domenica 14 aprile 2019

Esclusive aMys 2019 per i soci


Breve presentazione delle esclusive del fanclub ufficiale di Martin Mystère, aMys, per questo inizio 2019.


Il Corriere del Mystero (Anno I - Numero 1 - Dicembre 2018): la "resurrezione" dell'Almanacco con una nuova veste, è stato ampiamente documentato a questo stesso link.

"Martin Mystère, un detective al volante": fascicolo di 66 pagine (patinate) a cura di Francesco Argento, dedicato alla minuziosa cronistoria della Ferrari di Martin Mystère e alle altre automobili coinvolte nella saga mysteriana; seguono un'intervista ad Alfredo Castelli e un fumetto di 3 pagine (di Luca Salvadei e Gianluca Doretto) in cui Martin cerca un sostituto per l'automobile perduta nel famoso scontro con Algernon Mabus.

"La Terra, pianeta misterioso": 8 cartoline che riproducono le storiche pubblicità della Editoriale Cepim che annunciavano l'imminente uscita della testata di Martin Mystère.
L'arte di Giancarlo Alessandrini illustra i temi di cui MM promette di occuparsi: il "Triangolo delle Bermuda" (sic), la spada di re Artù, l'Arca di Noè, la creatura di Loch Ness, i disegni degli altopiani del Perù (tema curiosamente mai affrontato da Alfredo Castelli, a differenza degli altri di questa carrellata), l'esplosione di Tunguska, le rovine di Atlantide, i fantasmi delle piramidi nel Messico

"Robot e Mysteri": è il nome di un pacchetto tecnologico-mysteriano che si concretizza in due diverse esclusive.
1) un elegante cofanetto, realizzato in occasione di Lucca 2019, contenente 12 cartoline in cui vari artisti interpretano robot, automi e cyborg. Tra gli altri, il Martin Mystère del futuro di Nathan Never (di Gino Vercelli), mister Capek (di Montanari & Grassani), Olimpia (di Sergio Giardo), Titan (di Giovanni Freghieri), la nostra prediletta Drusilla (di Alfredo Orlandi) e l'irrinunciabile Unità 221 (di Angelo Maria Ricci).
2) un pieghevole in formato A4 che documenta dettagliatamente la storia delle 12 creature artificiali viste nelle cartoline, e si chiude con un fulminante fumetto breve a colori del Docteur Mystère (di Luca Salvadei e Gianluca Mattossovich)

Due stampe in formato A4, la prima in bianco&nero illustrata da Nunziati, la seconda a colori illustrata da Rodolfo Torti.

Chiudiamo col solito annuncio di pubblico servizio: non cercate queste esclusive su siti di aste dove vengono messe in vendita da speculatori che propongono prezzi esorbitanti. Iscrivetevi invece direttamente all'aMys, per ottenere tutte le esclusive a un prezzo inferiore e sostenere il fanclub nella produzione di altre piccole gemme artistiche dedicate al Buon Vecchio Zio Marty.


martedì 9 aprile 2019

GaL #54 - Something About Nazca (aka Martin Mystère n. 60bis)


Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents Something About Nazca (also known as Martin Mystère n. 60bis) in English.

Martin Mystère solved the riddle of the Nazca lines many years ago. But did he actually answer all the questions, or did that story actually create even more questions without an answer?

The Pale Blue Death and the Greath Mother. The Nazca lines and the Rorschach Blots. Android R-NLD and the P'wyll.

Ten thousand years before Martin Mystère met Ajna Soegard, their ancestors (or previous incarnations?) faced the plan of destruction envisioned by the crazed pope Sulka Nanazca, unveiling the secret of the Glyphobots and the arcane psycho-mystical system that rose from the Nazca plains to threaten Atlantis itself!



Art by Joel Sousa.
English edits by Joe Teanby.
Story & lettering by Franco Villa.

Want more? Here is the Get a Life! episode index.

In this issue: Il diluvio di fuoco (Martin Mystère nn. 58-60)Le piste di Nazca (Martin Mystère n. 59),  Ajna Soegard, Adam, Gli Uomini in Nero (Martin Mystère Gigante n. 3), Il segreto del Teschio di Cristallo, Le macchie di Rorschach (Martin Mystère n. 171)The Chandelier Saga, The Hollow Earth Saga , Fumetti del mystero (Martin Mystère nn. 274-275), Valerio Evangelisti, Alterjinga, Dreamtime, Doctor Sulkalove, Obiettivo Apocalisse (Martin Mystère n. 167), The Woman Who Stripped For the Voynich, P'Wyll, Roncisvalle! (Martin Mystère nn. 94-96), La città dei cinque anelli (Martin Mystère nn.196-197).

lunedì 25 marzo 2019

Get a Life n.54 - Di' qualcosa di Nazca (alias MM n. 60 bis)

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n. 54, Di' qualcosa di Nazca (altrimenti conosciuto come MM n. 60 bis).

Il più grande di tutti i ritorni è finalmente avvenuto! L'equivalente atlantideo di Martin Mystère, quasi fosse una sua precedente incarnazione, torna a calcare le scene del fumetto mysteriano, portando  con sè avventura, azione, mysteri archeologici, tecnologie ibride, guerre spaziali, cibernetica e intrighi internazionali... nel'epoca in cui le nazioni di Atlantide e Mu decidevano i destini dell'umanità e del mondo!
Perchè chi poteva essere più adatto per sventare la minaccia del satellite bellico Morte Azzurra e venire a capo dell'enigma psico-onirico delle figura del deserto di Nazca, se non l'inossidabile e testardo agente Adam del Gruppo Penta?
Al suo fianco, nell'invadere le piramidi di Nazca, torna il glaciale Torngasak che tutti i fan della serie ricordano sin dai tempi della missione nella Terra Cava: ma basteranno questi due eroi per sventare la trama più famosa del folle sacerdote Sulka Nanazca, qui spalleggiato dai Glifobot e da un micidiale e tenace androide denominato R-NLD?



Arte di Joel Sousa.
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

In questo episodio parliamo di: Il diluvio di fuoco (Martin Mystère nn. 58-60), figure del deserto di Nazca, Atlantide, armi finali, fine del mondo, satellite Morte Azzurra, papa Sulka Nanazca, Le piste di Nazca (Martin Mystère n. 59), era di Yod, Ajna Soegard, centri di civiltà mondiali, Impero di Mu, civiltà andina, civiltà glaciale, Adam, Gruppo Penta, Gli Uomini in Nero (Martin Mystère Gigante n. 3), Il segreto del Teschio di Cristallo, Le macchie di Rorschach (Martin Mystère n. 171), androide R-NLD, Glifobot, La progenie del lampadario, Il ragno che fu cavato dalla Terra Cava, Fumetti del mystero (Martin Mystère nn. 274-275), psitroni di Valerio Evangelisti, Alterjinga, Dreamtime, Mondo del Sogno, Intelligenza Artificiale, Dottor Sulkamore, Obiettivo Apocalisse (Martin Mystère n. 167), La donna che si spogliò per il Voynich, inconscio collettivo, P'Wyll, Roncisvalle! (Martin Mystère nn. 94-96), La città dei cinque anelli (Martin Mystère nn.196-197).

domenica 24 marzo 2019

Martin Mystère n. 60bis: l'impossibile copertina di Nazca

La copertina dell'ipotetico Martin Mystère n. 60bis riguarda un albo che, se fosse esistito, sarebbe uscito nel 1987.

Il satellite della Morte Azzurra che obbedisce a una programmazione trasmessagli tramite le colossali figure tracciate nel deserto di Nazca; l'androide scopiazzato da Terminator che decide che l'antropologa Ajna Soegard deve essere uccisa per motivi non meglio precisati; Martin Mystère e Java che corrono da un angolo all'altro della Terra in pochi minuti; ricordi di intere sequenze di storia dell'epoca di Atlantide e Mu che riemergono senza alcuna spiegazione nella testa di persone comuni; e l'intero equipaggio di uno space shuttle che si suicida senza aver esattamente capito perchè.
Ce n'è più che abbastanza per indagare nuovamente sulla teoria de Il diluvio di fuoco, che invece di rispondere a vecchie domande, ha finito per accumularne di nuove. Bisogna quindi incitare Martin Mystère, ordinandogli Di' qualcosa di Nazca, o in alternativa lasciar fare ad Adam del Gruppo Penta.

Nella ricostruzione della fasulla copertina Mysteriana, oltre al logo originale de "I grandi enigmi di Martin Mystère, detective dell'impossibile", al triangolino giallo "BIS!" e al rettangolo bianco del titolo, proponiamo anche la costina laterale con grafica e cromia dell'epoca.

lunedì 14 gennaio 2019

GaL #26 - Brainstorming (in English)

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents Brainstorming in English.

It had to happen: Martin Mystère meets a young Leonard da Vinci.

But how can this come to be without resorting to timetravel-- that is a narrative shortcut that the Martin Mystère series is not too fond of?
The answer lies in the Dreamworld, which is a doorway to the Universal Databank. And what is the Universal Databank, if not the all-encompassing book of the Akaschi? And isn't the Book of Leaves a facet of this universal knowledge?
That is exactly what is about to be revealed by Aslan Al-Rahim (aka The Turk) of the Son of Mithras, and Kut Humi of the Arya Samaj!

In the meantime, Martin Mystère lectures at the Massachusset's Institute of Technology and sports his not-so-new Ferrari, while one notorious Renaissance Man learns something about the true origin of mountain slopes' sea fossils, and has fun with Lucretia Donati, unbeknownst to Lorenzo Il Magnifico.


 


Story art by Mirko Di Noia.
Cover art by Luca Tatoli.
Story & lettering by di Franco Villa.
English edits by di Joe Teanby.

Want more? Here is the Get a Life! episode index.

lunedì 7 gennaio 2019

[Recensione] Martin Mystère n. 347 - L'oro di re Mida

Martin Mystère n. 347 - "L'oro di re Mida"
Ottobre 2016
Testi di Alfredo Castelli e Lotti
Arte di Francesco Sforza


Il problema principale di L'oro di re Mida è il modo in cui l'albo è stato strutturato e sceneggiato. Un modo tale da far balzare tutti i difetti della storia agli occhi del lettore annoiato già alla prima lettura, cioè quella "a caldo" in cui abitualmente la tensione narrativa e la curiosità sul mystero di turno spingono a sorvolare su incongruenze, incuria, contraddizioni, carenze, faciloneria, soluzioni  paracadutate, riempitivi, sequenze tirate via. Una reazione abituale questa volta che proprio non si innesca, con L'oro di re Mida, fumetto che sin dall'inizio si rivela afflitto dal solito triste andazzo ormai divenuto una costante della serie: un ricorso all'azione convulsa, insulsa e senza logica; assenza totale di approfondimento; elementi inseriti a casaccio per fungere da facciata che copre il vuoto dei contenuti; moralette contraddittorie; documentazione scientifica superficiale e discutibile
Eppure l'esordio è quasi gradevole, prendendo esso piede da una intuizione narrativa carina, etichettabile quasi come mysteriana, sebbene poco originale: il potere di trasmutazione dei metalli (termine tristemente menzionato solo una volta nell'albo, e al quale si preferisce "trasformazione") di re Mida non sarebbe altro che uno dei primi tentativi di realizzazione di quella Grande Opera che sarebbe divenuta in seguito l'ossessione dell'alchimia medievale; siccome l'aspetto fondamentale e più popolare della Grande Opera consiste nel trasmutare metalli vili in metalli preziosi, ecco entrare in scena l'audace parallelo con una forma moderna di trasmutazione, quella della fusione a freddo, che consisterebbe appunto nel convertire alcune specie atomiche in altre, pur lavorando a bassa energia (essa è infatti nota anche come Trasmutazione LENR, dove la sigla sta per Low Energy Nuclear Reactions).
Purtroppo, però, di mysteriano non c'è altro, oltre all'esordio: ci sono solo desolanti carenze narrative di ogni tipo.
Come il fumetto si guarda bene dallo spiegare o anche solo dall'accennarvi, la vera fusione nucleare che crea tutti gli elementi presenti nell'universo, dall'elio all'uranio, avviene all'interno delle stelle, coinvolgendo energie e pressioni inimmaginabili per produrre atomi di complessità proporzionalmente crescente. La fusione a freddo, che l'albo cita in maniera vaga e fumosa, alla stregua di una realtà magica come le apparizione religiose in un qualche paese retrogrado, è invece un presunto processo elettrochimico i cui risultati non sono replicabili o misurabili con sicurezza, in quanto gli elementi "trasmutati", negli esperimenti noti, si sono presentati in quantità così scarse da poter essere impurità preesistenti nel materiale elaborato (e NON si è trattato di una trasmutazione da atomi di piombo ad atomi di oro, tanto per dire, ma della comparsa di isotopi di elementi già presenti).
Paradossalmente, la serie di Martin Mystère, che da anni ormai ci martella con la campagna di emulo di Piero Angela che combatte le teorie antiscientifiche, va qui vicinissima a dire che la fusione a freddo funziona, come funziona anche l'alchimia: il fumetto mostra infatti risultati concreti come la trasmutazione imperfetta di materia organica e non in metalli nobili, e la trasmutazione perfetta di lingotti di metalli vili in oro purissimo. Essendo, come già detto, la fusione a freddo al massimo capace di catalizzare la genesi di isotopi di un certo elemento già presente nell'esperimento, e non certo la genesi di oro o altri elementi di elevato numero atomico a partire da elementi "vili", simili eventi narrati dal fumetto senza alcuna voce critica lasciano così allibiti che è necessario vincere la repulsione per proseguire nella lettura, augurandosi che l'atteso momento delle spiegazioni sia comunque garantito in seguito, e ridimensioni il tutto col giusto razionalismo scientifico.
Invece, nulla di questo accade.
Peggio ancora, il fumetto adotta una crescente vaghezza quando deve trattare l'argomento, con risultati narrativi che sarebbero comici se non fossero grotteschi. Prima viene messo in scena uno studioso di fusione a freddo, tale Nicolau Basescu, cui viene impedito di esporre le proprie teorie (lasciando i lettori all'oscuro sulle sue idee e sul perchè siano così disprezzate); poi Basescu viene ingaggiato dall'azienda Five Nations, la quale conosce i suoi studi ed è interessata alla trasmutazione dei metalli, avendo appreso che in via alchemica essa è veramente possibile (ma anche questo non viene detto chiaramente); infine, viene fatto dire ai capi del progetto che degli studi di Basescu sulla fusione a freddo, a loro non interessa nulla, ma che esistono altre applicazioni a cui desiderando lavorare con lui. Quali siano queste altre applicazioni, lo si capisce solo nel finale, dove risulta chiaro che non sono "altre applicazioni", ma si tratta proprio dell'intima essenza della Trasmutazione LENR; ma anche qui il fumetto omette i dettagli cruciali, e il dottor Basescu finisce per sembrare un genio incompreso e perseguitato, sostenitore di una teoria scientifica fondata. Al culmine dell'orrore, nessuno solleva perplessità, quando Basescu realizza un "reagente" liquido di natura imprecisata, che contro ogni scientificità funziona anche in piccole dosi nell'aumentare il numero atomico di una grande quantità di atomi (il corpo di un essere umano) senza prelevare massa o energia da alcuna fonte nota, e ovviamente senza mai liberare quantità di  di calore o altre forme di energia (cioè lo scopo degli studi di Basescu).

Fumosità e disinformazione affliggono anche la sequenza in cui si parla di oro sintetico, dove gli autori sembrano quasi implicare che in laboratorio siano stati creati atomi d'oro a partire da materiali qualunque, tramite un qualche processo analogo alla fusione a freddo.
Niente di più fuorviante e antiscientifico: l'oro sintetico non è un prodotto paragonabile a un tessuto sintetico che vale quanto quello naturale, o al "latte di soia" alternativo a quello di origine animale; non è una "sostanza" equivalente all'oro e che viene prodotta in laboratorio usando altri ingredienti.
E' invece una forma di oro più pura e più stabile di quello presente in natura, ottenuta ricombinando atomi d'oro esistenti in molecole con configurazione cristallina diversa, e non certo creando detti atomi a partire da altri elementi con un processo elettrochimico.
Se gli autori avessero fatto i compiti, avrebbero potuto parlare di "oro artificiale", vagamente riconducibile all'argomento in esame, sebbene anche qui ci sia una differenza abissale con i risultati ottenuti da Basesco: l'oro artificiale è ricavato da un metallo come il rame, che viene bombardato con plasma di argon ad alta energia per alterarne la struttura elettronica in modo da abbassarne la reattività, ed è così indotto quindi ad assumere certi comportamenti fisico-chimici dei metalli nobili come oro e argento. Protoni e neutroni del nucleo non vengono alterati, e gli atomi restano atomi di rame.

Per portare avanti la faccenda dell'oro sintetico, il fumetto mette in scena un "esperto di metalli" che riesce a identificare in pochissimo tempo la natura di oro purissimo dei lingotti "magici", e non reagisce a questo evento lanciando allarmi alla comunità  internazionale, neppure considerando le implicazioni scientifiche, economiche, legali, industriali, politiche e via elencando.
E i frigi dell'ottavo secolo avanti Cristo riescono a distinguere metalli vili e metalli nobili a una semplice occhiata.
Ma, arrivati a questo livello di pressapochismo, cosa mai ci può più stupire?

Ci fossero almeno state due scarne paginette in cui Martin Mystère sottolinea l'impossibilità fisica delle esagerate trasmutazioni mostrate nella storia, elencando i punti deboli  i limiti pratici della teoria della Trasmutazione LENR, corredate poi di apposita risposta dello scienziato "malvagio" e visionari di turno che gli spiega di aver imbrigliato e sfruttato forze metafisiche che stravolgono le leggi della fisica eccetera, relegando tutto nel reame del fantastico plausibile e salvando la sospensione dell'incredulità con la solita conclusione per cui "è una cosa che accade solo nell'universo mysteriano, dove agiscono forze invisibili".

Ci fosse stato almeno un plagio dei documentari di Kurzgesagt. Ma sarebbe bastato anche porre la domanda su Quora.

Invece, nulla.

Finora abbiamo elencato ciò che il fumetto non contiene, oppure ciò che passa per la testa del lettore allibito, mentre la storia si dipana nelle sue grossolane convulsioni narrative.
Quello che invece è effettivamente presente nell'albo è l'altra faccia della succitata triste struttura seriale: una noiosa e prolungata farcitura narrativa di tergiversazione a colpi di rapimenti, elenchi di elenchi, ricatti e ricattati, tossici svagati che non servono a nulla e poi muoiono, imprenditori spregiudicati che cospirano con tempi di attesa geologici, scene d'azione dozzinali e implausibili, inseguimenti tutti uguali, personaggi in preda a crisi emotive risibili, microfoni nascosti, segnalatori inutili, riepiloghi di riassunti di manovre commerciali di natura bibliofila atte a riempire qualche altra dozzina di pagine senza che si debba articolare una trama o divulgare quella fastidiosa conoscenza da approfondimento dei temi reali. E' il repertorio da manuale della cortina fumogena per confondere le idee del lettore sul nulla di fondo di gran parte della storia, e tirare le 158 pagine obbligatorie senza mai sviluppare o argomentare le deboli intuizioni mysteriose a margine di questo ennesimo tentativo di imitazione dei polpettoni cinematografici hollywoodiani per il pubblico meno esigente.

Negativamente sbalorditiva è la sequenza in cui il cattivo impicca un povero bibliofilo per simulare un suicidio, dopo avergli legato i polsi per impedirgli di liberarsi. Come tutti sanno, il risultante cadavere presenterebbe abrasioni o lividi sui polsi che porterebbero immediatamente le forze dell'ordine sulla pista dell'omicidio. Lo sceneggiatore si premura di far dire al cattivo che slegherà i polsi alla vittima, ma ciò non ha alcun senso: se lo facesse prima di ucciderlo, la vittima si libererebbe; se lo facesse dopo, i suddetti segni rivelatori farebbero la loro comparsa. Non stupisce quindi che questa scena gratuita e mal scritta non abbia alcuna conseguenza nel resto della storia, sebbene le premesse della sua realizzazione indichino invece necessariamente il contrario.

Tra le perle dell'insipienza narrativa, trionfano le battute di chiusura della scena a pagina 36, con Diana che impiega ben due vignette per dire "Martin, sei incredibile." e subito dopo addirittura "Saresti capace di farlo sul serio". In due intere vignette. Dove non succede altro. Come nelle peggiori telenovelas recitate a braccio degli anni 1980.

Ma la palma della spudoratezza va alla sequenza in cui Martin spiega che le "carte" che avvolgono i libri antichi sono il ritrovamento veramente interessante, pur precisando poi che si tratta di noiosissime ricevute per l'acquisto di insignificanti libri antichi, effettuato decenni fa dalla Marina statunitense: una transazione atipica, ma priva di qualunque fascino, resocontata tramite aride scartoffie tutte uguali.
Ancora una volta, è Diana (la stessa Diana ormai perennemente annoiata dagli interessi del marito e sempre impegnata a sbertucciarlo) a fare la figura della demente, affermando che da queste scartoffie emergerebbe sicuramente una storia interessante, quando sia lei che Martin si sono appena annoiati a morte insieme al lettore nel descrivere questa pletora di sterili fatture da cui non scaturisce un solo indizio significativo. (Si tratta del tipico trucco degli autori disperati: costringere tutti i personaggi in scena a ripetere un concetto palesemente falso per convincere i lettori che le cose stanno davvero così; esemplare è l'analogo trattamento del personaggio di Lana Lang nel telefilm Smallville, artificiosamente elogiato dagli sceneggiatori per bocca dei personaggi, ma sempre pù sbeffeggiato dagli spettatori).

Il premio per la morale affrettata e reazionaria va invece alla sequenza in cui Martin sostiene che nei libri medievali sull'alchimia della "collezione privata" c'erano sicuramente riflessioni sui limiti che la scienza non deve superare. A parte il fatto dolorosamente ovvio che gli alchimisti si ponevano invece l'obiettivo nettamente opposto di andare oltre quei limiti, Martin Mystère si dimostra qui all'oscuro anche su una questione che lui stesso ci ha spiegato più volte in passato (quando era veramente il BVZM, e non la pallida imitazione dozzinale odierna): l'obiettivo della Grande Opera non è la banale ricchezza materiale derivante dalla creazione dell'oro, ma una crescita spirituale derivante da un percorso iniziatico di liberazione e purificazione spirituale.
Questo albo, che si conclude oscurantisticamente con il monito a lasciare "non scoperte" certe scoperte scientifiche, fa quindi strame, con buona pace di autori come  Vincenzo Beretta, del Martin che fu, quello che appunto auspicava per l'umanità un continuo percorso "alchemico" inteso come ricerca, esplorazione e crescita, libero da vincoli moralistici degli autonominatisi custodi della specie (gli Uomini in Nero, e ciò della società moderna che essi rappresentavano).

Re Mida usa uno dei Graal: l'origine della leggenda del tocco aureo
Forse per segnare qualche nuovo record, questo fumetto si dimostra due volte incompetente mentre è impegnato a trattare lo stesso argomento.
Dalla storica ed epica avventura La setta degli Assassini (Martin Mystère nn. 88-80-90), ecco qui a destra una vignetta che non solo parla della netta distinzione tra lo scopo materiale e quello spirituale della trasmutazione dei metalli  (della quale il Martin odierno, come dicevamo in precedenza, non sa alcunchè), ma ci mostra anche che Mida cercò e acquisì a sua volta il talento della trasmutazione materiale, dando vita all'effettiva leggenda sul suo tocco aureo (una leggenda che, dopo aver letto gli eventi del solo L'oro di re Mida, non avrebbe mai avuto alcun motivo per nascere).
Sarebbe bastato cestinare qualche tavola-spazzatura delle sequenze di azione o di chiacchiere fatue o di ripetizioni di concetti secondari già esposti fino alla nausea, per scrivere le poche tavole sufficienti a trasformare L'oro di re Mida in un dignitoso preludio a una grande storia, conferendogli così almeno un minimo di parvenza di utilità.

Come desolante mazzata finale, la rubrica mysteriosa in coda all'albo tratta proprio degli argomenti che avrebbero dovuto essere quanto meno esposti nel corpo del fumetto stesso: l'alchimia, la fusione nucleare, la fusione a freddo.
Coerentemente con il suo passato di autore, Alfredo Castelli sottolinea come l'accanimento mediatico contro la fusione a freddo possa essere nato da interessi economici. E' ovvio, dato che i mezzi di informazione hanno spesso nel loro consiglio d'amministrazione i rappresentanti di industrie di ogni genere, interessati a controllare l'opinione pubblica per orientarla contro scoperte e rivelazioni che li danneggerebbero finanziariamente: non è forse questa la tesi del misconosciuto capolavoro fumettistico di Castelli, Il mistero delle nuvole parlanti?
Paradossalmente, però, il ragionamento per cui l'accanimento della stampa può indicare la volontà di soffocare una verità scomoda per questioni economiche, in quanto la stampa è necessariamente controllata da privati il cui interesse primario è il profitto, potrebbe tragicamente funzionare anche a difesa di altri argomenti, come la demenziale teoria sull'utilizzo degli aerei per diffondere elusivi composti chimici (non che esistano composti "non chimici"), la cui esistenza sarebbe rivelata proprio dalle scie tracciate dagli aerei: in quel caso, però, l'albo di Martin Mystére n. 322, "Congiura nei cieli" respinse in toto tale vaneggiamento, senza mai chiedersi se l'accanimento dei mezzi d'informazione possa celare interessi occulti (com'è possibile che ogni tanto l'accanimento giornalistico sia scevro da ogni sospetto, e ogni tanto no? Chi lo decide?).
Ecco quindi un Martin Mystère che va da anti-capitalista a super-scettico a cospirazionista, a volte ragionando e a volte prendendo posizioni così fanatiche da perdere credibilità proprio per questo motivo.
Eppure, il dubbio sembra legittimo, nel caso in esame: non è forse storia recente, quella delle grandi aziende automobilistiche che con i loro dati fasulli sulle emissioni dei veicoli moderni, privilegiavano il profitto a danno di ambiente e salute? In quanti altri ambiti industriali succede esattamente la stessa cosa, senza che il cittadino medio sospetti nulla? Come si può credere che gli inceneritori di rifiuti producano "solo vapore acqueo", quando le altre scorie devono essere trattenute da costosi filtri, non certo onnicompresivi, e che magari sono stati certificati con la stessa logica degli scarichi delle automobili, e sui quali palesemente le aziende assegnatarie della gestione degli inceneritori andranno progressivamente a risparmiare, per aumentare i margini di profitto? Qualcuno si è documentato sullo scandalo, denunciato dall'ICIJ, dei dispositivi medici difettosi e con effetto fatale, certificati però con marchio CE da una azienda privata? E perchè non potrebbe davvero esserci qualcosa na dascondere anche nel caso degli aerei che con i loro scarichi alterano la composizione dell'atmosfera terrestre?
Ci troviamo così a leggere sull'illuminato Martin Mystère una rubrica che suggerisce che forse la fusione a freddo può essere stata vittima di  una cospirazione occulta, mentre il fumetto non fa una piega davanti a un processo alchemico (!) che a partire da una massa e un'energia macroscopicamente irrisorie riesce a fondere atomi per creare elementi di numero atomico superiore al ferro: alla faccia delle bufale e della corretta divulgazione scientifica.

Nel dipartimento artistico, dalla grafica oscillante tra il decente e il tirato via, sorvolando sul quelle che sembrano correzioni redazionali (o almeno ci auguriamo che siano tali), spiccano lo sgradevole ricorso alle facce di attori celebri, da Bruce Willis a Brad Pitt in Troy, e la generosa distribuzione di comparse femminili sistematicamente pettorute, come nel fanservice dell'animazione giapponese. Per il resto, l'arte resta impressa per la forte eco delle facce di Giancarlo Alessandrini e Lucio Filippucci, i riflessi della cronica carenza prospettica e documentativa di Giovanni Romanini, e la comparsa di fisionomie sghembe e mutevoli a seconda dell'inquadratura e dell'umore del momento.

lunedì 24 dicembre 2018

"Il Grande Padre della Sardegna" in PDF

Get a Life! presenta l'edizione in PDF della seconda parte dei Mysteri Italiani dell'isola di Sardegna.

Scaricabile gratuitamente a questo link, può essere anche sfogliata online, su Issuu.com:

   

La Grande Madre è andata distrutta e i Giganti di Mont'e Prama non possono riattivarsi senza cadere vittime della follia, ma la minaccia delle Unità Androidi del perduto continente di Mu è stata sventata dalla morte di Unità 221.
La Guerra Senza Tempo si è finalmente conclusa.

Oppure no?

Una nuova forma di Unità Muviana emerge dal fondale del mare Mediterraneo, e con Martin Mystère impegnato altrove, a proteggere la Sardegna restano solo gli inconsapevoli Salvo e Sabina, il carabiniere e l'archeologa che già avevano affrontato il Gigante di Mont'e Prama.

Ma in che modo questi fragili esseri umani potranno ottenere il soccorso del genius loci ancestrale, quel Sardus Pater citato da Pausania e Tolomeo?
E quale prezzo deve essere pagato per il risveglio del Sacro Guerriero?

Nei contenuti aggiuntivi di questa edizione:
- gli studi per i personaggi;
- le note di continuità, le citazioni, la letteratura alla base dell'universo mysteriano.

In queste storie si parla di: La donna immortale (Martin Mystere nn. 79-80), Rapa Nui! (Martin Mystere nn. 42-43)La vera storia del capitano Nemo (Martin Mystere nn. 69-70-71)Il mistero del nuraghe (Martin Mystere nn. 34-35)L'ombra di Za-Te-Nay (Martin Mystère n. 355)Roncisvalle (Martin Mystere nn. 94-95-96)

Tutte le storie a questo indirizzo: Indice della serie Get A Life (comprende link alle versioni PDF per il download diretto).