sabato 25 giugno 2016

[Recensione] Martin Mystére n. 345, "Il Nilo Giallo"

Martin Mystère n. 345, "Il Nilo Giallo"
Storia di Sergio Badino
Arte di Giancarlo Alessandrini
Giugno/Luglio 2016

Martin sul Nilo

Nel quarantennale della scomparsa di Agatha Christie, la collana Martin Mystère propone una nuova spiegazione del celebre episodio (vero) della breve sparizione della scrittrice durante la crisi del suo primo matrimonio, ufficialmente causata da un'amnesia, costruendo una trama che si intreccia con un'altra tematica ricorrente nella vita della scrittrice: l'Egitto.
La narrazione è elegante e sobria, e a tratti piuttosto suggestiva: accade nelle sequenze iniziali, narrate con una scansione quasi cinematografica (e d'altra parte c'è una influenza dichiarata de "Il paziente inglese"), ma anche nell'ampio spazio dedicato all'illustrazione di moderne realtà archeologico-geografico-geologiche, narrate con il piglio e l'attenzione dell'Alfredo Castelli dei vecchi tempi (la Caverna dei Nuotatori del Gilf Kebir e relativo sfacelo causato dai turisti; il lago sotterraneo del Sudan, individuato da Eman Ghoneim; la scomparsa del Nilo Giallo).
Anche la sceneggiatura si rifà al miglior Martin Mystère di Alfredo Castelli, alternando flashback della vita "segreta" di Agatha Christie alle sequenze portanti del presente.
Se la trama principale è articolata secondo il classico canovaccio della ricerca di un luogo perduto (la leggendaria città di Zerzura) abitato da un popolo "segreto", i citati flashback dedicati ad Agatha Christie prendono invece la piega del melodramma dedicato a un amore impossibile tra una ricca donna britannica e un Egiziano spiantato. Basandoci su copertina e titolo, e conoscendo l'opera di Agatha Christie che più le ha dato fama, ci saremmo invece aspettati una vicenda più gialla, ma bisogna dire che la scrittrice si è dedicata anche ad altri generi di letteratura, nella sua carriera, tra cui il sentimentale (con lo pseudonimo di Mary Westmacott). Sembra quindi che questa vicenda voglia rendere omaggio alla produzione minore di Agatha Christie, e c'è la possibilità che l'impianto narrativo sia influenzato anche dal quasi coevo Passaggio in India di E.M. Foster, dato il tema della barriera sociale tra le diverse etnie (ovviamente, essendo questo fumetto nato in un'epoca dominato dalla social justice, Agatha viene ritratta come una donna moderna, illuminata, democratica, egualitaria, di completa apertura mentale, libera da qualunque pregiudizio caratteristico delle persone benestanti inglesi della sua epoca; una specie di super-suffragetta antesignana delle social justice warriors di tumblr). Molto ben gestita, la componente sentimentale dei flashback ci regala una caratterizzazione tanto inedita quanto intensa e credibile di questa donna, sorprendendoci con un'interessante invenzione "rosa" che si innesta molto bene nella sua tormentata relazione col primo marito.
Da notare come il titolo, pur scelto in maniera incredibilmente felice, per via dell'abile coniugazione tra un "mistero" delle Egitto e il lavoro di Agatha Christie, è abbastanza fuorviante: del Nilo Giallo, nel  fumetto, si vede ben poco (anche se chiamarlo "lago nascosto sotto il deserto del Sahara" non avrebbe avuto lo stesso impatto).
Nella trama principale, pur non essendoci un vero filone "giallo" (che secondo noi sarebbe stato d'obbligo con un argomento del genere), c'è comunque una discreta costruzione narrativa "con mistero" di tipo convenzionale, con il curatore della Greenway House (Alastair Maugham) che si rivela un poco di buono per questioni finanziare, il fratello Mitchell succube che all'ultimo si ribella (ma NON si redime), e soprattutto l'abilità e intelligenza con cui Martin si inserisce in questo meccanismo, smascherando il fratello maggiore e mettendogli contro quello minore: una deduzione degna forse dei detective di Agatha Christie (non solo Poirot, ma anche Miss Marple, Tommy e Tuppence, il signor Quinn).


Chi ha ucciso il mystero?

Nonostante i già citati bei momenti da "esplorazione etnografica" del Martin Mystère che fu (anche se a dire il vero, più che i popoli, qui vediamo i luoghi e l'effetto dei popoli sugli stessi), risalta come un "elefante della stanza" l'omissione dell'attuale situazione politica dell'Egitto, qui presentato come un posto tranquillissimo. Ai vecchi tempi, Castelli avrebbe invece fornito riflessioni più o meno dettagliate sull'attualità, anche a costo di inserire didascalie a posteriori (vien da dire: "sopire, troncare, padre molto reverendo, troncare, sopire").
Nelle omissioni veniali, visto che in questo albo si parla degli inediti di Agatha Christie, rientra anche la mancata menzione del suo racconto "Il segreto di Greenshore", pubblicato solo nel 2014 (nel Regno Unito) e parzialmente ambientato nella stessa GreenWay House vista nel fumetto.

Molto più grave è invece l'omissione dell'interesse di Agatha Christie per l'occultismo, la reincarnazione e lo spiritismo.
Dell'argomento parla Giuseppe Lippi (non proprio l'ultimo arrivato) nell'introduzione all'antologico "Il segugio della morte" di questa stessa scrittrice, riportando brani di un'intervista in cui la Dama del Giallo racconta di certe proprie esperienze col paranormale.
Per chi si senta scettico riguardo alle fonti di queste dichiarazioni, c'è la testimonianza oggettiva dei racconti ospitati ne "Il segugio della morte", il primo dei quali (omonimo dell'antologia) tratta nientemeno che della reincarnazione di una sacerdotessa di Atlantide ai tempi nostri, perseguitata da un invisibile segugio e tormentata dagli incubi relativi alla Città dei Cinque Anelli.
A prescindere dal fatto che le esperienze della Dama in Giallo col paranormale sono abbastanza risibili, il suo interesse e la sua competenza in merito, nettamente mysteriosi, sono innegabili.
Ce n'è quindi più che in abbondanza per bocciare senza esitare le dichiarazioni di assenza di "mystero" nella vita della signora Christie, dichiarazioni che purtroppo si susseguono ne Il Nilo giallo. Non sappiamo se faccia più specie che sia il (cialtronesco) curatore della GreenWay House a ignorare questo aspetto, o che sia il tuttologo Martin Mystère a prendere una tale cantonata.

La creatività (e la logica) latita anche nella componente avventuroso-fantarcheologica dell'albo.
Si comincia con l'indecifrabilità delle intenzioni del "cetaceuomo" Samir: prima cerca di spaventare i nostri eroi, per ostacolarli, poi li conduce fino a Zerzura guidandoli oltre ostacoli altrimenti insormontabili, poi li vuole uccidere perché hanno visto troppo, poi li salva, poi forse no. Insomma, quali erano le motivazioni delle sue azioni?
Intendo a parte tirare in lungo per riempire le tavole, perché l'idea di base, così poco approfondita, non poteva reggere 160 pagine.
E perchè Samir era così ferrato su Agatha Christie da conoscere il contenuto del suo inedito Snow Upon The Desert meglio dei protagonisti?
Si continua con la città perdura di Zerzura, sprofondata e ricostruita nel sottosuolo: tutto qui? Una città deserta e inerte, un'architettura banale, nessun segreto, nessuna storia. A che scopo Martin accetta di tenerla nascosta? Per evitare che la famiglia di Samir venga scoperta, pur vivendo altrove da secoli e non avendo più alcun legame con quel luogo morto e disabitato? C'è davvero un segreto che vale la pena di tenere nascosto?
La fiacchezza con cui Martin decide di non raccontare nulla sembra dettata dalla rassegnazione e dalla stanchezza: "vabbè, tientela per te. Tanto ormai mi basta anche la minima scusa per lasciar perdere". (Considerando anche la compiacenza con cui Howie Zakass assiste Martin nell'uscire senza fatica da un incidente internazionale con due cittadini britannici morti in Egitto, ci viene anche il sospetto che ormai Martin sia entrato negli Uomini in Nero).
E dire che il retroterra per render la città pericolosa o proibita c'era, dato che l'opera di entrambi gli autori (Agatha Christie e Alfredo Castelli) conteneva i semi necessari per un simile sviluppo, oltre che punti di contatto singolarmente precisi. E, infatti, durante la lettura, le idee e ipotesi mysteriane si sprecano, ma inutilmente: c'è forse un legame tra questa città, annientata seimila anni fa da un terremoto, e le civiltà antecedenti di Mu o Atlantide o Lemuria? La città si sviluppò prima o dopo l'Armageddon? Il suo popolo cetaceo-umanoide era frutto dell'evoluzione o di esperimenti? Che legame ha con gli ibridi uomo-pesce delle mitologie africano-asiatiche, con gli abitanti di Sirio, con gli Oannes, con gli esperimenti degli Elohim? Non esiste un "nucleo di magia" della città, magari lo stesso che Agatha ha portato con sé, infondendolo in Snow Upon the Desert,  e che le conferì bizzarre doti paranormali durante le sue visite in Egitto? Un "nucleo di magia" che lo stesso Martin ha involontariamente ritrovato nelle GreenWay House (nelle pagine del libro) e che ha innescato gli eventi successivi, per poter ritornare a Zerzura, determinando quindi il comportamento apparentemente contraddittorio di Samir?
Ma è come in Lost: inutile porre domande e usare la fantasia.
A indebolire ulteriormente la storia, ci chiediamo come fece Agatha Christie a nuotare sott'acqua fino a Zerzura, visto che nel presente servono muta da sub e bombole a Martin e soci. Forse Agatha prese una strada diversa? E allora perché nel presente non accade lo stesso?

Neve sul deserto

Tornando sul dettaglio dell'inedito Snow Upon the Desert: che delusione! Il modo in cui  viene scoperto è la negazione dell'esperienza del bibliofilo, del cacciatore di tesori, dello studioso, dell'esploratore. Insomma, di Martin Mystère. Tutto avviene fuori scena, il motivo per cui quello scritto risalti tra altri mille non viene fornito, il momento emozionante della scoperta dei contenuti narrativi "impossibili" è tralasciato. Si poteva riuscire ad annacquare ulteriormente ciò che invece sarebbe stato un elemento cruciale per rendere emozionante la narrazione e regalarci un genuino momento di sense of wonder?
Altra occasione particolarmente stimolante e affascinante che è andata persa: rivelare il contenuto di questo romanzo inedito, ricostruendo o inventando, e deliziando i lettori con un apocrifo nello stile di Agatha Christie, magari cogliendo l'occasione per rendere omaggio ai romanzi nel romanzo di Umberto Eco, oppure a Misery non deve morire di Stephen King. Come i fan di Martin Mystère ricordano, Alfredo Castelli ci ha regalato simili chicche almeno due volte sulle pagine della serie, prima con Charles Dickens e poi con Emilio Salgari.


In conclusione

Nonostante la gradevole arte di Alessandrini, che qui sembra poco "corretta" in redazione (a parte alcuni primi piani di Diana, e il corpetto tutto nero che lei indossa a letto sotto la seducente vestaglia aperta, ma poi nel deserto dorme nuda), la debolezza di gran parte della trama portante e l'omissione della componente atlantideo-mysteriosa (ben nota ad Agatha Christie!) fanno di questo albo un'occasione tristemente mancata.

domenica 17 gennaio 2016

GaL #44 - A Martin For All Seasons (4)

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents the the last act of its final saga: A Martin For All Seasons (4) in English.

It's the end! No, wait! It's the beginning!

A powerless Martin Mystère faces an omnipotent Man In Black, at the very beginning of civilization on Earth.
But wasn't civilization brought to Earth by the Tuatha De Danann?
And where are their gifts, now that mankind doesn't exists anymore?
It's time for the gods to enter the fray, but if even the Demiurge is not enought--maybe Alfredo Castelli will do!

Celebrating 50 years of career of the creator of Martin Mystère, this final issue of Get a Life has it all!



Art by Lucas Ferreira Santos, Seb, Marco Maccagni, Daniele Busnelli.
English edits by Joe Teanby
Story & lettering by Franco Villa.

In this issue: a Man in Black, the Akaschi, Agarthi, the King Of The World, the Hexagons, the Sword, the Goblet, the Spear, the Stone, the Dragon, the Ring, Drusilla, an Angel, Algernon Mabus, a demon, the Demiurge, Dagda, more gods, Alfredo Castelli, Docteur Mystere, Anni '30, Martin Mystery, Zona X.

Want more? Here is the Get a Life! episode index.

giovedì 7 gennaio 2016

"La profezia a ritroso"

Zio Paperone e la profezia a ritroso
Prima pubblicazione su Topolino (libretto) 2927 del 3 Gennaio 2012
Storia di Fausto Vitaliano
Matite di Giorgio Cavazzano
Chine di Sandro Zemolin
 


Nel 2012, il tema obbligatorio della profezia Maya sull'incombente fine del mondo è stato svolto anche dall'alunno Martin Mystère, con il terrificante risultato di Martin Mystére n. 324, "La fine del mondo", che abbiamo già commentato all'epoca.
A poco serve tornare a rigirare il coltello nella piaga, se si tratta solo di esprimere nuovamente il dispiacere per un'occasione mancata in maniera così clamorosa, ma ora abbiamo una risposta alla domanda cruciale: era davvero impossibile scrivere una storia mysteriana, nel verso senso della parola "mysteriana", sulla profezia Maya del 2012, perchè ormai era già stato detto tutto?

Ce ne accorgiamo tardi, purtroppo, ma la risposta è: no, non era impossibile; si poteva, eccome.
E con quattro anni di ritardo andiamo anche a motivare questa risposta, parlando di un fumetto della produzione Disney che ha saputo realizzare questa impresa.

"Zio Paperone e la profezia a ritroso" è una parabola fanta-ecologico-catastrofista che si sviluppa in maniera articolata e dettagliata, nello stile di grandi storie mysteriane come "L'oceano dei veleni", sin dall'inizio: un flashback storico di apertura, risalente all'epoca dei Maya, al quale segue una situazione odierna in cui inquietanti piccoli fenomeni nella quotidianità di gente comune lasciano intendere che qualcosa di pericoloso incombe all'orizzonte.
Nel contempo, la vacua opinione pubblica impazzisce per i talk show catastrofisti, dove presunti esperti fanno a gara a chi la spara più grossa, per la gioia dell'avido produttore televisivo Paperon de' Paperoni, e lo sdegno del dotto Pico de' Paperis: questo approccio alla comunicazione di massa, con una forte critica al sensazionalismo televisivo che specula sugli appetiti più ignoranti del pubblico più ignorante, è tipico di Martin Mystère, più volte impegnatosi nei suoi albi ufficiali come paladino del CICAP. Il fatto che nella storia stessa tutti discutano della profezia Maya, pur senza crederci davvero, è un ulteriore livello di quasi-metafumetto che ricorre di frequente in MM.
 
Quando però i segnali preoccupanti cominciano ad avere riscontro planetario e scientifico, anche a livello cosmico, ecco che inizia la vera indagine di Pico, con una spedizione in Sudamerica finanziata da Paperone (col supporto di Archimede e la partecipazione coatta di Paperino e nipotini). Alle rovine di un certo ziqqurat, avviene finalmente la scoperta del secolo, con l'aiuto di un'enigmatica e giovanissima esperta di Maya: le traduzioni della famosa profezia sono sostanzialmente corrette, ma c'è un grave errore nei tempi verbali. Gli eventi narrati non accadranno nel futuro: sono già accaduti, millenni fa. Spostandoci di nuovo nell'ambito mysteriano, questo colpo di scena rientra nella filosofia del "pensiero laterale" del miglior Alfredo Castelli, perché capovolge la prospettiva di un fatto assodato, mostrandoci un'interpretazione completamente nuova, ma nello stesso tempo anche perfettamente logica e funzionante (per esempio, ricordiamo gli eventi di Tunguska). L'unico problema è che quest'idea non l'ha avuta uno sceneggiatore di Martin Mystère, ma uno di Topolino.

La vicenda Disney prosegue con l'invenzione (?) di Minerva, un pianeta che un tempo orbitava tra Giove e Marte, e del quale restano oggi solo i detriti della fascia degli asteroidi: questa costruzione fantasiosa è il frutto della rielaborazione di conoscenze astronomiche reali, che le conferiscono una patina di plausibilità (e contemporaneamente di vertiginosa epicità). Anche questo uso creativo di basi scientifiche per costruire un castello immaginario credibile è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del miglior Martin Mystère.

La distruzione di Minerva avvenne in seguito all'abuso che i suoi abitanti, i Naboo, fecero delle risorse naturali del pianeta, ignorando dissennatamente i segnali di disagio che lo stesso pianeta aveva trasmesso loro per anni. E non è forse questa metafora la stessa della distruzione di Atlantide e di Mu nell'universo di Martin Mystère? Non è forse il messaggio ecologico del grido di dolore della Terra malata un elemento di alcune delle storie più memorabili della serie di MM? E' vero che negli anni recenti queste tematiche sono state sempre più accantonate e/o rimosse, per motivi che non sappiamo immaginare, in favore di una narrazione sempre meno impegnata, o impegnata su fronti di rilevanza assai minore (tipo i litigi su internet riguardo a questioni indimostrabili), ma il fumetto Disney di Fausto Vitaliano è qui a dimostrarci che queste tematiche sono sempre più attuali, e funzionano benissimo in fumetti ad ampia diffusione e tiratura.

Se non basta Vitaliano, allora ricordiamoci anche che il 2015 è l'anno del terrore della cappa di smog che ha tenuto in scacco le città cinesi come europee per settimane, col sostegno di un clima invernale eccessivamente mite e stabile, causato dagli stravolgimenti conseguenti all'effetto serra, cioè un prodotto dell'inquinamemento dissennato che noi umani produciamo da decenni.
E' necessario tradurre? In altre parole, significa che Alfredo Castelli (ma anche Giorgio Pezzin e altri autori ancora), scrivendo certe storie venti o trenta anni fa, aveva ragione. Significa che le "cassandre" e i "gufi" che ci mettevano in guardia dalle conseguenze catastrofiche dell'abuso dell'ambiente sulla lunga distanza, avevano ragione.
Significa anche che non solo è possibile, ma è anche necessario continuare a parlare di certi temi, perché l'opinione pubblica si spaventa per qualche minuto, ma poi si fa narcotizzare nuovamente dalla pubblicità e dei falsi bisogni indotti dal cosiddetto "libero mercato", e si dimentica che il suo continuo inseguimento di beni di consumo non solo voluttuari, ma anche totalmente inutili, è la causa dei veleni e delle guerre che stanno annientando questo mondo. E' una missione che fan di Martin Mystère dovrebbero nuovamente fare loro, visto che il loro eroe è quello che più di ogni altra ha fatto suo il motto dell'imparare dalla storia a non ripetere i propri errori, e non solo tramite metafore.
 
In quanto detto finora, non abbiamo mai menzionato che Martin Mystère ha dalla sua anche l'arma vincente dell'ironia: non resta che aggiungere, come nota a margine, che Vitaliano ha sceneggiato "La profezia a ritroso" bilanciandone splendidamente la drammaticità e la costruzione adulta con l'umorismo e la satira dei migliori Disney, sulla falsa riga di grandi scrittori come Giorgio Pezzin.

Questo fumetto Disney è anche graziato da una lunghezza doppia (cinquanta pagine), più che necessaria per sviluppare adeguatamente tutti gli aspetti di questa epica vicenda, e si conclude ovviamente in maniera positiva (ma non vi diciamo come).

L'arte della storia è opera del "gigante" mondiale Giorgio Cavazzano, autore che ha ridefinito il modo di illustrare i personaggi Disney, influenzando generazioni di artisti di ogni dove. Il suo tratto accurato, preciso e limpido non può che far pensare (per ulteriore simmetria con MM) al miglior Giancarlo Alessandrini che abbiamo visto all'opera per esempio in "Magic Patrol: Il re degli Elfi" (nella serie Zona X): perfettamente a suo agio con le ambientazioni metropolitane di Paperopoli, Cavazzano illustra anche meravigliose popolazioni aliene e Maya calate in contesti architetturali coerenti con le loro culture (e con ciò che ne sappiamo), come anche le intense visioni cosmiche di comete apocalittiche e pianeti che muoiono, senza trascurare la tecnologia più avveniristica e realistica (da sempre perfettamente documentata).

Ironicamente, è stato di recente detto che Martin Mystère funziona ormai come Topolino: è un personaggio che può essere collocato in diverse epoche e diversi panni, ma resta comunque riconoscibile. Alfredo Castelli ne è giustamente fiero.
L'unica cosa che manca ora a Martin Mystère per funzionare davvero come Topolino, è l'apporto di sceneggiatori genuinamente interessati alle sue tematiche originali. Sembrava che non se ne trovassero più, e che le tematiche in questione non avessero più nulla da offrire. Poi, abbiamo per caso letto questo albo di Topolino Libretto uscito nel 2012.

domenica 3 gennaio 2016

GaL #43 - A Martin For All Seasons (3)

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents the revelation step of its final saga: A Martin For All Seasons (3) in English.

Oscar Olsen has taken control of the Akaschi, becoming the new King Of The World at the center of the Earth, in the city known as Shamballah! The world as we know it has disappeared! Mankind was erased, and its history will now be rewritten according to the ideals of the Men In Black!

That is, unless Martin Mystère can do someting about that. Powerless and unarmed, he is the only surviving legacy of the previous reality. But what chances does he have against a god?


English edits by Joe Teanby
Story & lettering by Franco Villa.

In this issue: the Men in Black, Atlantis, Mu, Agarthi, Shamballah, Xanadu, the Murchadna, the Third Eye, the Cumbo, Drusilla, an Angel, the Gobi Desert, Mongolia, the Akaschi, the King Of The World.

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giovedì 31 dicembre 2015

GaL #42 - A Martin For All Seasons (2)

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents the Dreamworld phase of its final saga: A Martin For All Seasons (2) in English.


The Men In Black have won! Martin Mystère faltered, after seeing the horrors of the future, and now his whole reality is vanishing!

But as the world he knew fades into nothingness, some survivors could come to his help-- the same, powerful people who shared some incredible adventures with Martin!




Art by "El Último Códice" project, Evandro Marchon Sturião, Filip Cerovecki.
English edits by Joe Teanby
Story & lettering by Franco Villa.

In this issue: the Men in Black, Morgan Le Fey, Sergej Orloff, the Dreamworld or Altjeringa, Mister Jinx, Mister Mind, Nyarlathothep, Dee & Kelly, the Bringers of Ideas, Agarthi, Jehro, Jonathan Swift, the World of Ibez, the Harpies, Kunanjun, the Universal Databank, the Aleph.

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giovedì 24 dicembre 2015

GaL #41 - A Martin For All Seasons (1)

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents the beginning of the end: A Martin For All Seasons (1) in English.

Welcome to the final saga of Get A Life!: all the hanging threads, the scattered clues and the unsolved mysteries of our fancomic will be finally coming together, bringing things to full circle!

But it's not just that, as the official continuity of Martin Mystère will be exploited and challenged as we never dared doing before!
No stones will be left unturned, as we move from the future of Nathan Never to the DreamWorld of the Alterjinga, going back in time to the coming of the Tuatha De Danann, traveling to the center of the world where the King Of the World rules the Shamballah-- and finally, celebrating Alfredo Castelli's 50 years of careers in the great universe of comics!

Come with us in this daring travel, starting with the cover that features THE WORLD OF THE FUTURE-- a world controlled by corporations, where citizens were replaced by consumers. A world where hope and humanity faded a long time ago, and not even the wise men of Agarthi can rekindle the flame of mankind's spirituality.


English edits by Joe Teanby
Story & lettering by Franco Villa.

In this issue: Algernon Mabus' return in Agarthi, the future of Nathan Never, the end of Atlantis and Mu, the holder of the Akaschi, the Earth Mechanism, the lost continents, time travel, the Men In Black.

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mercoledì 25 novembre 2015

Get a Life n. 41-44 - Un Martin per tutte le stagioni

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.41-44 di Maggio-Agosto 2015, raccolto direttamente in un unico PDF: Un Martin per tutte le stagioni.

Ventuno pagine di fumetto, cinque copertine, due pagine di rubrica "I misteri di Martin", e altre due pagine di contenuti grafici speciali.
E' il cinquantennale della carriera di Alfredo Castelli, e Get a Life! lo festeggia con un'apparizione del Maestro stesso nelle pagine del suo fumetto più corposo e articolato.
Rimasto solo ad affrontare un Uomo in Nero archetipico, Martin deve viaggiare in lungo e in largo per il suo incredibile universo narrativo, alla ricerca di alleati che lo possano aiutare: il futuro di Nathan Never, il Mondo dei Sogni, il palazzo del Re Del Mondo, la Terra Preistorica!
Ma su questo percorso si parano Kunanjun, Drusilla, i Latori di Idee, Jonathan Swift, le Arpie di Ibez, gli Esagoni, l'Aleph, gli Dei al servizio del Demiurgo, ognuno con un diverso ruolo e intento!

(Ultim'ora: prossimamente, una versione 2.0 del PDF ospiterà anche una introduzione a opera di uno degli sceneggiatori ufficiali di Martin Mystère!)

Tutti i nodi narrativi della nostra serie vengono finalmente al pettine, e le profezie di Kut Humi e Algernon Mabus si compiono, rivoluzionando il cosmo! Il mondo di Martin Mystère non sarà più lo stesso, dopo questa avventura!

Arte di una squadra di talenti che vede alternarsi le colonne storiche della serie, i più nuovi acquisti e persino sorprendenti ospiti speciali a colori: "El Último Códice" project, Evandro Marchon Sturião, Filip Cerovecki, Lucas Ferreira Santos, Canko Stefanov, Seb, Marco Maccagni, Daniele Busnelli.
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

In questo albo si parla di:
Speciale Martin Mystère e Nathan Never n.2: "Il segreto di Altrove", Speciale Martin Mystère e Nathan Never n.1: "Prigioniero del futuro", "La vita segreta di Diana Lombard" (MM nn. 164-165), "Mister Jinx ritorna!" (Almanacco del Mistero 2002), "I 36 giusti" (MM n. 232), "I padroni del caos" (MM n. 252), "Un enigma chiamato Jaspar" (MM nn.77-79), "Il ritorno dei Magi" (MM n. 149-150), "Ritorno a Lilliput" (MM n. 54-55), "La sfera di cristallo" (MM n. 28-30), "Martin in Slumberland" (MM Special n. 31), "Il Libro di Sabbia" (MM n. 154-155), "Fumetti del mystero" (MM nn. 274-275), "Il presagio" (MM n. 66-67), "L'isola di ghiaccio e di fuoco" (MM Gigante n.6), "Roncisvalle!" (MM nn. 94-96), "Il segreto di San Nicola" (MM Gigante n. 1).

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.