sabato 28 giugno 2014

La scimitarra di Gengis Khan

In trenta anni di esistenza, Martin Mystère ha raccolto influenze culturali/stilistiche di ogni genere, ma nel contempo ha a sua volta influenzato generazioni di nuovi scrittori e artisti (che si parli di romanzi, fumetti, film o telefilm, poco importa).
Tra omaggi, coincidenze involontarie, plagi più o meno sfacciati, crossover non dichiarati e chi più ne ha più ne metta, non poteva mancare anche la parodia di casa Disney, dove la tradizione del rifacimento in chiave ironica dei classici letterari e cinematografici dura da ormai mezzo secolo e oltre.

Creato da Bruno Sarda, Indiana Pipps è uno dei tanti parenti di Pippo, col quale condivide l'aspetto fisico, ma non l'attitudine all'avventura archeologica e all'esplorazione dei luoghi più esotici della Terra.
Visivamente ispirato alla figura di Indiana Jones, come afferma il suo stesso nome, Indiana Pipps si muove in un universo davvero Mysterioso. Fin qui, niente di insolito: anche il professor Jones, dopotutto, è una variante di Martin Mystère.
Ma quando le somiglianze e gli omaggi raggiungono certi livelli di raffinatezza, bisogna concludere che non si tratta di una semplice coincidenza, come dimostra questa avventura a fumetti pubblicata per la prima volta in Topolino n. 2951:

"Indiana Pipps e la scimitarra di Gengis Khan"
Storia di Bruno Sarda
Arte di Emilio Urbano

L'inizio si svolge secondo schemi familiari, anche se ormai comuni a tutta la letteratura di questo genere: Indiana trova un vecchio manoscritto che lo mette sulla strada di un nascondiglio abilmente occultato nella biblioteca di una ricca famiglia veneziana ormai estinta.


 Risolti gli enigmi del caso, Indiana rinviene certe pergamene in cui si rivela che Marco Polo, nei suoi viaggi, scoprì il luogo dove era stata celata la leggendaria scimitarra di Gengis Khan, un'arma che conferisce al suo possessore la capacità di soggiogare la volontà degli uomini. Da ciò sarebbe derivata la potenza del conquistatore Gengis Khan, proprio come nella serie di Martin Mystère è invece un'altra arma, la Lancia di Longino (una Excalibur camuffata) ad aver conferito ad Adolf Hitler la capacità di soggiogare le masse.




Annotiamo anche la tendenza della serie di Martin Mystère ad attribuire conoscenze "occulte" a personaggi storici famosi, connettendoli ad altri personaggi con cui forse non ebbero mai a che fare (nello stile del Wold Newton Universe e della League Of The Extraordinary Gentlemen).


Indiana Pipps si reca quindi tra i monti dell'Himalaya, dove deve affrontare un viaggio tra nevi perenni per giungere al leggendario Monastero Blu: questo viaggio iniziatico non sarà drammatico come quello che conduce Martin Mystère ad Agarthi (o il Dottor Strange al monstero del Grande Antico), ma di certo vi somiglia molto. Se però anche questo elemento è abbastanza comune, lo stesso non si può dire della parete di ghiaccio che occulta il monastero e che, quando viene colpita dai raggi del sole a una certa angolazione, ne riflette ingannevolmente l'immagine: il prodigio naturale descritto è fin troppo simile a quello che riguarda la Città delle Ombre Diafane di Java, in Mongolia.




Il Monaco Blu che accoglie Indiana è capace di valutare le persone con gli occhi e col cuore, nello stile di tanti altri monaci del filone avventuroso (tra cui Kut Humi ovviamente). Però, quando affida la Scimitarra a Indiana, affermando che sarà la coscienza di quest'ultimo a dirgli cosa farne, è impossibile non rivedere Kut Humi che affida l'Arma a Raggi a Martin, prevedendo che ne farà un uso ben particolare.

I malvagi che ostacolano Indiana fanno parte di un'organizzazione chiamata CAOS, molto simile alla frangia degli Uomini in Nero di Martin Mystère che brama il controllo degli antichi poteri Atlantidei per conquistar il mondo. A questi si oppone l'organizzazione dei Custodi del Mistero, che ricalca invece molte caratteristiche della mysteriana Altrove (dall'eterogeneità dello staff al gigantesco magazzino di oggetti perduti e proibiti).

Dulcis in fundo, gran parte degli "oggetti magici" disseminati sulla Terra deriva dai "doni" lasciati qui milioni di anni fa dai potentissimi alieni Eones, che li forgiarono col metallo azzurro delle loro astronavi: descrizione speculare all'avvento dei Tuatha De' Dannan, che portarono sulla Terra gli Esagoni da cui gli uomini ricavarono oggetti magici di ogni genere (Spade come l'Excalibur, Pietre, Coppe, Lance, Anelli).






A questo punto, basta navigare un po' in rete per scoprire che la somiglianza è voluta. Una breve cronologia delle avventure di Indiana Pipps porta alla luce ulteriori "somiglianze", e persino uno sceneggiatore a noi noto. Ora non resta che chiederci: cosa aspetta Alfredo Castelli ad avere Bruno Sarda come sceneggiatore ospite di Martin Mystère?

"Indiana Pipps e il ritorno del Dottor Kranz" (Topolino n. 1931)
Storia di Bruno Sarda, arte di Massimo De Vita

 In un flashback, Indiana Pipps e Kranz, colleghi e amici, diventano mortali nemici a causa di una 'arma a raggi' di origine aliena (il canovaccio segue quello alla base della vicenda di Martin e Orloff).

"Indiana Pipps e la fonte della bellezza" ((Topolino n. 1963)
Storia di Bruno Sarda, arte di Massimo De Vita

Indiana Pipps guarda in tv il programma 'I misteri di Mister Martin', detective dell'impossibile la cui domestica è una donna di neanderthal.

"Indiana Pipps e la valle della memoria perduta" (Topolino n. 2203)
Storia di Vigna e Silvio Camboni; arte di Camboni
Lo sceneggiatore NathanNeveriano Vigna propone una trama ispirata a quella del "Mistero del Nuraghe", cui aveva contribuito fino ad apparire tra i personaggi della storia.

"Indiana Pipps e la scatola del tempo" (Topolino n. 2922)
Storia di Giorgio Figus e Bruno Sarda; arte di Giampiero Ubezio.
Indiana Pipps racconta a Orazio e Clarabella di quando lui e l'amico Jim Branat trovarono in Tibet una camera del tempo di Mu, provvista di automa meccanico difensivo.

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