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venerdì 12 gennaio 2024

[Recensione] Martin Mystère: L'enigma del satellite (2023)

Martin Mystère: L'enigma del satellite

Storia: Carlo Recagno
Disegni: Alfredo Orlandi
Colori: Daniele Rudoni, Elisa Sguanci
 
Novembre 2023
 

LA MACCHINA PER SMACCHINARE

 Anche Martin Mystère, personaggio che comunque già vanta un'invidiabile carriera editoriale con pubblicazioni in diversi formati speciali, si immette nella scia delle moderne produzioni Bonelli da libreria, e quindi relativamente di lusso, mirate a un pubblico di collezionisti, decisamente più ristretto di quello che si rivolge alle edicole, ma probabilmente abbastanza facoltoso da compensare il calo numerico di copie vendute. L'edizione con copertina rigida e carta patinata, pur non offrendo alcun valore aggiunto alla storia e quindi alla lettura, funge inoltre da richiamo per una potenziale fetta di pubblico che dà importanza a questi aspetti superficiali e mondani, pur seguendo una serie e un personaggio che invece da sempre puntano sui contenuti e sulla riflessione critica (probabilmente Martin Mystère allude a questa dicotomia, affermando di essere radical e chic in momenti diversi?).
 Ma questa recensione, non legittima in quanto giunge dopo l'annuncio di chiusura della sezione recensioni di questo blog, non intende occuparsi né delle politiche editoriali che Bonelli Editore deve attuare per adattarsi e sopravvivere, né della deriva demografica del pubblico di Martin Mystère, sempre più distante dal personaggio e dal suo autore (tanto da non sapere che la carriera di Alfredo Castelli include la creazione e direzione di riviste dove coesistevano diversi medium narrativi, oppure che il Martin Mystère storico affonda le sue radici nella lettura popolare d'appendice a puntate).
 L'argomento che ci interessa è invece il ritorno del fumetto classico di Martin Mystère, nelle tematiche e nell'approccio, anche se si tratta di un ritorno temporaneo, semplificato e smorzato, oltre che piegato alle esigenze promozionali di una storia scritta pensando ai potenziali lettori occasionali da libreria, che non conoscono il personaggio e a cui vanno spiegate le sue caratteristiche fondamentali (tra cui non rientra la moglie Diana Lombard, si direbbe). Vale la pena di sottolineare che, grottescamente, tale ritorno avviene non dove ce ne sarebbe bisogno, e cioè sulla serie regolare, ma su un volume di lusso fuori serie.
 Tale volume nasce da una nuova collaborazione tra Bonelli Editore e l'Agenzia Spaziale Italiana; dopo gli eventi incentrati sul futuristico Nathan Never, il compito di illustrare gli ultimi traguardi tecnologici dell'Italia nello spazio tocca al contemporaneo Martin Mystère, la cui serie ha fatto dell'erudizione e della divulgazione una propria bandiera. Il personaggio dovrebbe essere quindi perfettamente a suo agio, nel raccontare le meraviglie avveniristiche dei satelliti Cosmo-Skymed e del loro impiego in ambito archeologico: invece, Martin delega l'esposizione a una comprimaria creata per l'occasione, e tale esposizione risulta corretta ma abbastanza noiosetta, nella sua accuratezza  puntigliosa da comunicato dell'ufficio stampa ASI. Non che l'autore non ci metta impegno nell'illustrarci con chiarezza il funzionamento dell'osservazione e analisi della superficie terrestre tramite i satelliti, ma il lettore capisce in fretta che si tratta solo di un compito da evadere il più rapidamente possibile, per poi passare al tema che davvero interessa allo sceneggiatore Carlo Recagno.
 Per quanto funzionale alla trama, visto che innesca la vicenda e contribuisce alla risoluzione,  l'osservazione satellitare finisce, infatti, per lasciarci un po' delusi: dovendo essere descritta in termini rigorosamente realistici, senza inventarsi funzionalità che non esistono (almeno per ora), finisce per non farsi sentire come dovrebbe a livello grafico; sì, è vero che vediamo più volte il satellite e la descrizione schematica del suo funzionamento, ma (inevitabilmente?) non c'è mai una sola occasione in cui ci sia dato di vedere le immagini elaborate dai computer in base alle osservazioni del satellite; dobbiamo, ogni volta, accontentarci di panoramiche della brutta sala informatica del Centro di Matera e della spiegazione data dal tecnico di turno. Probabilmente per lo stesso motivo, mancano inoltre il senso di meraviglia, curiosità e divertimento con cui Alfredo Castelli era solito presentare le innovazioni tecnologiche nella serie (basti pensare a I misteri di Londra, MM 85-86). 
 Metabolizzato quindi il satellite come una scusa narrativa, il lettore passa all'altro versante narrativo, e cioè il viaggio con esplorazione di sito archeologico dove Martin Mystère sfoggia una cultura storico-letteraria esposta in modo ben più stimolante, mentre il mistero si addensa intorno a lui, e figure arcane e mitiche emergono dalle nebbie del tempo, per rivelargli una verità storica dimenticata, relativa a un celeberrimo oggetto mistico e leggendario, e interagire con le sue fondamentali caratteristiche (non solo di caratterizzazione del personaggio, ma anche di peculiari attributi esterni che lo rendono unico). A causa del ridotto numero di pagine della storia, la narrazione giunge con l'acceleratore a un doppio apice risolutivo, che svela non solo il mistero, ma risolve anche il dramma personale e umano dei personaggi coinvolti, dando una appagante sensazione di chiusura del cerchio per quel che riguarda la storia in esame, e di ampliamento della visione narrativa generale della serie per quanto riguarda invece l'argomento mysteriano affrontato.
 La storia è illustrata da Orlandi, i cui disegni sono immutabili dagli anni 1990, e di cui non possiamo che ripetere le solite cose: il mondo contemporaneo gli è congeniale, quello passato un po' meno, per un lavoro comunque dignitoso. La colorazione è competente e di grande supporto nel valorizzare la spoglia staticità ripetitiva dei disegni. 
 
LA MACCHINA PER APPROFONDIRE
 
 Questa vicenda segna il ritorno di un filone tra i più affascinanti e vasti della saga mysteriana, pesantemente trascurato da anni nella serie regolare, e per di più vittima anche di un paio di tentativi apocrifi di ammazzarlo o di ridurlo tramite rettifica a una interpretazione superficiale e tecnomodernista. Si tratta del filone della materia arturiana, e quindi del Graal, innestato nel più ampio quadro dei doni degli dei spaziali chiamati inizialmente Tuatha De Danaan (con grafia variabile).
 Dandoci l'impressione di aver tenuto in serbo questa particolare trama per anni (decenni?), Carlo Recagno esplora e amplia la tematica avendo l'accortezza di non banalizzarla o spiegarla a tutti i costi; ecco quindi che il termine "Esagono" non viene mai utilizzato ("aveva un'altra forma", ci dice l'evanescente custode onirica Kundry) e che la natura di questi Doni resta sfuggente (per alcuni sono macchine, per altri sono esseri viventi; di certo sanno sognare, e i loro sogni prendono vita quasi autonoma), garantendo così la preservazione di quell'aura di mistero e inconoscibilità di cui Alfredo Castelli aveva saputo ammantare le fondamenta del cosmo mysteriano, ricordandoci che l'uomo può solo comprendere parzialmente la grandiosità dell'universo di cui è parte (come d'altra parte ci insegna la storia della scienza stessa, le cui teorie devono costantemente essere rivedute, ridiscusse, verificate, approfondite, ampliate, man mano che nuove evidenze vengono raccolte). 
 Mentre costruisce e ci fa riscoprire questa atmosfera arcana e immensa, Carlo Recagno produce anche indizi di nuovi elementi atti a svelare inediti dettagli della vasta e ignota storia mysteriana degli Esagoni. Ecco quindi che l'autocoscienza di questi oggetti-entità viene messa in discussione, quando Kundry, "figlia" del Graal arturiano giunto da Sarraz, descrive il Graal come un oggetto unico sin dal suo arrivo sulla Terra; Martin Mystère sa che quest'ultimo fu invece diviso in sette parti, e quindi noi dobbiamo chiederci se l'Esagono sappia di questa divisione, oppure se consideri se stesso comunque un oggetto unico, anche se fisicamente diviso. Ecco, inoltre, la descrizione di un processo inedito, e cioè la genesi di un nuovo Esagono a partire da un "seme" creato da uno di essi, cosa che ci spingere a chiederci come le analoghe Sette Spade furono generate in epoca atlantidea (e da chi); Recagno vuole forse dirci che fu così che accadde? Ed ecco, infine, la capacità di sognare degli Esagoni, che rimanda non solo al potere dell'Esagono-Anello, ma anche all'unificazione degli alieni Tuatha De Danaan con gli alieni Kundingas, che sono gli araldi del Tempo Del Sogno della mitologia australiana mysteriana.
 A questi mysteri se ne aggiunge un altro: l'arma muviana di Martin, il Murchadna, si dimostra ancora una volta capace di atti sorprendenti, spropositatamente potenti rispetto a quella che, in definitiva, dovrebbe essere "solo" un'arma in dotazione agli antichi soldati di Mu; è sempre più chiaro che la lunga permanenza in Agarthi, nelle mani di Kut Humi, custode dell'Akaschi e quindi della conoscenza raccolta dagli Esagoni, ha cambiato profondamente questo specifico Murchadna, fornendogli una connessione impensabile con i Doni dei Tuatha De Danaan.
 Queste rivelazioni, fondamentali per il lettore mysteriano storico, occupano un numero limitato di pagine, e scaturiscono da un altro argomento della materia arturiana primordiale che in Martin Mystère non era mai stato affrontato, ma che i lettori di Jean Markale conoscono bene, e cioè l'evoluzione narrativa del Graal, che divenne "calice" solo dopo essere stato il calderone o il catino ripieno di sangue delle leggende celtice, nel quale galleggiava una testa mozzata (nel nostro caso, Recagno riprende la leggenda celtica di Bran Bendigeidfrân, "il corvo benedetto"). In questo argomento si innestano le peripezie di Parsifal e del figlio Lohengrin, ampliando ulteriormente un filone che latitava dai tempi de Le ombre di Camelot (Martin Mystère Speciale n. 35), altra vicenda che curiosamente (e casualmente?) inserisce incongrue donne negre nell'impianto narrativo delle leggende celtiche o affini. Non può mancare il personaggio cruciale di Morgana, che qui compare senza nome e senza dialoghi, in una sola vignetta, mentre usa i suoi poteri per neutralizzare i poteri del Graal-Bran. (Altrettanto silenzioso, nel presente, è un canuto ispettore Bloch di Dylan Dog, che fa una comparsata mentre supervisiona l'arresto di alcuni ladri.)
 Nella storia si fanno sentire anche sequenze più rassicuranti per i lettori meno esigenti, come l'inutile schermaglia tra Martin Mystère, Java e alcuni saccheggiatori di siti archeologici (il cui unico scopo è spiegare ai nuovi lettori che Martin è un uomo d'azione e che possiede un'avveniristica ed enigmatica arma dai poteri mysteriosi), oppure le citazioni alla serie televisiva di Doctor Who (che per una volta hanno senso, vista l'ambientazione inglese della vicenda).
 Per finire, non è la prima volta che Recagno si impegna per inserire un tocco di umanità e vita privata per i personaggi storici (o letterari) che appaiono nelle analessi della saga, ma questa volta vi introduce anche un dettaglio autobiografico personale molto esplicito, che ci fa ripensare al vero significato implicito di certi dialoghi comparsi nelle sue opere degli ultimi anni.

 Non possiamo evitare, immancabilmente, di sottolineare come il nostro fumetto Get a Life! abbia ancora una volta anticipato di anni le rivelazioni della serie ufficiale. Gli Esagoni, intesi come esseri viventi e senzienti, capaci di usare il Sogno, compaiono già in Come prisma, più di Prisma. La capacità degli Esagoni di riprodursi o sdoppiarsi risale invece a Un Martin per tutte le stagioni.

LA MACCHINA PER CONCLUDERE

 Andando oltre i tecnicismi per specialisti, cosa ci lascia la lettura di questo albo? Ci lascia un senso di nostalgia per un modo di fare fumetto mysteriano ormai perduto e per un potenziale narrativo che non si realizzerà mai pienamente, specialmente adesso che il personaggio di Martin Mystère è diventato un ologramma di se stesso, e ha subìto una strampalata rettifica cronologovs che ha post-datato la sua nascita e la sua giovinezza, negando quindi tutte le esperienze storiche che lo hanno definito come persona.
 Per dirla con Morando Morandini, nel leggere questa storia si ha la sensazione assai triste di assistere a "la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente", di porgere un ultimo saluto a un mondo che viene soppiantato da una modernità dozzinale e superficiale, nell'indifferenza di un pubblico che si fa andar bene tutto il peggio più facilone e respinge l'approccio filologico e complesso, dopo aver ignorato (o peggio, disprezzato) per anni tutte le perle della produzione mysteriana. 

sabato 3 luglio 2021

MyTH: And the winner is...


SABATO 3 LUGLIO

La fine della Caccia al Tesoro del Mystero

RISULTATI DELLA QUINDICESIMA PROVA

Settimana scorsa vi avevamo chiesto quale facoltà paranormale abbia mai sperimentato il nostro Alfredo Castelli.

Ebbene, sappiate che ne I mysteri di Mystère presenti nel MM 42, a pagina 98, il BVZA ammette tranquillamente di aver provato a sperimentare il viaggio astrale. E di esserci forse anche persino riuscito, sia pure precisando che avrebbe potuto trattarsi di autosuggestione o di un sogno a occhi aperti. Quindi la risposta corretta era la B.

Non era facile indovinare ed in effetti in pochi l'hanno fatto. Curiosamente i primi tre in classifica hanno toppato andando ad avvantaggiare i secondi tre e quindi rischiando di stravolgere la classifica.

Oltre ai premi di velocità, questa volta abbiamo assegnato un ultimo bonus per premiare la costanza di sette partecipanti che ci hanno tenuto compagnia per tutta la durata del MyTH, fin dai giorni prima del suo esordio: Ivano, Giovanni, Marco, Gianfranco, Alessandro, Pier e Roberto.

Infine Alberto ha voluto salutare il compleanno di Martin con una lettera molto carina che abbiamo deciso di pubblicare alla fine di questo post, un po' per salutare tutti voi, un po' per ringraziarvi e un po' per allietarvi ancora prima di darci appuntamento a tra pochissimo con nuove fantastiche avventure.

GLI ESITI DELLA GARA

Vogliamo innanzi tutto congratularci con tutti voi: indipendentemente dalla classifica siete stati tutti bravissimi e simpaticissimi. Ci avete fatto divertire e ci avete accompagnato in questo torrido inizio d'estate. Abbiamo scoperto con voi posti mysteriosi e abbiamo conosciuto grazie a voi nuovi enigmi (che comunque sottoporremo a chi di dovere ai piani alti). Non possiamo che ringraziarvi e complimentarci ancora. 

Per quanto riguarda la classifica (perché comunque di gioco a premi trattavansi), il vincitore è Ivano Rezzonico tallonato da Daniele Marcheselli. Al terzo posto risale Giovanni Gaddoni che all'ultima prova è riuscito a superare Alberto Simionato. Quinto arriva Andrea Brambillasca superando in dirittura di arrivo Salvo di Bella. Marianna Fanti e Alessandro Giacobazzi si contendono il settimo e ottavo posto, ma la cavalleria di Ale permette a Mary di precederlo, anche se di pochissimo. Fabio Franzini arriva nono, realizzando quindi il suo sogno di essere nella Top Ten, dove arriva per un soffio anche Gianfranco de Michele. 

Ai primi sette vincitori andranno i premi previsti da regolamento: 

Al 1° classificato verrà assegnata una commission di Rodolfo Torti;

Il 2° classificato riceverà una commission di Vito Rallo;

Al 3° classificato andrà una commission di Francesca Palomba;

Il 4° classificato riceverà una tavola originale di Giovanni Freghieri;

Al 5° classificato verrà assegnata una tavola originale di Alfredo Orlandi;

Il 6° classificato riceverà l’albo del team-up di Zirmani con allegato il mazzo di carte;

Al 7° classificato andrà un portfolio di Lucio Filippucci prodotto da A.Mys.

Ma non disperino gli altri: tutti e 46 i partecipanti al MyTH riceveranno il seguente attestato di partecipazione stampato su carta pregiata e firmato in originale da Alfredo Castelli.




LA CLASSIFICA FINALE

Quindi ecco di seguito la classifica finale del MyTH:

Ivano Rezzonico                             89,5

Daniele Marcheselli                        81,8

Giavanni Gaddoni                          77,2

Alberto Simionato                           74,2

Andrea Brambillasca                      61,1

Salvo di Bella                                 59,7

Marianna Fanti                               54,5

Alessandro Giacobazzi                  50,3

Fabio "Semtex" Franzini                46,6

Gianfranco de Michele                  44,4

Pier Luigi Aicardi                           42,3

Andrea Tognozzi                           38,9

Massimo Medina                           34,4

Cesare Milella                               32

Roberto d'Urso                              31,6

Claudio Bonci                                27,5

Stefano Liguori                              26,1

Marco Campagnari                       24,8

Alex Resta                                    24,7

Sara Selmi                                    24,6

Rocco Sartori                                23,2

Luca Mazzocco                             22,6

Sergio Noferi                                 20,5

Daniele Baldino                             19

Marco Marcantonini                       18,5

Paolo Bontempi                             17,5

Francesco Argento                        15,8

GB Baiardo                                    15

Mauro Micheletti                            13,4

Davide Fornasiero                         11,2

Fabio Gremizzi                              11

Agostino Morosi                            10

Marco Cioni                                     8,9

Stefano Della Puppa                       8,9

Matteo de Battisti                            8,5

Tommaso Menchini Fabris              8,5

Corrado Smaila                               3

Leonardo Argentieri                         2,5

Filippo Dubla                                   1,5

Pietro Bombonati                            1,5

Alberto Negri                                   1

Alessandro de Losa                        1

Claudio Morini                                 1

Ivano Visioli                                     1

Luca Moscatiello                             1

Paolo dell'Aglio                               1


"PAROLE LONTANE" di Alberto Simionato

"26 giugno 2021

Martin,
oggi è un giorno importante per te e vorrei esserti vicino per dirti quanto sono fiero di te.
Ma siamo separati da uno dei misteri più grandi che l'uomo ha incontrato nella sua lunga esistenza e quindi posso solo scrivere queste parole pur sapendo che tu non le leggerai mai.
Ti ho visto crescere con molto timore e spesso ho temuto che la maledizione della nostra famiglia giungesse su di te improvvisa come un missile lanciato per abbattere un aereo. Molte volte hai rischiato la vita ma hai saputo trovare la forza interiore per uscire dalle situazioni più difficili senza perdere la tua umanità. Non posso dire lo stesso del tuo primo, vero, amico. Sergej. Lo hai visto cambiare molto da quando ha ricevuto l'arma a raggi e una volta hai creduto anche che sarebbe cambiato. Ma non è avvenuto. Vorrei metterti in guardia su di lui vedendo quello che sta macchinando ora nell'ombra, ma come fare a dirtelo? Confido che Kut Humi abbia visto nell'Akashi che il tuo futuro non sia minacciato da Sergej più di quanto le mie paure temono.
Negli anni ti sei circondato anche da altri amici che ti hanno aiutato in varie occasioni ricambiando il tuo grande altruismo che ti faceva saltare sul primo volo per l'altro capo del mondo dopo un racconto misterioso nel tuo studio o la busta piena di documenti incredibili che ti mandavano. E poi hai trovato in Java più di un collaboratore, un fratello, direi.
Ma hai anche altri nemici, molti e potenti. Non solo quelli che ci hanno allontanati per sempre, ma anche quelli, meno spettacolari o enigmatici, da temere forse di più, perché come hai visto nelle tue ricerche sono presenti da sempre nella storia del mondo.
L'ignoranza in primis, ma anche, non da meno, il dimenticare il passato per la rincorsa di un presente che sta costruendo la fondamenta d'argilla di un futuro predestinato a ripetere gli errori già fatti in epoche lontane.
E quel palazzo, quando crollerà, si porterà via molto di quello che uomini come te stanno cercando di costruire ogni giorno, anche nelle piccole cose.
Ti ho visto sai, quella volta nella libreria vicino a casa mentre cercavi di spiegare ad un teenager entrato per errore che in quel libro su Atlantide che avevi scritto può trovare le stesse idee fighe che l'ultima serie in streaming gli propone. E mi ricordo quando eri tu che leggevi di continenti perduti e misteri simili ed io, a malincuore, facendo il duro, volevo dissuaderti dal continuare...
E che dire della tua trasmissione in tv; quante volte mi sono detto che finalmente stavi facendo aprire gli occhi alla gente!
La strada che hai davanti non ti nego che sia difficile da percorrere e la destinazione sarà sempre lontana.
Ma non mollare, Martin!
Sono orgoglioso di te, dell'uomo che sei, del marito, dell'amico, dell'archeologo, ma soprattutto del figlio.
Io e tua madre siamo felici che tu stia vivendo la vita che volevi da ragazzo, ed anche se non ci vedi e non ci senti noi siamo sempre accanto a te.

Ti abbraccio, come non ho fatto troppe volte finché ero vivo, e di questo me ne pentirò sempre...

Tuo padre Mark"