Visualizzazione post con etichetta newyork. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta newyork. Mostra tutti i post

sabato 22 ottobre 2022

Come funziona? Doppio Tì e l'alcolismo

 Martin Mystère presenta: come funziona?

Doppio Tì e l'alcolismo

In Cassandra (Martin Mystère n. 113-114), un mystero di ambientazione newyorkese offre la scusa per raccontare ai lettori che l'ispettore Travis è nato nel quartiere di Brooklyn, quartiere popolato all'epoca da moltissime famiglie di immigrati irlandesi.
Nel resto della storia, come ben noto, padre Flanagan rivela a Martin Mystère che il nome di Travis è ancora Travis, e che da qui arriva il suo soprannome di Doppio Tì

Ciò permette ad Alfredo Castelli di spiegare perché Martin, pur essendo amico di Travis da anni, apparentemente si rivolga a lui chiamandolo sempre e solo per cognome (mentre Travis non lo chiama mai "Mystère").

Singolarmente, dei genitori di Travis non si vede traccia, né si parla mai di essi: da qui prese spunto il fumetto del primo albo cartaceo di Get a Life!,  Affari di famiglia allargata, per ipotizzare che Travis fosse un orfano.

Sempre da questa storia ha preso spunto la serie Le avventure di Travis, che ha creato la personalità occulta di Doppio Tì, poi debordata anche in Get a Life!.

Oggi presentiamo un altro, fondamentale tassello della genesi del pestifero e demenziale personaggio di Doppio Tì: finalmente, infatti, scopriamo la causa del suo singolare comportamento, dovuto all'abuso di alcolici sin dalla più tenera età, con conseguenti danni cerebrali permanenti che si fanno sentire ancora oggi.  
Non fatevi ingannare:"Sangue del dem... ocratico!", stava per dire Travis

venerdì 26 agosto 2022

Martin Mystère e gli omicidi: un'antica tradizione (1)

Quante volte, nel commentare il declino narrativo della serie di Martin Mystère, specialmente per le storie doppie del periodo bimestrale, i lettori hanno espresso forti perplessità sulla disinvoltura con cui Martin Mystère se ne va dalla scena della morte di qualche suo nemico o conoscente o compagno di viaggio, persino all'estero, per poi non tornare più su un argomento che dovrebbe invece obbligatoriamente renderlo oggetto nelle indagini delle forze dell'ordine?

Eppure, non si tratta di una involuzione recente, bensì di una tradizione, specialmente quando anche l'influentissimo ispettore Travis A. Travis (altrimenti noto come Doppio Tì) è della partita, a New York come nel resto degli USA e persino all'estero (a volte intervenendo anche solo telefonicamente per spalancare qualunque porta).

Andiamo quindi a esaminare i casi storici più eclantanti, in questa serie di articoli che aggiorneremo man mano che ce ne vengono segnalati altri.

In Caccia all'uomo (Martin Mystere nn. 67-68-69), del 1987, Java uccide involontariamente un Uomo In Nero, facendolo precipitare da una balconata interna del museo Guggenheim di  New York, Stati Uniti. Per proteggere il bersaglio degli Uomini In Nero, però, Martin Mystère non si fa problemi ad abbandonare la scena dell'omicidio, garantendo di poter poi sistemare tutto parlando al suo amico ispettore Travis. In seguito, Martin si premura di ribadire non solo quanto Travis sia potente, ma come sia anche ansiosissimo di spifferare i dettagli riservati di qualunque indagine a chiunque ne faccia richiesta.

Ne (La donna immortale, Martin Mystere nn. 79-80), del 1988, Martin Mystère e Java inseguono il traditore Abdul nei vicoli de Il Cairo, Egitto. Sotto i loro occhi, Abdul precipita da una passerella rialzata, morendo apparentemente per le conseguenze della caduta (in realtà, Sergej Orloff gli ha sparato col Murchadna senza essere visto). Questa volta, Martin attende le autorità, fuori scena, e a quanto pare la sua parlantina e il fascino della sua notorietà gli permettono di liquidare la faccenda e togliere il disturbo in pochi minuti. Esatto: un occidentale presente alla morte violenta di un nativo, nell'Egitto di Hosni Mubarak (di cui Doppio Tì è nipote), non viene né interrogato, né sospettato, né trattenuto per accertamenti, né rinchiuso cautelativamente in una cella per una notte.


domenica 27 marzo 2022

[Recensione] Martin Mystère n. 385: "Il potere del falco" (11)

Martin Mystère n. 385 (mensile)

"Il potere del falco" (11)
Pubblicato nel marzo 2022 da Sergio Bonelli Editore 

Storia: Carlo Andrea Cappi

La vicenda si svolge quattro mesi dopo la visita di Martin a Città del Capo, avvenuta nel 2019, come raccontato nel capitolo 8, e circa un anno dopo la visita di Erickson, avvenuta nel febbraio 2019, come raccontato nel capitolo 10.
La narrazione si concentra su New York, nei preparativi per la risoluzione della vicenda, e ancora una volta, l'ultima, tre sottotrame si intrecciano, convergendo verso il letale epilogo del prossimo capitolo.
Ignaro di essere spiato da un software che lui stesso ha installato sul suo computer, credendolo un omaggio per una recensione, Martin Mystère decide finalmente di rivelare a Diana i dettagli della sua insolita indagine intermittente sulle statuette egizie, e Diana contribuisce nell'analisi del mistero; grazie a lei, Martin giunge a conclusioni che finora ci erano sfuggite (nonostante gli indizi) sul funzionamento delle statuette e sul motivo per cui solo certe persone riescono a sfruttarli.
Contemporaneamente, C.A. Cappi rimette in scena i Guardiani del Deserto del capitolo 8 (che quindi non erano una fugace apparizione semi-comica), tramite il loro emissario a New York, il giovane Harkhuf, intenzionato apparentemente a eliminare Martin Mystère per le sue azioni blasfeme (Martin intende mostrare in televisione la statuetta di Bastet).
Balzando indietro nel tempo (ma non di molto), prima della morte dell'Uomo In Nero Harris avvenuta nel 2019 e vista nel capitolo 7, il reverendo Brian Westmoreland dei Cercatori del Paradiso fa nuovi piani per eliminare la spietata Danielle Dannay, la cui ossessione per le statuette l'ha portata a sua volta a pianificare l'omicidio di Martin Mystère.

giovedì 23 dicembre 2021

[Recensione] Martin Mystère nn. 381-382 - "Il potere del Falco" (7) & (8)

Martin Mystère n. 381 (mensile)
"Il potere del falco" (7)
Pubblicato nel novembre 2021 da Sergio Bonelli Editore
 
Storia di Carlo A. Cappi

Senza un particolare legame diretto con le storie pubblicate nel novembre 2005, questo capitolo si auto-colloca in questo specifico anno perchè i personaggi parlano di "quattro anni fa" quando citano gli eventi del capitolo precedente. L'universo mysteriano è comunque saldamente presente, perchè nell'intreccio entra anche l'ispettore Travis A. Travis, in quanto la storia della statuetta di Anubi contempla ora un incombente furto in un appartamento di New York. Notevolmente, questo nuovo capitolo, descrivibile come una partita a scacchi con una quantità di avversari, riesce contemporaneamente a tirare le fila delle precedenti vicende parallele (e ciò accade abilmente tramite la prospettiva di diversi personaggi, da Andrew Cherry allo stesso Martin, dalla congrega di Westmoreland agli Uomini In Nero), e a mantenere l'approccio della consistenza narrativa di ogni capitolo, pur nella serializzazione della vicenda. Infatti Cappi si concentra in questo caso sulle sole traversie della statuetta di Anubi, saltando dalla New York del 2005 alla Torino del 1980, e passando per la misteriosa figura ritiratasi a vita privata in Ohio (perchè, come in ogni indagine mysteriana che si rispetti, non può mancare l'incontro con il discendente di un personaggio "famigerato" che svela per la prima volta informazioni segrete sull'antenato). E' singolare, e benvenuto, il momento in cui Martin afferma di stare seguendo l'indagine sulle statuette ormai da molti anni, anche se a singhiozzo: l'idea che il detective dell'impossibile non debba necessariamente affrontare e risolvere ogni caso in maniera compartimentalizzata (cioè in corrispondenza dell'uscita di ogni albo) conferisce tridimensionalità alla sua esistenza e "professione". Cappi dà nuovamente prova della sua grande abilità di scrittore, nell'abbinare così tanti livelli di lettura e personaggi in gioco a chiarezza espositiva e fluidità narrativa. Nella struttura del racconto trovano felicemente spazio un nuovo, importante indizio sulle statuette (che sembrano mostrare quasi sempre la stessa scena alle loro "prescelte") e un classicissimo colpo di scena finale, in cui per la terza (o quarta?) volta nella sua carriera, Martin si ritrova a passare per un assassino.

Martin Mystère n. 382 (mensile)
"Il potere del falco" (8)
Pubblicato nel dicembre 2021 da Sergio Bonelli Editore
 
Storia di Carlo A. Cappi
 
La sequenza principale è sorprendentemente ambientata nel dicembre del 2021 (si cita il primo Natale senza i problemi della pandemia) e mette in scena colpi di scena e rivelazioni senza sosta. Compare infatti la signora Danielle Dannay, che sembra un personaggio nuovo di zecca, ma una volta gettata la maschera si rivela invece essere la vera identità di altre due donne già comparse (o quasi) nel romanzo, nonchè la discendente di due personaggi cruciali della vicenda, ribaltando quindi ciò che il lettore credeva di sapere.
Un Uomo In Nero molto potente, Norman Harris viene ucciso, e il potere della statuetta di Anubi attinge ai suoi ricordi, per svelare una vicenda accaduta a Città del Capo, in Sudafrica, due anni prima (quindi nel 2019): e qui non solo Cappi mette in scena un breve scontro tra Martin Mystère e Harris per il possesso della Statuetta di Horus (che sfugge a entrambi), ma ci fa finalmente capire che Danielle Dannay è la "presenza" che nei capitoli precedenti aveva frugato nelle memorie di persone che avevano avuto a che fare con Martin e con le statuette. Il citazionismo (non gratuito) prosegue quando nell'intreccio entrano marginalmente i Guardiani del Deserto, una setta millenaria che lotta invano da sempre per riconquistare le statuette (l'ironia di Cappi sull'argomento è palese, visto che ne accomuna i due rappresentanti a Laurel & Hardy, seppure si prenda poi la briga di collegarli a Joel Cairo, personaggio de Il falcone maltese): chi può dire se li rivedremo nei prossimi capitoli? 
Come ultimo colpo di scena, dopo l'abbondanza di dettagli sul funzionamento delle statuette, i sottili agganci ai precedenti capitoli e la risoluzione di tanti piccoli misteri in sospeso, ecco infine il capovolgimento definitivo che riguarda il modo in cui Martin Mystère entrerà in possesso delle statuette: per la seconda volta, quindi, Cappi confeziona un racconto elegantemente monotematico che però sviluppa la narrazione globale e rilancia la trama con un nuovo colpo di scena. Noi lettori ci ritroviamo ora a chiederci se tutto il resto del romanzo si svolgerà quindi nel presente, o se saranno ancora presenti capitoli ambientati in epoche passate.

martedì 26 ottobre 2021

[Recensione] Martin Mystère nn. 379-380 - "Il potere del Falco" (5) & (6)

Legs Weaver n. 79
Martin Mystère n. 379 (mensile)
"Il potere del falco" (5)
Pubblicato nel settembre 2021 da Sergio Bonelli Editore
 
Storia di Carlo A. Cappi
 
Come promesso nel capitolo precedente, ecco arrivare un altro classico elemento della più autentica tradizione mysteriana, e cioè il racconto nel racconto, a opera di un personaggio letterario che è esistito veramente, e ora svela la vera storia che ha ispirato una certa celebre opera da tutti ritenuta di fantasia.
Più genuinamente Alfredo Castelli di così non si può, come sanno tutti i lettori del suo Martin Mystère, ma C.A. Cappi ne approfitta per dare spazio anche alla propria passione, e cioè il romanzo hard boiled. La storia, pubblicata sulla fittizia rivista Dark Desk e scritta con uno stile replicato alla perfezione, è narrata dall'investigatore Miles Harker, coprotagonista del romanzo di Samuel Dashiel Hammet, Il falco maltese, e mette in scena tutti i topoi del genere della scuola dei duri, dal locale West Indies Club di San Francisco con le sue occulte attività illecite per i ricchi alla femme fatale Natalia "Miss Wonderly" Kermidova, intorno alla quale si snoda un torbido intreccio generazionale di furti, violenza, vendetta e denaro.
Nella finzione de Il potere del falco, è naturalmente Martin Mystère a leggere questo racconto (l'anno in cui si svolge è il 1921), e a fare tesoro della componente mysteriosa che Hammet aveva omesso dal proprio romanzo: Martin apprende così nuovi dettagli sul funzionamento delle quattro statuette egizie (in particolare su Hathor e Horus), nonchè sulla loro travagliata storia dai Templari a oggi (con l'immancabile ricostruzione calata in un solido e credibile contesto storico, con numerosi agganci mysteriani, tra cui persino Helena Blavatskij).

Come sorpresa finale, almeno per chi non seguiva la serie di Legs Weaver, lo scontro al porto di San Francisco si incrocia proprio con un flashback visto in Legs Weaver n. 79.

 
Il potere del falco 6: Anubi
Martin Mystère n. 380 (mensile)
"Il potere del falco" (6)
Pubblicato nell'ottobre 2021 da Sergio Bonelli Editore
 
Storia di Carlo A. Cappi

Dopo cinque capitoli di narrazione semi-autonoma, collocata in epoche diverse e incentrata su personaggi apparentemente scollegati, A.C. Cappi inizia a svelare l'intreccio, riunendo gli attori principali in una sequenza coeva (ma senza farli ancora incontrare). Anche in questo caso, la più tradizionale e solida matrice mysteriana della vicenda si fa sentire con forza, quando, tra le pieghe della continuità storica (o quasi: si tratta degli albi usciti due decenni fa anni), si inserisce questa nuova/vecchia indagine del detective dell'impossibile, che crede di tirare le fila del mystero dopo esservisi imbattuto per anni, ignaro di come gli eventi recenti stiano casualmente preparandolo a un incontro con una nemesi a lui ignota. E' il caso di evidenziare come anche l'avversario di Martin appartenga a una consolidata e amata matrice mysteriana, e cioè a quella generazionale: si tratta infatti del figlio di quel reverendo Westmoreland che fu battuto in astuzia dal padre di Martin, Mark Mystère.

L'agente Andrew Cherry 
La prima sequenza, incentrata su Martin Mystère, si svolge nell'ottobre 2001: la misteriosa email riguarda le vicende de Minaccia dal passato (Martin Mystere nn. 235-236-237), ma il tema sviluppato è quello dell'epilogo de Il mistero dei nani di gesso (Martin Mystère n. 234), pubblicato nel settembre 2001: Martin, tornato da Francoforte a New York, riflette sulla recente e traumatica distruzione delle torri gemelle del World Trade Center. A questa scena fa seguito la vicenda della congrega dei Cercatori del Paradiso, in azione a San Francisco per penetrare in un deposito segreto (l'ex West Indies Club) in cui gli Uomini in Nero erano soliti archiviare numerosi degli oggetti impossibili da loro ritrovati. Lo scopo è quello di recuperare le statuette di Hathor e Horus, che però sono state rimosse da un Uomo in Nero: Philip Erickson.

Il reverendo Westmoreland
Spostandosi in avanti nel tempo, la narrazione torna a trattare di Martin Mystère dopo gli eventi di Minaccia dal passato (Martin Mystere nn. 235-236-237), storia uscita nel periodo ottobre-dicembre 2001, nella quale compare proprio Erickson (che in questo fumetto arruola temporaneamente Martin negli UiN). Non è un caso, naturalmente: a partire da questa associazione temporanea di Martin con gli Uomini in Nero, e per via anche di ciò che fece suo padre Mark al precedente reverendo Westmoreland, l'attuale reverendo decide di doversi scontrare proprio con Martin per ottenere le famigerate statuette  egizie. Nell'intreccio compare anche, come alleato di Martin, l'agente Andrew Cherry dell'FBI, già incontrato in una vecchia avventura.

La discutibile alleata del reverendo Westmoreland, la signorina Larousse, fornisce ulteriori indizi per la soluzione del mystero: è infatti la terza figura femminile capace (inspiegabilmente, per ora) di attingere spontaneamente ai poteri delle statuette egizie; e nelle sue mani c'è la statuetta di Anubi, capace di attingere ai ricordi di qualunque cervello (sembra quindi svelata una parte del segreto della misteriosa voce narrante che sta segretamente osservando la vita passata di Martin Mystère, sin dal primo capitolo). Il reverendo Westmoreland racconta la genesi della propria setta, i Cercatori del Paradiso, apparentemente riconducibili ai Templari, e qui emerge un legame con il mystero dell'arrivo dei Templari nelle Americhe, raccontato ne La Quarta Caravella (Speciale Martin Mystère n.9).

Scriveteci o lasciate un commento se avete colto il collegamento tra questi Cercatori del Paradiso e i Cercatori dell'Eden che proprio C. A. Cappi presentò nel 1998 sulle pagine de I Cercatori dell'Eden (Martin Mystere nn. 197-198). Altrimenti ve ne segnaliamo tre noi. Il primo è la coppia di sicari che compariva in quell'avventura e che torna in scena adesso ne Il potere del falco: Wint e Kidd sono ispirati ai due assassini prezzolati del film Agente 007 - Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever) (1971). Il secondo è proprio l'attuale reverendo Westmoreland del romanzo, il cui esordio avviene nella suddetta avventura. Il terzo è l'agente Andrew Cherry dell'FBI, comparso sempre nella stessa vicenda.

I sicari Wint & Kidd



 

venerdì 20 agosto 2021

[Recensione] Martin Mystère nn. 377-378 - "Il potere del Falco" (3) & (4)

La statuetta di Bastet entra in scena
Martin Mystère n. 377 (mensile)
"Il potere del falco" (3)
Pubblicato nel luglio 2021 da Sergio Bonelli Editore 

Martin Mystère n. 378 (mensile)
"Il potere del falco" (4)
Pubblicato nell'agosto 2021 da Sergio Bonelli Editore

Storia di Carlo A. Cappi

Nel capitolo di luglio della saga della statuetta del Falcone Maltese, l'azione si svolge a New York, nel Greenwich Village: Cappi riprende la passione di Martin Mystère per le "anticaglie" e lo invia a rovistare nel Pulp Bros - Book-N-Things, un negozio di Bleecker Street (la stessa strada dove abita il Dottor Strange della Marvel), dove ha luogo una letterale festa delle citazioni pulp, un delizioso gioco di rimandi e allusioni che il vero lettore mysteriano si diverte a riconoscere subito o identificare con opportune ricerche. L'obiettivo di Martin è in realtà un capriccio analogo al blocco di diapositive delle vacanze della famiglia Morgan (quello che acquistò agli inizi della sua serie regolare): la collezione completa della (fittizia) rivista popolare Dark Desk (1937-1942), contenente non racconti, ma interviste e articoli su presunti segreti e retroscena della narrativa popolare in questione. Oltre alla citazione più famosa (un articolo di G.L. Bonelli su Kit Carson, ancora in vita nel 1913), un numero della rivista contiene anche rivelazioni cruciali sulla vera storia del Falcone Maltese, innescando così la sequenza di indagine e azione in cui Martin Mystère deve recuperare il fascicolo, sottratto da un Uomo In Nero, tale Walter Jackson. Con la solita creatività, Cappi non solo ci fornisce il punto di vista dell'UiN (cosa assai rara nei fumetti della serie regolare), ma allestisce anche un confronto credibile tra "eroe" e "cattivo", con una risoluzione logica, elegante e gustosamente ragionata (e c'è anche Java, finalmente).
L'indizio per la collocazione cronologica del capitolo è dato dal riferimento allo speciale del programma Mystere's Mysteries sull'Uomo Falena, prodotto "tre anni prima": tale speciale è connesso al romanzo La guerra nel buio, di Cappi stesso, ambientato nel 1988: di conseguenza, l'azione del racconto si colloca nel 1991. I Pulp Bros inoltre menzionano una Demo Reel di un un giovane regista, tale Quentin Tarantino, con un personaggio di nome Pink: il film in questione, che i personaggi del racconto non conoscono perchè non è ancora uscito nelle sale è Le Iene (1992). Martin ripensa anche al caso de La donna leopardo, altro romanzo di Cappi ambientato nei tardi anni 1980.

Il capitolo di agosto, che nelle anteprime prometteva un Martin come non l'avevamo mai visto, è ambientato nello Zaire e ha in effetti la peculiarità di svolgersi prima del n. 1 della serie regolare, oltre che di far vivere a Martin un'esperienza tragica con Leontine, una sventurata ragazza zairese le cui illusioni di libertà vanno orribilmente in frantumi. Martin usa il Murchadna, con la naturalezza che gli era propria in quell'epoca, ma deve fare i conti con la dura realtà, in cui neppure quest'arma prodigiosa può risolvere i sanguinosi problemi delle guerre civili africane. Oltre all'analisi storico-socio-politica dello Zaire, con i suoi orrori (come l'eccidio voluto da Re Leopoldo II), questo capitolo cita anche la comparsa del virus Ebola, collocando con precisione la vicenda nel 1976; si menziona inoltre l'arresto di Martin in Cile nel 1973, avvenuto "tre anni prima", con relativa schedatura di Martin da parte della CIA (che all'epoca favorì il colpo di stato cileno).
Così come il tono duro della vicenda, anche questi elementi storici sono filologicamente fondamentali per un autore che voglia sceneggiare in modo corretto il Martin impegnato delle origini. Purtroppo, però, Cappi esagera e compie un mezzo passo falso, mettendo nelle mani della ragazza zairese un libro scritto da Martin Mystère: è un errore, dato che la sua prima opera letteraria, Mystère's Mysteries of the Past, è del 1978. Volendo, si può ipotizzare che Martin abbia scritto un'opera prima di cui poi si vergognò (come tanti autori che esordiscono con uno pseudonimo e in seguito, trovata la strada giusta, rinnegano quei tentativi), forse per il sensazionalismo e l'ingenuità, decidendo di non darla alle stampe, ma un qualche editore senza scrupoli ne produsse un'edizione pirata che fu distribuita e poi fatta ritirare e distruggere dallo stesso Martin: forse il volume non vendette molto, ma uno statunitense ne acquistò una copia e la lasciò all'albergo Chat Noir di Yandongi, Zaire (come afferma Leontine). Una spiegazione più dettagliata, che fornisce anche il titolo del libro, può essere letta qui: Extraordinary Historical Discoveries - Believe it or not, the true history of the world that they don't want us to know.
Dov'è la statua del Falco, in questo capitolo? Non c'è, ma in compenso compare una statuetta felina della dea Bastet (o Sekhmet?), con potere di elargire visioni del futuro a certe persone: Andrea Cappi aveva già annunciato, in un post su Facebook, che non ci sarebbe stata una sola statuetta in questa vicenda.

Recensione delle storie a fumetti di MM nn. 377-378: "Il vampiro di Vienna" & "Gli Uomini in Rosso".