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sabato 17 dicembre 2022

Come funziona: la vita segreta di Java

Martin Mystère presenta: come funziona?

La vita segreta di Java

Il Corriere del Mystero n. 5, dedicato alla storia antica della Terra, dà un grande spazio al personaggio "antico" per eccellenza della serie di Martin Mystère, e cioè il suo assistente Java. Java è un rappresentante dell'ultima tribù di uomini di Neanderthal, specie ufficialmente estinta all'incirca quarantamila anni fa, e in questo senso viene considerando "antico". La sua età effettiva non è nota, ma osiamo azzardare che non sia più vecchio di Martin Mystère.

Nel suddetto Corriere, Java si gode le luci della ribalta, ed è protagonista di più di un fumetto, la cui trama affonda le radici in momenti storici dell'universo mysteriano che andiamo ora a svelare.  

In Nea Heliopolis (Martin Mystère n. 133), Martin Mystère riconosce che Java, dopo più di dieci anni di avventure al suo fianco, ha ormai accumulato un ragguardvole bagaglio mysterioso, che gli permette di seguire e a volte precedere i ragionamenti del detective dell'impossibile. L'argomento della loro conversazione, in questo caso, sono le correnti terrestri, o linee di Ley, o correnti geomantiche: invisibili flussi di forza mistica che scorrono all'interno del pianeta.

Nel Corriere del Mystèro n. 5, Java attinge proprio a queste conoscenze mentre indaga sul mistero del santuario ancestrale di Göbekli Tepe.




In Java contro Java (Martin Mystère n. 113), Java affronta per l'ultima volta un suo simile, noto come El Jefe (Il capo), fuggito dalla Città delle Ombe Diafane dopo averla dominata con la violenza e il terrore, commettendo crimini atroci. Nello scontro, l'arma (muviana?) di El Jefe finisce per ritorcersi contro di lui, avvolgendolo nelle fiamme e riducendolo a un ammasso fumante di carne.

Come abbiamo avuto occasione di ricordare in Martin Mystère e gli omicidi (3), la morte di El Jefe e di altri scagnozzi viene fatta passare per una resa dei conti tra bande di narcotrafficanti.

Nel Corriere del Mystèro n. 5, Java scopre che le cose non stanno proprio così: indagando su un caso nella sua professione di investigatore privato, infatti, si trova a fare i conti proprio con il redivivo El Jefe.



 





domenica 7 febbraio 2021

Get a Life! n. 60 - La cospirazione della Terra Cava - Gli architetti della Terra Cava

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n. 60:
 
 (altrimenti conosciuto come Martin Mystère n. 115 quater).


Quattordici pagine di fumetto, due storie e un solo argomento! Dopo gli eventi di Xeniafobia (Corriere del Mystero n. 3), il sinistro Hugo Meister, signore della regione Nazista della Terra Cava, svela il suo piano per sfruttare i Corridoi di Ley e costruire una nuova avanguardia Nazista sulla Terra, in un tempo e un luogo insospettabili. E la chiave dell'intero piano è nella mani di una donna senza passato, agitata da terribili emozioni. 
Nel frattempo, la Terra Cava riceve la visita di Sulka Nanazca, Bawah e Janunkan... cioè i suoi tre architetti, giunti dall'epoca di Atlantide per svelare il segreto del meccanismo di sicurezza che protegge questo mondo dalle tecnologie impazzite (come una bomba atomica). Ma come giudicheranno la regione Wiedergeborene Thule (Thule Rinata), ora dominata dai Nazisti?
 
Link diretti:
Copertina, pagine 1 , 2 , 3 , 4 , 5 ,
 6 , 7 , 8 , 9 , 10 , 11 , 12 , 13 , 14.


 
Arte di Joel Sousa.
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei.

Indice della serie Get A Life. 

In queste storie si parla di: Al centro della Terra (Martin Mystère n. 115 bis), Il giardino del diavolo (Martin Mystère nn. 165-166), Il triangolo del Diavolo (Corriere del Mystero n. 2), I figli del sogno (Martin Mystère nn. 27-28), Moha-Moha (Martin Mystere nn. 35-36), La città delle ombre diafane (Martin Mystere nn. 17-18-19), i Neanderthal, Kunanjun, il Mondo del Sogno, le Linee di Ley, la Potnia Theron.

lunedì 24 agosto 2015

[Recensione] Martin Mystére n. 340, "L'albero filosofico


Torna il Martin Mystère per adulti di Vincenzo Beretta, ed è come se si ripartisse da dove ci eravamo fermati.

E’ un romanzo horror, un giallo psichiatrico, un ecothriller, un’opera letteraria che a un certo punto sembra citare la visione della natura di Giacomo Leopardi, un continuo gioco di inganni e di specchi. Una fusione di generi narrativi, i cui elementi si rimescolano costantemente in un caleidoscopio che, solo alla fine della lettura, ci mostra l’immagine definitiva, quella concepita dall’autore.
E’ un’immagine terribile e brutale, dolorosa e sconfortante, e anche per questo ci colpisce in modo paradossalmente positivo, perché sentiamo che, in quanto tale, essa è la verità, e non una consolatoria conclusione all’acqua di rose dove tutto si risolve per il meglio.
E dopo aver terminato l’albo, siccome vorremmo che non finisse mai e che Beretta continuasse a raccontare di questa vicenda, ci chiediamo: è davvero quella compresa infine da Martin (e poi da Alina), la spiegazione unica e assoluta dell’intera vicenda?...[
la recensione continua su PostCardCult]