giovedì 16 settembre 2021

L'impossibile copertina di Martin Mystère n. 374 BIS - "Ritorno senza fine"

Copertina di Martin Mystère n. 374 bis

La copertina dell'ipotetico Martin Mystère n. 353 bis riguarda un albo che, se fosse esistito, sarebbe uscito nel 2021.

Dopo la copertina-omaggio di Martin Mystère n. 9 bis, ecco quella di un immaginario Martin Mystère n. 374 bis, che anche questa volta è un ipotetico Bis numerato in maniera mirata.
In Martin Mystère n. 374 (Il ritorno della Dea), infatti, il famigerato Teschio di Cristallo ritorna in scena, riunendosi al proprio corpo, e affronta la furia della stessa donna che lo ha evocato, la sventurata Zulma. Ma quale sia l'origine dello Scheletro di Cristallo, e chi sia la Dea del titolo, non viene mai rivelato.
Ulteriori misteri erano rimasti irrisolti nella prima parte di questa vicenda, Martin Mystère n. 373 (Incubi!): le incredibili coincidenze della morte del sosia di Java, delle manipolazioni di Mister Jinx, dell'incarcerazione di Martin e via dicendo.
Con Ritorno senza fine, Get a Life! risponde a tutti questi enigmi in maniera organica e unificata: la causa, l'effetto e l'agente di questo grande mistero, infatti, sono uno solo, e spetta a Cristaldo, Drusilla e Iperuranio l'onore di rivelare ogni risposta, intessendo una narrazione che parte dalla distruzione di Atlantide e dai memorabili eventi di Get a Life! n. 1 (Il segreto del Teschio di Cristallo).
Ebbene sì, proprio mentre Martin Mystère cambia veste editoriale e si rinnova nel segno della tradizione, anche il nostro fumetto chiude il cerchio riallacciandosi alle sue stesse origini.

Nella ricostruzione della copertina Mysteriana, oltre al logo "bimestrale" (inaugurato nel 2005) de "I grandi enigmi di Martin Mystère, detective dell'impossibile", al triangolino giallo "BIS!" e al rettangolo nero del titolo, proponiamo anche la costina laterale con grafica e cromia corrispondenti.

domenica 5 settembre 2021

Get a Life! n. 61 in PDF - Ritorno senza fine (alias Martin Mystère n. 374 BIS)

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère,
presenta:

Ritorno senza fine
(alias Martin Mystère n. 374 bis)  
In alternativa, scarica il PDF da DocDroid.

In un nuovo PDF, con 6 pagine di fumetto inedito e quattro di Universo Mysteriano, si svelano i segreti de Il ritorno della Dea, dello Scheletro di Cristallo e di Incubi!.

In un altro luogo, venerato da tutti i fan di Martin Mystère, si incontrano tre entità dal grande potere: l'Iperuranio, Drusilla e Cristaldo.
E' l'inizio di una barzelletta oppure la cronaca della genesi degli Scheletri di Cristallo, che va dall'epoca di Atlantide alle barbarie dei regni mesoamericani precolombiani e si spinge fino alla modernità del mystero della morte di Java e della sconfitta dello Scheletro?

Conoscendo Cristaldo, la risposta non può che essere: entrambe.

Ebbene sì: è il momento di rivelare incredibili segreti ancestrali, radicati nella più antica mitologia mysteriana, tanto che se ne parlava già nei primi dodici albi della sua serie, ma nessun lettore se n'è mai accorto! 

In più: la rubrica Universo Mysteriano fa luce sui veri significati della doppia storia che chiude l'epoca della bimestralità della serie regolare, e risponde a tutte le domande che vi hanno fatto impazzire. Dopo averla letta, capirete finalmente che non avevate capito nulla.

In queste storie si parla di: Incubi! (Martin Mystère n. 373), Il ritorno della dea (Martin Mystère n. 374)Il teschio del destino (Martin Mystère nn. 11-12), L'uomo programmato (Martin Mystère nn. 123-124)I sentieri del destino (Martin Mystère n. 185), I padroni del caos (Martin Mystère n. 255).

mercoledì 1 settembre 2021

[Recensione] Martin Mystère: "Gli eroi di Troia" (ANAFI)

Martin Mystère: "Gli eroi di Troia"
Storia di Sauro Pennacchioli
Matite di Roberto Revello
Chine di autori vari
Pubblicato da ANAFI nel novembre 2015

Come spiega abbondamente Alfredo Castelli nella dettagliata prefazione a questo volume (prefazione da cui giungono quasi tutte le notizie presenti in questa recensione), Gli eroi di Troia è un episodio della serie di Martin Mystère che fu realizzato nel 1987, ma la cui pubblicazione fu rinviata per vari motivi editoriali fino al punto in cui il fumetto divenne incongruente con le evoluzioni della serie regolare e fu quindi messo definitivamente nel cassetto.
Ma con Alfredo Castelli, l'avverbio mai fatica a imporsi, ed ecco quindi che (dopo il progetto abortito Dagli Archivi Bonelli), Gli eroi di Troia vede la luce grazie ai tipi dell'ANAFI.
Per l'appassionato mysteriano, la vicenda è degna di nota per numerosi aspetti, che descriveremo di seguito senza un ordine particolare (se non quello della comparsa degli stessi nella storia).

Il 1987 è un anno in cui Martin Mystère porta in edicola i temi e gli stili più disparati: si va dall'umoristica vicenda dei Fantasmi a Manhattan, disegnata da un Alessandrini molto "vecchio stile" alla titanica operazione di fanta-storia del Capitano Nemo con le sue rivelazioni sulla Guerra Senza Tempo dell'epoca Atlantideo-Muviana, passando per la colossale comparsa di Agarthi e l'importantissima svolta psicologico-caratteriale dell'Operazione Dorian Gray (che pur non rinnegando alcunchè delle vicende pregresse, aggiunge una nuova e fondamentale dimensione umana al protagonista).
Analogamente a quest'ultima storia (ma non si sa se in accordo con la redazione, perchè la prefazione bis di Pennacchioli non ne fa menzione), la scrittura coeva de Gli eroi di Troia contiene due rilevanti tentativi di approfondimento per Java e Diana Lombard, come Castelli sottolinea nella propria prefazione: Java dimostra per la prima volta che anche lui sa amare profondamente (senza per questo rinunciare a essere un donnaiolo), e si ritrova infine a vivere un tragico dolore quando la sua donna viene uccisa davanti a lui; Diana, invece, evolve il suo rapporto con Martin, sia perchè impara a liquidare con ironia e sicurezza le potenziali minacce delle sue belle clienti, sia perchè si ritrova a considerare le profferte amorose del comprensivo Jerry, un suo collega assistente sociale  (anticipando quindi di anni l'evento de La vita segreta di Diana Lombard).
Gli eroi di Troia è ambientato nel 1989 (anno della sua progettata pubblicazione), durante il quale la serie di Martin Mystère fu dominata dal grandioso segreto dei Templari, ma anche caratterizzata da contrasti tra le vette grafiche raggiunte da Corrado Roi e da Pino Rinaldi e, all'opposto, le prove poco felici di Cimpellin e Cassaro: chissà se le deboli matite di Revello, realizzate imitando malamente lo stile prima maniera di Alessandrini e inchiostrate da almeno due mani (di cui una "tirata via" come le matite, e l'altra che invece compì uno sforzo assai maggiore per dare consistenza alle scarse matite in questione) avrebbero stonato o meno.
Forse, però, a stridere maggiormente sarebbero stati i modismi un po' datati della storia, come quelli sottolineati dalla prefazione di Castelli (Martin Mystère in questo albo fuma da mattina a sera; durante le zuffe non si fa scrupoli a tentare di infilzare la testa di un avversario con un machete; tutte le donne cercano di saltargli addosso; i colpi di fortuna dei protagonisti sono giganteschi), ma anche i modi piuttosto goffi con cui l'autore introduce tematiche progressiste (la sequenza della donna pilota di elicottero, condita da dialoghi didascalici che mettono un po' in imbarazzo il lettore smaliziato).
Anche la costruzione e la risoluzione del mystero fanta-storico in salsa atlantidea sarebbero probabilmente risultate antiquati già allora, o almeno in ritardo sulle evoluzioni di altre storie coeve: in contrasto, per esempio, con vicende come l'incombente storia di Orlando il paladino del 1990, o gli uomini delle nevi marziano-atlantidei del 1989, ma anche la già citata vicenda Muviana del 1987, Gli eroi di Troia evita infatti di scendere troppo nei dettagli della componente storica "impossibile", e lascia quini perplessi e insoddisfatti, per via dei molti interrogativi senza risposta e dei passaggi privi di logica apparente.
Il fulcro del mystero sta nel fatto che questo fumetto sposta l'intera vicenda della Guerra di Troia in un'altra zona della Turchia, e in un'epoca molto più remota (diecimila anni fa), trasformandola molto sbrigativamente in un conflitto risalente agli anni sucessivi alla catastrofe atlantideo-muviana. Usando veicoli a metà strada tra vascelli e velivoli, un gruppo d'elite di superstiti atlantidei fondò una cittadella fortificata (viene detto che si trattava di scienziati, ma chiaramente erano ingegneri) e per anni resistette agli assalti di altri gruppi di superstiti, ormai imbarbaritisi (sulla falsariga di quanto visto nella vera storia degli Uomini in Nero), finchè questi ultimi non catturarono uno dei vascelli/velivoli pre-catastrofe e lo usarono per mettere in atto il celebre inganno del "cavallo" di Troia. Distrutta la cittadella, i pochi abitanti sopravvissuti fuggirono altrove nel mondo, dando vita al mito di Enea (con ottomila anni di anticipo) e persino a quello del mesoamericano Kukulkan.
Martin Mystère apprende questa vicenda, per sommi capi, prima da una vecchia amerinda che gli ha salvato la vita nel 1974 in Belize (allora Honduras Britannico), poi da una versione inedita dell'Iliade recuperata in un monastero greco, e infine dalle registrazioni dei macchinari di un laboratorio sotterraneo della vera Troia, sopravvissuto alla distruzione di millenni fa e ancora funzionante. L'intenzione della sceneggiatura è quella di svelare progressivamente il mistero, attraversando le nebbie del fiabesco mito orale e della letteratura antica, con le sue rielaborazioni contraddittorie, per giungere alla luce della verità scientifica che era stata offuscata da dette nebbie. Il risultato, però, non è all'altezza delle aspettative, in quanto produce un resoconto della vera storia che suona più implausibile del mito stesso. Martin scopre il suddetto laboratorio per puro caso, cadendo in mare dopo essere stato ferito mortalmente da un mitragliatore; il laboratorio "sotterraneo", sprofondato nel Mediterraneo (con tutti i resti della città, che però sono scomparsi) in seguito a un fenomeno di bradisismo, sopravvisse all'immersione e si adattò spontaneamente, a tal punto da avere i mezzi e la volontà per rilevare e recuperare il corpo di Martin e guarirne le ferite. Se già questo smisurato colpo di fortuna lascia il lettore scettico, non va meglio quando ci si rende conto che il laboratorio fu abbandonato con la distruzione di Troia (a cui scampò comunque illeso, non si sa come), ma nonostante ciò nelle sue banche dati sono presenti informazioni dettagliate sul destino dei suoi proprietari (chi le ha registrate?), i quali fuggirono in fretta e furia (con che mezzi? E a che scopo, se tanto c'erano solo gruppi di barbari ovunque nel mondo?), pur sapendo di lasciarsi alle spalle un laboratorio che sarebbe sopravvissuto per millenni, senza che alcun invasore riuscisse a espugnarlo. Autosufficiente com'è (grazie al fatto di non aver mai concesso l'accesso a nessuno, ferito o meno), questo laboratorio raccoglie Martin e lo risana, per motivi inspiegabili, e così facendo causa la propria distruzione, perchè nonostante la sua sbalorditiva efficienza (era un laboratorio "sotterraneo", costruito per fare non si sa bene cosa, ma si è autonomamente trasformato in una base sottomarina, capace di fare qualunque cosa, e si tratta per di più di un prodotto post-catastrofe), a Martin basta strappare due fragilissimi cavi a caso per causare un cortocircuito generale. Oltre al mistero irrisolto degi scopi e della natura di questo laboratorio così versatile e resistente, eppure così vulnerabile, nulla si apprende sui dettagli dell'inganno del "cavallo". Sarebbe stato interessante capire da dove potesse provenire tale vascello (esistevano altre istallazioni analoghe di sopravvissuti? C'era un traffico aereo tale da giustificare il pilota in stato confusionale e la credulità dei Troiani?); in che modo i barbari lo sequestrarono; perchè avrebbe potuto trasportare un carico di valore (da dove sarebbe venuto? Da qualche magazzino fortificato?); e perchè i Troiani non verificarono subito il contenuto delle casse, dopo il suo atterraggio. Nonostante la farraginosità di questa non-ricostruzione, vale comunque la pena di notare che, nel 2017, un archeologo ha sostenuto che il "cavallo" (Hippos) di Troia era in realtà una nave fenicia che portava lo stesso nome.
La prefazione di Alfredo Castelli ha quindi la scusa per soffermarsi (di nuovo) su quella che era una caratteristica del Martin Mystère dei primissimi anni: ricostruzioni ingenue e sommarie della storia perduta di Atlantide e Mu, con trovate piene di entusiasmo, ma che "facevano acqua da tutte le parti", e soluzioni sbrigative e a effetto. Non che, per esempio, il recente Martin Mystère n. 350 sia stato tanto diverso, ma di certo è ciò che accade proprio col mistero archeologico de Gli eroi di Troia, che si dimostra potenzialmente accattivante, ma lascia anche abbastanza insoddisfatti in termini di consistenza della risoluzione e quantità di domande senza risposta. Dispiace quindi che questa storia non sia stata pubblicata, perchè la volontà di Castelli di porre rimedio a questo genere di falle narrative (almeno in quell'epoca) ha partorito nel corso degli anni alcuni capolavori mysteriani: le idee infatti, per quanto poco originali (si tratta del solito mito che viene sommariamente ricondotto a un'origine razionale), ci sono, e molti elementi atlantideo-muviani meriterebbero un approfondimento, soprattutto alla luce degli sviluppi narrativi intervenuti in seguito; lo stesso vale per tutta l'epopea omerica (è un po' difficile accettare che si liquidi così sbrigativamente la narrazione che ruota intorno alla guerra di Troia, soprattutto dopo aver appurato che gli dei Greci esistono, e sapendo che anche qui è presente almeno una Lancia leggendaria; a rincarare la dose, c'è il fatto che, nonostante la letteratura omerica contempli una pletora di "eroi di Troia", nel fumetto a loro intitolato si vede a malapena l'ombra di un paio di essi). Di certo, nella serie regolare di Martin Mystère sono state pubblicate senza problemi anche storie molto più squinternate (dalla vicenda di Jonathan Swift a quella della Piramide Nera).
La volontà di ricatturare lo stile delle prime storie è palese sin dal lungo e avventurosissimo flashback di apertura, ambientato nel 1974 e ricco di riferimenti di continuità: Martin cita le proprie esperienze di giramondo del 1973 (vedi biografia); torna in scena l'archeologo Juan Carrillo (ucciso da Orloff in Martin Mystère n.2); l'azione si svolge nello stato che diverrà il Belize; (anche il successivo ritrovamento di una versione dell'Iliade in un monastero greco sembra alludere agli inizi della serie); purtroppo nessuno si ricorda che nel 1974 Martin dovrebbe essere in una certa lamasseria in Tibet, per cui fingiamo che l'azione si svolga nel 1975 o nell'ultima settimana del 1974. Nonostante questo ritorno alle origini (che non erano certo lontane, all'epoca), la narrazione si distingue da quella di Alfredo Castelli per via del linguaggio meno elaborato e del taglio televisivo, evidenziato soprattutto dalle transizioni di scena e dall'assenza di didascalie. Anche la volontà di rendere Diana protagonista, dando un'ampio spazio alle sue avventure di assistente sociale tra i diseredati di New York, riporta alla memoria la struttura di certi telefilm dell'epoca (il paragone immediato è col telefilm Beauty And the Beast del 1987): paradossalmente, questa sequenza sociale, con una lunga digressione sulla nascita e la diffusione dell'eroina, è molto più dettagliata e articolata del versante fanta-storico di questo fumetto. Per una curiosa simmetria, questa sottotrama si risolve con uno dei personaggi che va vicinissimo alla morte (imbottito dagli spacciatori di eroina non tagliata), ma si salva in modo quasi prodigioso, del tutto simile all'intervento da deus ex machina del laboratorio atlantideo che raccatta il morente Mystère e lo rattoppa senza motivo. In questa sequenza sociale trova spazio anche un altro momento difficile da digerire (ma non sappiamo se definirlo anche implausibile) e cioè Diana Lombard che, fuori scena, malmena una giovane nera per farle confessare il nome dello spacciatore che ha fornito l'eroina letale al fidanzato della sua coinquilina: sebbene la violenza non si veda, il livido sull'occhio della donna, divenuta totalmente remissiva e obbediente, dopo che Diana si è chiusa in una stanza con lei, parla da sè: non possiamo fare a meno di chiederci se la Diana Lombard che conosciamo sia la stessa "Punitrice" che vediamo in questo fumetto. Nell'intreccio complessivo che, alla fine, fa collimare le due vicende, c'è spazio anche per un gruppetto di finti Uomini In Nero, usati per ingannare Martin e per innescare la drammatica sottotrama di Java.
La prefazione di Alfredo Castelli spiega che alla storia sono state apportate modifiche, sia per gli effetti sonori (quelli originali di Penacchioli sono stati definiti "lovecraftiani"), sia per la narrazione stessa: Castelli riferisce di aver dato più "circolarità" alla vicenda e invita a non incolpare quindi Pennacchioli per le cose "brutte" della storia, ma non fornisce dettagli sui cambiamenti apportati. Dal canto suo, la prefazione bis di Pennacchioli non ci è di aiuto, poichè l'autore dichiara di non ricordarsi di aver mai scritto questa storia, e quindi parla d'altro, rievocando i propri lavori da edicola (tra cui Cucador e Masters of the Universe, sebbene in realtà Pennacchioli abbia sceneggiato la serie Bravestarr per la rivista Mondatori Masters e il Team dell'Avventura), le esperienze in Bonelli e i suoi ricordi delle famigerate alterazioni subite da alcune sue storie per Martin Mystère (quella dell'Olandese Volante e la seconda di quelle basate sull'universo mutante Marvel).
In chiusura dell'albo, due articoli della redazione di ANAFI ripercorrono la carriera di Alfredo Castelli e di Roberto Revello, mescolando informazioni interessanti a momenti che suonano piuttosto autoreferenziali, con nomi e allusioni che probabilmente risulteranno comprensibili ai soli soci fodatori di ANAFI.

sabato 21 agosto 2021

[Recensione] Le Tops Stories: L'ultimo diario

Con Topolino n. 3428I Classici Disney n. 254, il maestro Giorgio Pezzin torna a sceneggiare fumetti di Walt Disney, dopo più di quindici anni di sciagurato allontanamento voluto da una redazione che probabilmente credeva che per "rinnovare" le testate Disney bastasse cambiare l'età dei suoi sceneggiatori.

Giorgio Pezzin, scrittore prolifico e poliedrico, ha inventato non solo numerose saghe di successo, come C'era una volta... in America e La Macchina del Tempo e I signori della galassia, ma anche un modo di scrivere il fumetto Disney che è diventato un genere codificato, dando vita a storie senza tempo che vengono ancora oggi emulate e continueranno a esserlo finchè ci sarà la voglia di leggere un fumtto d'avventura contemporaneamente divertente e intelligente, popolare e colto, satirico e meditato.

Ingegnere dagli interessi poliedrici e dalla spiccata propensione per la speculazione scientifica e razionale, Pezzin ha trasfuso i suoi interessi e la sua immaginazione nelle avventure di Paperon de Paperoni e di Topolino, in storie "contemporanee" in cui all'avventura più immaginifica si fondono la satira e la letteratura d'anticipazione (esempio strafamoso è la sua Rivoluzione elettronica del 1983, che anticipa la digitalizzazione odierna, scendendo in dettagli che solo la mente di un futurologo dotato di ferrea logica e intelligenza avrebbe potuto ipotizzare). Incapace di porsi limiti, Pezzin ha continuato a meditare e speculare su scienza, storia, fisica, chimica e persino filosofia, sorprendendo con la genuinità delle sue trovate e delle sue visioni, nonchè la forza delle sue sceneggiature (ottimamente in sintonia con i più grandi artisti Disney italiani) e lo spirito vigoroso e urticante dei suoi peculiari dialoghi.

Una delle serie create da Pezzin, con la collaborazione del'artista Massimo De Vita, e che finora non abbiamo nominato, è l'oggetto di questa recensione. Si tratta de Le Tops Stories, a cui è stato dedicato un interno numero della rinnovata collana I Classici Disney.

Giorgio Pezzin in persona ha selezionato le quattro storie da ristampare in questo volume, le ha integrate con un racconto inedito di solo testo (cosa mai vista prima nelle pubblicazioni Disney, ma che recentemente è diventata una caratteristica di Martin Mystère) e le ha raccordate con le pagine di fumetto de L'ultimo diario, come si usa fare nei Classici per amalgamare il tutto in un unico "romanzo grafico".

Le Tops Stories raccontano le vicende di un antenato di Topolino, e sono ambientate negli anni 1930: l'eccentrico industriale ed esploratore britannico Top De Tops, baronetto e Lord della Camera, dedica la sua vita a indagare sugli enigmi e i mysteri più bizzarri del mondo, imbarcandosi in avventure che lo portano dal Sudamerica al Polo Nord, da Stonehenge al Medio Oriente e all'Oceano Pacifico, scoprendo i resti di continenti perduti, macchine impossibili, manufatti mistici, retaggi alieni e qualunque altra diavoleria tecno-magica si possa concepire. De Tops resoconta i propri viaggi in diari che il suo discendente Topolino riceve in eredità e legge con incredula avidità, a volte spingendosi a indagare a di persona per verificare l'attendibilità dell'antenato, e scoprendo ancora più interrogativi di quelli che i diari hanno lasciato mysteriosamente irrisolti.

E' impossibile che un appassionato di Martin Mystère non riconosca il parallelismo con i diari del Docteur Mystère (creato nel 1998, mentre Le Tops Stories esordiscono nel 1999 con La pietra di Sbilenque), ma le somiglianze non finiscono certo qui, come dimostrano le quattro storie raccolte in questo imperdibile volume.

- Lo spirito di Piguazul, con divinità ancestrali della natura in opposizione all'avvelenamento planetario causato dall'industria dell'essere umano (come nel mysteriano L'oceano dei veleni);

- Lo scudo di Thor con una spedizione polare sulle tracce di un manufatto mitologico dagli incredibili poteri, nato da un oggetto giunto dalle stelle (inutile esplicitare il riferimento mysteriano);

- La grotta di Re Artù con Avalon, il leggendario luogo in cui riposano i cavalieri della Tavola Rotonda, in attesa di essere chiamati di nuovo a difendere il Regno Unito;

- La rivincita degli Highlander con la genesi aliena di Stonehenge e i monoliti pensati per incanalare le energie del ottosuolo;

- e infine, il racconto di solo testo, La fonte della giovinezza, disponibile su Topolino n. 3428 nel più tradizionale formato a fumetti: anche in questo caso, citare l'equivalente mysteriano della vicenda è letteralmente inutile. 

L'ultima storia dell'elenco, rimasta inedita per anni, incarna potenzialmente anche l'ultimo diario di Top De Tops, dato che ne narra persino la morte e mostra la sua tomba (cosa inaudita per la censura preventiva Disney che vieta ferocemente certi argomenti), e Giorgio Pezzin la utilizza non solo come commiato del personaggio (e metafora di se stesso?), ma anche per porre ai lettori quesiti sul libero arbitrio e sul significato della vita, tirando quindi le fila non solo dei temi mysteriosi delle Stories, ma anche del sottotesto più adulto che da sempre le accompagna.

Per un ulteriore approfondimento di queste storie, riguardo ai contenuti e alle fortissime affinità mysteriane concettuali (ma non di sviluppo narrativo), vi rimandiamo ai link di Inducks.org riportati qui sopra dove si possono leggere le schede critiche scritte dai lettori, nella sezione dei "voti" delle storie.

Per un'analisi davvero puntuale de La fonte della giovinezza, invece, vi rimandiamo all'articolo comparso su Papersera.net.

venerdì 20 agosto 2021

[Recensione] Martin Mystère nn. 377-378 - "Il potere del Falco" (3) & (4)

La statuetta di Bastet entra in scena
Martin Mystère n. 377 (mensile)
"Il potere del falco" (3)
Pubblicato nel luglio 2021 da Sergio Bonelli Editore 

Martin Mystère n. 378 (mensile)
"Il potere del falco" (4)
Pubblicato nell'agosto 2021 da Sergio Bonelli Editore

Storia di Carlo A. Cappi

Nel capitolo di luglio della saga della statuetta del Falcone Maltese, l'azione si svolge a New York, nel Greenwich Village: Cappi riprende la passione di Martin Mystère per le "anticaglie" e lo invia a rovistare nel Pulp Bros - Book-N-Things, un negozio di Bleecker Street (la stessa strada dove abita il Dottor Strange della Marvel), dove ha luogo una letterale festa delle citazioni pulp, un delizioso gioco di rimandi e allusioni che il vero lettore mysteriano si diverte a riconoscere subito o identificare con opportune ricerche. L'obiettivo di Martin è in realtà un capriccio analogo al blocco di diapositive delle vacanze della famiglia Morgan (quello che acquistò agli inizi della sua serie regolare): la collezione completa della (fittizia) rivista popolare Dark Desk (1937-1942), contenente non racconti, ma interviste e articoli su presunti segreti e retroscena della narrativa popolare in questione. Oltre alla citazione più famosa (un articolo di G.L. Bonelli su Kit Carson, ancora in vita nel 1913), un numero della rivista contiene anche rivelazioni cruciali sulla vera storia del Falcone Maltese, innescando così la sequenza di indagine e azione in cui Martin Mystère deve recuperare il fascicolo, sottratto da un Uomo In Nero, tale Walter Jackson. Con la solita creatività, Cappi non solo ci fornisce il punto di vista dell'UiN (cosa assai rara nei fumetti della serie regolare), ma allestisce anche un confronto credibile tra "eroe" e "cattivo", con una risoluzione logica, elegante e gustosamente ragionata (e c'è anche Java, finalmente).
L'indizio per la collocazione cronologica del capitolo è dato dal riferimento allo speciale del programma Mystere's Mysteries sull'Uomo Falena, prodotto "tre anni prima": tale speciale è connesso al romanzo La guerra nel buio, di Cappi stesso, ambientato nel 1988: di conseguenza, l'azione del racconto si colloca nel 1991. I Pulp Bros inoltre menzionano una Demo Reel di un un giovane regista, tale Quentin Tarantino, con un personaggio di nome Pink: il film in questione, che i personaggi del racconto non conoscono perchè non è ancora uscito nelle sale è Le Iene (1992). Martin ripensa anche al caso de La donna leopardo, altro romanzo di Cappi ambientato nei tardi anni 1980.

Il capitolo di agosto, che nelle anteprime prometteva un Martin come non l'avevamo mai visto, è ambientato nello Zaire e ha in effetti la peculiarità di svolgersi prima del n. 1 della serie regolare, oltre che di far vivere a Martin un'esperienza tragica con Leontine, una sventurata ragazza zairese le cui illusioni di libertà vanno orribilmente in frantumi. Martin usa il Murchadna, con la naturalezza che gli era propria in quell'epoca, ma deve fare i conti con la dura realtà, in cui neppure quest'arma prodigiosa può risolvere i sanguinosi problemi delle guerre civili africane. Oltre all'analisi storico-socio-politica dello Zaire, con i suoi orrori (come l'eccidio voluto da Re Leopoldo II), questo capitolo cita anche la comparsa del virus Ebola, collocando con precisione la vicenda nel 1976; si menziona inoltre l'arresto di Martin in Cile nel 1973, avvenuto "tre anni prima", con relativa schedatura di Martin da parte della CIA (che all'epoca favorì il colpo di stato cileno).
Così come il tono duro della vicenda, anche questi elementi storici sono filologicamente fondamentali per un autore che voglia sceneggiare in modo corretto il Martin impegnato delle origini. Purtroppo, però, Cappi esagera e compie un mezzo passo falso, mettendo nelle mani della ragazza zairese un libro scritto da Martin Mystère: è un errore, dato che la sua prima opera letteraria, Mystère's Mysteries of the Past, è del 1978. Volendo, si può ipotizzare che Martin abbia scritto un'opera prima di cui poi si vergognò (come tanti autori che esordiscono con uno pseudonimo e in seguito, trovata la strada giusta, rinnegano quei tentativi), forse per il sensazionalismo e l'ingenuità, decidendo di non darla alle stampe, ma un qualche editore senza scrupoli ne produsse un'edizione pirata che fu distribuita e poi fatta ritirare e distruggere dallo stesso Martin: forse il volume non vendette molto, ma uno statunitense ne acquistò una copia e la lasciò all'albergo Chat Noir di Yandongi, Zaire (come afferma Leontine). Una spiegazione più dettagliata, che fornisce anche il titolo del libro, può essere letta qui: Extraordinary Historical Discoveries - Believe it or not, the true history of the world that they don't want us to know.
Dov'è la statua del Falco, in questo capitolo? Non c'è, ma in compenso compare una statuetta felina della dea Bastet (o Sekhmet?), con potere di elargire visioni del futuro a certe persone: Andrea Cappi aveva già annunciato, in un post su Facebook, che non ci sarebbe stata una sola statuetta in questa vicenda.

Recensione delle storie a fumetti di MM nn. 377-378: "Il vampiro di Vienna" & "Gli Uomini in Rosso".

mercoledì 18 agosto 2021

[Recensione] Martin Mystère n. 377 "Il vampiro di Vienna" e n. 378 "Gli Uomini in Rosso (Dopo mezzanotte)"

copertina di Martin Mystère n. 377

Martin Mystère n. 377 (mensile)
"Il vampiro di Vienna"
Pubblicato nel luglio 2021 da Sergio Bonelli Editore 

Martin Mystère n. 378 (mensile)
"Gli Uomini In Rosso (Dopo mezzanotte)"
Pubblicato nell'agosto 2021 da Sergio Bonelli Editore
 
Storia: Davide Barzi
Disegni: Walter Venturi

Scrittore, sceneggiatore (anche per Dylan Dog e Nathan Never) e storico del fumetto, Davide Barzi arriva anche su Martin Mystère, con una vicenda dalla natura ibrida che in rete ha ricevuto una preponderanza di commenti negativi o indifferenza.

Seguendo le indicazioni del "ritorno alle origini" date dalla redazione, Barzi riesuma un elemento delle storie più classiche della serie, e cioè il defunto vampiro Hermann Strauss di Un vampiro a New York (Martin Mystere nn. 13-14), avendo l'accortezza di lasciarlo morto e di attenersi  alle regole scientifiche con cui Alfredo Castelli aveva razionalizzato il vampiro nell'universo mysteriano, escludendone gli elementi soprannaturali. Nella prima parte della storia, quindi, Strauss rientra in scena tramite flashback, preceduti da indizi che permettono facilmente ai lettori storici di coglierne immediatamente l'identità, e la sua vicenda si arricchisce di nuovi dettagli piuttosto logici e anche ben trovati (nella sua carriera di scrittore, Strauss è stato anche librettista e sceneggiatore cinematografico, nonchè letterale artefice della cinematografia vampiresca europea e hollywoodiana). A questa componente storico-cinefila si aggiunge il mistero del film perduto Il fantasma del castello (London After Midnight, 1927), che coinvolge Martin Mystère in un'indagine insolita e piuttosto intrigante, collocata com'è in un mondo abbastanza moderno, ma nello stesso tempo per niente estraneo al meta-universo del detective dell'impossibile.

Barzi ambienta la vicenda a Los Angeles, sfruttando anche il luogo dove andò bruciata l'ultima copia del film perduto, e coinvolge appunto il moderno mondo degli appassionati, con abbondanza di nerd e convention, elementi estremamente tipici delle grandi città californiane (ma non solo: infatti Scream Jean esiste ed è italiana) e indissolubilmente legati alle tecnologie moderne, qui presenti in modo pervasivo. Inevitabilmente, una certa fetta della narrazione prende quindi una piega "sopra le righe", piuttosto buffonesca e solare, quando non apertamente beffarda, e i pittoreschi personaggi di contorno rifiutano allegramente i loro stereotipi (il più ovvio è il capitano di polizia Choi, che non manifesta mai la minima ostilità verso Martin, accetta di armare i suoi uomini con surreali armi vampiricide e finisce per insabbiare l'intera vicenda). Martin e Java si adeguano alla situazione carnascialesca, sfoggiando un comportamento brillante e scanzonato che fa pensare più agli Speciali che alla serie regolare, e Java si esibisce in un'acrobazia quasi senza precedenti, giusto per dimostrare di essere entrato nello spirito caciarone della vicenda (quando si arrampica sulla parete per raggiungere il primo piano e togliere il telefono dalle mani dell'insopportabile organizzatore della convention). Il culmine giunge con l'idea sguaiata (ma innegabilmente logica) di utilizzare tisane al frassino e fucili a spruzzo per combattere scientificamente questi vampiri razionalizzati, trasformando la pettoruta esperta di documenti in una versione femminile di Rambo. Barzi sembra quindi essersi rifatto a telefilm statunitensi come Supernatural (dove gli spaventosi Leviatani sono vulnerabili al borato di sodio, cioè un detergente per pavimenti) nel non volersi prendere sul serio (vale la pena di ricordare come le trasferte losangeline di Supernatural siano state caratterizzate da un analogo tono beffardo, in sintonia con la levità californiana).

copertina di Martin Mystère n. 378
L'immancabile tocco folkloristico della comunità di Amish, con riferimenti alla relativa cinematografia, è a sua volta riconducibile a Supernatural, dato che si tratta dell'ennesima congrega di esseri "soprannaturali" che si impegna a mimetizzarsi e vivere pacificamente tra gli umani. Vale la pena di ricordare che Herman Strauss lasciò intendere di aver incontrato altri vampiri, il che portò alla genesi de Creature delle tenebre, (Martin Mystere nn.271-272), storia che poi uno degli autori definì un pasticcio che andrebbe cancellato dalla serie.

Il comportamento della comunità di vampiri, stigmatizzato da certi lettori per la sua mancanza di logica, sembra scritto volutamente così. Infatti lo sceneggiatore, che a giudicare dal citazionismo e dai rimandi di ogni genere dell'albo ha una certa competenza della narrativa vampiresca, sembra voler riprendere quella componente letteraria popolare che è una costante di Martin Mystère, e si impegna quindi per ricalcare lo stile del feuilleton dell'orrore in cui i vampiri impazzano da sempre (basti pensare all'interminabile Varney The Vampire). E quindi, per questa peculiare comunità non-Amish di succhiasangue, afflitta da un contraddittorio dominatore che non sa bene ciò che vuole, Barzi produce una sottotrama in stile "polpettone": convulsa e macchinosa, con ripetuti colpi di scena, situazioni esagerate, crisi melodrammatiche che portano a un nulla di fatto, personaggi volubili che cambiano idea o fazione, passioni torbide che sopraffanno la razionalità e portano ad azioni folli, segreti amorosi inconfessabili che vengono spiattellati nei momenti cruciali (a spese dell'azione), svolte inattese e anticlimatiche, conflitti con una tipologia di forze dell'ordine adeguatamente adattatasi alla minaccia, azioni teatrali e grottesche: letteralmente l'armamentario che ha fatto la fortuna della narrativa d'appendice ottocentesca.

Proprio come nei romanzi d'appendice fluviali, il fumetto si dimentica le cose: del malvagio Colonnello viene inizialmente fornito un retroterra storico che lui stesso cerca di nascondere, ma l'argomento viene poi abbandonato; Diana Lombard, che mai entra in scena, viene però nominata lasciando intendere che le sia accaduto qualcosa, e la copertina del n. 378 si spinge addirittura a mostrarla in pericolo, nelle mani del suddetto Colonnello. Si tratta di correzioni di rotta avvenute quando era troppo tardi per sistemare il n. 377 (che fra l'altro si conclude annunciando il titolo Dopo mezzanotte per l'albo successivo, sebbene l'anteprima mostri una copertina intitolata Gli Uomini In Rosso)?
Analoga trascuratezza è presente nella rubrica Fantasmagoria del n. 378, dove ancora una volta un paragrafo è stato in parte tagliato e involontariamente fuso col paragrafo successivo, privandolo di senso.

Da segnalare le usurate apparizioni dei personaggi del dipinto American Gothic di Grant Wood, una delle opere d'artre più stracitate del mondo, e quella dell'Uomo dei Fumetti (Comic Book Guy) di The Simpsons nel ruolo di scorbutico epositore bostoniano della convention.

L'arte di Walter Venturi, abbastanza precisa e pulita nelle matite, ma a volte un po' incerta nelle chine affrettate (ben diverso è il livello di cura che ha dedicato a Il grande Belzoni sulla collana Le Storie), si impegna come può nelle ambientazioni, nelle minutiae collezionistiche e nella ridda di personaggi da mettere in scena (comprese le folle di spettatori della convention con il loro abbigliamento a tema), e raccoglie dignitosamente la sfida di conciliare i due volti della sceneggiatura, che contrappone (come già detto) la svagata solarità godereccia della costa Ovest statunitense alla cupezza notturna e macabra della comunità di vampiri (ulteriormente sottolineata dalla fusione con i morigerati Amish).

Se questa storia fosse stata presentata come uno Speciale annuale, avrebbe forse riscosso più successo, proprio per via del suo tono leggero e divertito. Invece, suddivisa in due puntate nella nuova serie mensile, ha finito per attirarsi le ire del chiassoso segmento di mysteriani che sono tornati all'ovile solo perché attratti dalla promessa del ritorno alle origini. E' stato un grosso errore, da parte della redazione, non capire che questo tipo di pubblico non si accontenta di riferimenti agli albi storici, ma esige anche un trattamento rigoroso, in cui sia compreso il senso di grandiosa scoperta della storia segreta del mondo che a quell'epoca era una cifra fondamentale di Martin Mystère, corredato di una coerenza che in realtà forse non è mai stata così ferrea come dicono i loro ricordi, ma che tuttavia è il loro desiderio più forte (e ingannevolmente, forse, è stato fatto loro credere che sarà realizzato).

Recensione del romanzo serializzato in appendice a questi due albi: Il potere del Falco (3) & (4).

giovedì 8 luglio 2021

PROMEMORIA MYSTERIANO DI LUGLIO


PROMEMORIA MYSTERIANO DI LUGLIO 

Lo so che sono passati due mesi dall'ultimo promemoria, ma il MyTH ci ha preso un sacco di tempo. Senza contare le altre sorprese che vi stiamo preparando. Una su tutte? Il nuovo Corriere del Mystero che uscirà a dicembre. Anzi, prima ancora il Dizionario delle donne mysteriose!! 

Però ora eccoci qui, o come direbbe Alfredo Castelli, "Eccoci ancora qui!" con il nostro/vostro agognato promemoria mysteriano, nel quale vi elencheremo tutti i vari appuntamenti (cartacei e non) previsti per i prossimi mesi.

Come dico sempre, voi pensate solo a rimanere affamati e curiosi di mystero, e magari ad iscrivervi ad AMys in modo da permetterci di portare sempre aventi, e sempre meglio, la vostra passione per il nostro biondo archeologo preferito!

Qui di seguito quindi troverete:
- disponibili in edicola/fumetteria/libreria;
- le date significative del mystero (le prossime uscite, le fiere, gli altri appuntamenti,...);
- tutti i link per accedere a tutto lo scibile di MM on line;
- l'elenco delle pubblicazioni e dei gadget del mystero in circolazione;
- tutte le informazioni utili per conoscere AMys!


ATTUALMENTE REPERIBILI IN EDICOLA, FUMETTERIA, LIBRERIA, ONLINE

E' in edicola il numero 377 della Serie Mensile con la prima parte della storia "Un Vampiro a Vienna" di Castelli e Davide Barzi e disegni di Walter Venturi, in cui ritorna Kaplan/Hermann Strauss, il non morto di "Un vampiro a New York"; inoltre prosegue il romanzo a puntate di Andrea Carlo Cappi;

E' in linea il Bollettino di AMys di Maggio e il nuovo catalogo di prodotti di AMys.
 
E' in corso il Secondo Premio Letterario e Artistico "Un salto nel Mystero", con vari premi, anche monetari;

Senza scordare che è sempre possibile ascoltare l'audiolibro di Martin Young Mystere, qui un esempio del libro.


APPUNTAMENTI FUTURI PER IL 2021

17 luglio: durante la fiera Rimini Comix vi sarà la presentazione del nuovo albetto di Alfredo Castelli dedicata ad un suo vecchio personaggio: Van Helsing e la riedizione del Carciofo Nazionale;

22 luglio: esce Nathan Never Magazine con una sezione dedicata ai rapporti tra il nostro Martin e la Luna, come era accaduto in passato per il magazine dedicato a Marte; 

23 luglio: esce il 38esimo Speciale "Fiamme sulla laguna" che conterrà:
- "Fiamme sulla laguna",  "una storia ambientata a Venezia che uscirà in occasione dei 1.600 anni dalla fondazione della città", scritta da Artusi e Zillio (da un racconto di Toso Fei) per i disegni e i colori di Ongaro;
- "Pape Satàn Aleppe!", "una storia di Dante Alighieri visto in un'ottica inedita", scritta da Castelli e disegnata da Mangiantini;
-.la riedizione de "Il cimitero dei computer", di Castelli & Montanari e Piccoli;
- la riedizione de "La scintilla", di Castelli & Della Monica;

24 luglio: esce il nuovo bollettino di AMys;

27 luglio: esce il terzo balenottero di Zona X dedicato a Stirpe di Elan;

fine luglio: esce il librone "Martin in Comicsland - i fumetti nei fumetti", un book che raccoglie le storie di Martin dedicate ai fumetti;

primi di agosto: esce il numero 378 della Serie Mensile, la storia Gli Uomini in Rosso di Davide Barzi e Walter Venturi;

primi di settembre: esce "A nord da Nord Ovest", numero 379, di Sergio Badino e Carlo Velardi;

25 e 26 settembre: Albissola Comics con la partecipazione di AMys;

primi di ottobre: esce "Thomas il Veritiero", numero 380, di Lotti & Mainardi e Alfredo Orlandi;

fine ottobre: siamo convinti che quest'anno si terrà Lucca Comics con molte sorprese;

primi di novembre: esce "Oera Linda", numero 381, di Giovanni Eccher e Giovanni Nisi; 

primi di dicembre: esce "Anziani e alieni", numero 382, di Giovanni Eccher e Fabio Piacentini;

ancora dicembre: si parla di una storia natalizia disegnata da Antonio Sforza.


ANTICIPAZIONI PER IL 2022 

Non è annullato il cross-over con Dampyr (anche se pare non sarà un vero e proprio team-up);

Si concretizza l'uscita del gigante disegnato da Caluri, anche se in un altro formato (one shot?);

Aprile 2022 previste grosse sorprese per il quarantennale di Martin.


PAGINE E SOCIAL

BONELLI SU FACEBOOK;
MARTIN SU FACEBOOK;
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BONELLI SU INSTAGRAM;

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LA MAIL DI AMys: ass.cult.amys@gmail.com;
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LA MAILING LIST BVZM;
IL FORUM AGARTHI;
IL BLOG DEI FAN;

Infine potete trovare succose anticipazioni al seguente link: piano d'intenti di inizio anno di Castelli.


MARTIN MYSTERE MYSTERY MART

I ROMANZI BONELLI

- Le avventure del Giovane Martin Mystère;

I BONELLI KIDS

- i Kids in generale;
- il primo Magazine dei Bonelli Kids;

LE STORIE BREVI

E' disponibile presso AMys e Freecom/Cartoon Club il nuovo albo dedicato al Docteur Mystère: il mistero del corvo, in due bellissime varianti;

LE STRISCE DI MARTIN


I LIBRI ANTOLOGICI CON STORIE RIEDITATE

RACCOGLIE: "Il cibo degli dei", "L'ossessione del reverendo Dodgson", "La notte degli orti viventi" e "Ritorno all'Eden" quattro storie di Castelli/Pasini/Recagno disegnate da  Giancarlo Alessandrini, Paolo Morales, Fabio Grimaldi, Esposito Bros, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti, Luigi Coppola; in appendice il dossier sui mysteri del cibo;

RACCOGLIE: “Anni '30”, “L'impero sottomarino”, “Saturno contro la Terra” e “Lo spettro della luce” quattro storie di Alfredo Castelli con i disegni di Giancarlo Alessandrini, Franco Devescovi, Lucio Filippucci e Rodolfo Torti;

RACCOGLIE: "una storia di natale", "il gatto che sapeva leggere" e "il ritorno della bestia" tre storie di Alfredo Castelli disegnate da Gino Vercelli, Franco Devescovi e Esposito Bros; in appendice il dossier Animalalmanacco di Cuccolini aggiornato da Castelli e altri articoli;

RACCOGLIE: "Cospirazione Luna", "Ricordi dal futuro" e "La guerra dei mondi" tre storie scritte da Castelli/Recagno/Vietti e disegnate da Bagnoli/Gradin/Torti/Filippucci;

- Dylan Dog & Martin Mystère, Ultima Fermata l'Incubo:
RACCOGLIE: il primo team-up tra MM e DD scritto da Tiziano Sclavi/Alfredo Castelli e disegnato da Giovanni Freghieri;

- "Martin Mystère presenta: Leonardo, Geniodell'impossibile":
RACCOGLIE: "Scendendo", "Se a Milano ci fosse il mare" e "Il sorriso della Gioconda" tre storie di Alfredo Castelli disegnate da Palumbo, Torti e Alessandrini, per l'occasione ricolorate in mezza tinta; le storie vanno ad arricchire un corposo dossier su Leonardo opera di Castelli e Alex Dante;

- Dylan Dog & Martin Mystère, La fine del mondo
RACCOGLIE il secondo TeamUp MM/DD scritto da Sclavi/Castelli e disegnato ancora da Freghieri;

RACCOGLIE "Il segreto di Mozart" (di Castelli/ Alessandrini), "L'ultimo concerto" (di Beretta, Pasini e Castelli/ Filippucci e Alessandrini) e "Gli uomini del blues" (di La Neve e Santarelli/ Leoni e Cardinale); e naturalmente un enciclopedia della musica mysteriosa in appendice;

RACCOGLIE "L'orrenda invasione" (di Castelli/Villa);

I SAGGI

di cui potete gustarvi anche il trailer

qui un'intervista per SKY TG24, e qui un altro link al terzo libro di Alex Dante


ALTRE OPERE DI MYSTERIANI

- "L'Apocalisse" di Alfredo Castelli e Corrado Roi (vedi anche qui) in libreria e fumetteria con copertina regular e variant;


GLI ALTRI PRODOTTI DEL MYSTERO

- il portachiavi del nostro eroe;
- la tazza di Martin;
- il poster
- la riedizione del primo albo di Martin Mystère con allegato biglietto sonoro di auguri
- informazioni sul gioco di carte dei Bonelli Kids le trovate quiqui e qui.


AMys - ASSOCIAZIONE CULTURALE NIPOTI DI MARTIN MYSTERE

Iscriversi ad AMys vale sempre la pena, innanzi tutto perché è bello condividere la nostra passione raggruppandoci in questo gruppo di "nipoti" del BVZM.
E poi naturalmente, per i gadget e i prodotti che vi proponiamo.
Quindi ecco le due tipologie di iscrizione:

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Per una quota associativa di 15€ si riceve la tessera, una stampa e si può accedere al nostro catalogo di prodotti e partecipare a tutti i nostri eventi. 

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Per una quota associativa di 50€, oltre a riceve la nostra tessera, vi vedrete racapitare a casa  5 spille della serie "Road to 40th", 4 stampe esclusive, il meraviglioso albetto "Ri(s)guardiamoli un'altra volta" che raccoglie in una versione integrale e inedita i migliori risguardi comparsi sugli albi di Martin Mystère, il Dizionario delle Donne Mysteriose e il quarto numero del Corriere del Mystero.

A chi si iscriverà per la prima volta ad AMys verrà regalato un “posterino” di benvenuto realizzato da Lucio Filippucci e autografato dal nostro Presidente e una esclusiva spilla che permetterà di riconoscerci ai vari eventi. NB gli importi si intendono al netto delle spese di spedizione.

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