne abbiamo parlato in varie recensioni), ma questa sembra più che altro una colossale coincidenza extradiegetica. E' anche vero che, se di finzione si tratta, bisogna spiegare chi è quello Smith tanto simile a Martin: l'unico albo citato in maniera non esplicita in questa storia (infatti nelle note non compare) è La grande truffa (Martin Mystère n. 226), vicenda che metteva in scena un sosia di Martin, cioè quel Peter Forman che fu ospite de I mysteri di Mystère, come il signor Blackman ha cura di menzionare dopo essere stato colto in fallo a guardare i filmati di un reality show sui sosia delle celebrità. Che Smith sia Forman? Oppure questo indizio ci deve solo far capire che non è stato Java a morire, ma un suo sosia proveniente dalla famiglia Yokum dei monti Appalachi (famiglia tratta dalla striscia a fumetti di Li'l Abner)?
E che dire della mente malvagia che si cela dietro questo piano? Altre due storie non citate apertamente in questo albo sono Il delitto di Martin Mystère (Martin Mystère nn. 27-28) e Fumetti del  Mystero (Martin Mystère nn. 274-275), in cui gli Uomini In Nero utilizzano una tecnologia atlantidea telepatica per convincere Martin di essere un assassino (e anche qui c'è la pesante presenza di un classico del fumetto a strisce statunitense): è difficile pensare che il nemico di Incubi! sia nuovamente lo stesso, considerando anche l'inutilità di vendicarsi di Martin invece che eliminarlo (e diciamoci la verità: perchè mai gli UiN dovrebbero fare la sciocchezza di togliere di mezzo un alleato così prezioso, allineato alle loro politiche ormai da anni?). C'è, d'altro canto, un nemico storico di Martin che lo odia e che ha goduto nel vendicarsi ripetutamente di lui in molto elaborato e tormentoso, attraverso tecnologie avveniristiche e impensabili: non serve menzionarlo, vero?
Un altro motivo per pensare che questa storia sia stata a lungo tenuta nel cassetto è l'argomento letterario del dottor Jekyll e di mister Hyde: ne auspicammo l'avvento molti anni fa, sulla defunta mailing list, notando come, dopo il vampiro e il mostro di Frankenstein, mancava proprio il caso della persinalità malvagia di Louis Stevenson. Possibile che Castelli sia stato colto da questa ispirazione solo in tempi recenti, dopo le tante escursioni letterarie che si concedeva ai tempi d'oro della serie? 

Cosa accadrà?

Come si risolverà la faccenda, nel prossimo albo? Martin è davvero il capo degli Uomini In Nero? Oppure è davvero solo tutta un'elaborata finzione? Se il sosia di Java è morto al suo posto, dov'è Java e perchè se ne è andato? Java sta forse lavorando per smascherare il nemico senza nome? E Martin, che vuole restare in prigione a prescindere (secondo Travis, per farsi del male), ha forse capito tutto e sta organizzando una contromossa? La morte del giovane Yokum è stata dettata dal caso (o dal Destino), come anche la sua somiglianza con Java?
In che modo lo Scheletro di Cristallo parteciperà alla soluzione di questa crisi?
Cosceneggiatore del prossimo albo è Carlo Recagno, e nelle tavole di anteprima appare il Teschio di Cristallo che impone a Martin di decidere, cioè di scegliere: è difficile non pensare all'Anello del Nibelungo che ne L'isola di ghiaccio e di fuoco pose Sergej Orloff nella condizione di scegliere tra due diverse vite per se stesso, riscrivendo letteralmente la propria vita.
E vale anche la pena ricordare che Java (e con lui Diana) morì già una volta ne I sentieri del destino, e fu sempre Martin a scegliere di correggere la realtà per impedire il luttuoso evento. In termini ben più modesti, anche Le dieci tribù prospettò l'esigenza di sventare un'incombente futuro in cui Diana sarebbe stata ammazzata (e a questo proposito, vale la pena di ricordare l'elettromagia di Gerard Henry che permetteva di scorgere le trasmissioni del futuro).
Il leggendario Teschio di Cristallo comparve in una storia intitolata Il teschio del destino (Martin Mystère nn. 11-12), e il signor Smith ha portato alla cameriera un ricordino che sembra provenire proprio dalla regione della Piramide dello Scheletro di Cristallo (e Travis menziona a un certo punto una donna uccisa per rubarle una collanina): e se la vera origine di Smith non fosse quella narrata nei suoi diari? E se Smith fosse invece un'emanazione dello Scheletro di Cristallo, che ai tempi di quella non-avventura forgiò un qualche legame con Martin? 
All'insegna del ritorno alle radici, ricompari in scena l'arma a raggi, il Murchadna: si tratta di un mero contentino per i lettori nostalgici, o di un preludio a una genuina volontà di riprendere le fila delle tematiche atlantideo/muviane tanto amate dai lettori quanto accantonate dagli autori negli ultimi venti anni (magari solo per dare retta alle lettere che arrivavano in redazione lamentandosene)?
  
Il ritorno della parola proibita ucciderà la serie?

Per anni e anni, anzi, per quasi due decenni, la continuità in Martin Mystère è stata trattata come una bestemmia, possibilmente con critiche corredate da quel giusto tocco di superficialità che consiste nell'usare il corrispondente termine inglese per menzionarla, quasi come se il lettore medio italiano non parli italiano e non sappia usare l'equivalente italiano del termine inglese (che ha esattamente lo stesso significato), e senta il bisogno di ripeterlo come un pappagallo solo perchè tutti lo usano in rete (curiosamente, l'approccio diametralmente opposto a quello di Martin Mystère, noto per pensare con la propria testa ed esprimersi con ricercata accuratezza e forma). La redazione scansava le didascalie coi rimandi e puntava a storie autoconclusive, ignorando le trame in sospeso da anni, perchè vigeva la regola per cui il mitico "lettore occasionale", cui bisognava puntare a tutti i costi, era mentalmente così debole da essere colto da un aneurisma ogni volta che gli si ricordava che il personaggio Martin Mystère aveva un'esistenza antecedente a quanto narrato nell'albo tra le sue mani.

Intanto, i lettori diminuivano, e la colpa era tacitamente della continuità, sulla base di non si sa quali dati (le lamentele che arrivavano per posta, forse, come lascia intendere Castelli nella già citata intervista, dove afferma di aver fatto sposare Martin e Diana perchè gli arrivavano lettere di critiche per la relazione "da concubini" dei due personaggi? Ma nessuno considerava che le lettere, come le lamentele in rete, provenivano dai lettori assidui, e non da quelli che invece abbandonavano la serie, nè da quelli occasionali? Davvero nessuno aveva presente il pregiudizio di sopravvivenza e l'effetto deleterio che comportava il dare credito solo alle critiche presenti in quelle lettere?). A peggiorare la situazione, i presunti critici fumettistici della rete attaccavano e mortificavano l'opera degli autori che portavano avanti il discorso della continuità, sulla base dell'incontestabile criterio universale che la cosa li infastidiva, e usavano una durezza che sfiorava la violenza verbale per imporre che Martin Mystère abbandonasse la propria fisionomia per diventare invece un dozzinale fumetto d'azione  scopiazzato da film e libri e serie televisive di moda in quel momento (ma guai se qualcuno degli appassionati invece osava criticare gli autori graditi alla critica, perchè in quel caso, qualunque critica era etichettata come insulto gratuito). Si giunse al desolante momento in cui Castelli chiese esplicitamente a questa gente di non occuparsi più di Martin Mystère.
Il danno, però, era fatto: Castelli, anche per altri motivi, non scriveva più,  e se lo faceva, dedicava una quantità smodata di pagine all'azione fine a se stessa, secondo la ricetta della redazione che voleva svecchiare il concetto di Martin Mystère proponendo un dinamico prodotto moderno; Recagno era passato a produrre storie il più possibile autoconclusive, senza alcun legame con altri albi, e con una documentazione e un'inventiva ridotte al minimo sindacale. E intanto i lettori diminuivano, ma si continuava ad affermare che questa era la formula per salvare la testata.
Passavano gli anni, i lettori continuavano a calare, e quindi si tentava la carta della strizzata d'occhio ai lettori storici, nella speranza di ricondurli all'ovile; ma il modo era inadeguato, con rimandi sbagliati alla continuità, riferimenti inseriti a caso, idee di Castelli sceneggiate da terzi che non avevano idea di come scrivere una storia mysteriosa (e sembrava che la conoscenza delle storie cruciali della serie si limitasse all'aver guardato i disegni).

Arriva il 2021. Viene annunciato Incubi! (Martin Mystère n. 373), in cui si anticipa già nelle anteprime la morte di Java: cosa già successa a Java e pure a Diana, e trucco già utilizzato per Dylan Dog, e quindi difficilmente efficace se lo si vuole sfruttare per aumentare le vendite.  Infatti è uno specchietto per le allodole, la scena è sbrigativa e l'albo ripercorre invece i momenti storici della vita di Martin Mystère, per leggerli in una nuova ottica. E cosa succede?
Succede che l'albo sparisce dalle edicole e bisogna penare per trovarlo. Succede che la rete va in fermento, e la storia viene commentata non solo sul forum e sulla pagina Facebook degli appassionati del personaggio, ma anche in altri forum di fumetti, e con vigore. Succede che gli stessi lettori che tacevano da anni, ora si spaccano la testa per comprendere la fondatezza delle rivelazioni di Incubi!. Succede che, sebbene nell'albo le didascalie dei rimandi siano state messe nella rubrica di coda (sempre nel timore di causare l'aneurisma ai lettori delicati di cervello), i lettori corrono a leggerle e a sviscerarle (e trovano pure l'errore nel riferimento a Il destino di Atlantide, e discutono pure di quello). Succede che conoscenti che ignorano gli albi di Martin Mystère da decenni si rivolgonono a chi scrive questa recensione perchè hanno assistito al fermento in rete, e chiedono se valga la pena di comprare l'albo. Insomma, il fatto che Castelli sembri intenzionato a riprendere in mano le fila della vita di Martin Mystère, tornando a parlare di quegli eventi che vanno dal n. 1 della serie fino a quando la brutta parola continità fu letteralmente congelata, fa materializzare i lettori, e li stimola a partecipare alle discussioni sull'albo: guarda un po', il risultato opposto di ciò che si è andato predicando per decenni.

I precedenti

Chiudiamo con una carrellata di vignette dedicate ai momenti in cui Martin Mystère ha mostrato indizi della sua presunta doppia personalità (o, come scriverebbe Stephen King, momenti in cui il signor Smith fa capolino). Per maggiori dettagli sui singoli momenti della vita di Martin Mystère, dal 1982 a oggi, che hanno potenzialmente svolto un ruolo cruciale nella sua presunta doppia vita, vi invitiamo a leggere il documento segreto che il nostro blog presenta in esclusiva: il diario di Smith.

Ne La vita segreta di Diana Lombard, è Diana a descrivere un Martin dalle due facce quasi in contraddizione tra di loro.

 
Nella già citata Xanadu, è Martin stesso a svolgere una spietata autoanalisi del proprio modo di essere.
 
 
E infine, per la prima volta in una storia non scritta da Castelli, cioè Il sorriso venuto dal passato (Martin Mystere nn.101-102),il precedente più curioso: Martin si irrita fortemente per la teledipendenza di Java, promettendo ritorsioni, mentre in un appartamento vicino due malintenzionati lo stanno spiando.